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Trichet ai governi: "Rinviate i tagli alle tasse"

"Assurda" l'ipotesi dell'uscita della Grecia dalla zona euro. E sulla disoccupazione avverte: "Salirà ancora'"

Trichet ai governi: "Rinviate i tagli alle tasse"
Sono ancora aperte le discussioni sul bilancio pubblico greco e sulla situazione economica dell'area euro.
Claude Trichet, presidente della Bce, ha parlato chiaro: "Eventuali tagli alle tasse vanno rinviati nel medio-lungo termine quando ci sarà un margine di manovra che oggi non c'è" . E sulla situazione economica del paese ellenico è intervenuto definendo "assurde" le voci ciroclanti riguardo un'ipotesi di uscita del paese dall'Eurozone.
Il tasso di disoccupazione nei sedici paesi della zona euro probabilmente "salirà ancora un po' ", rallentando i consumi, ha detto ancora Trichet.
Nelle previsioni aggiornate diffuse il mese scorso, la Bce stimava che sul 2009 il Pil complessivo dei 16 paesi dell’area euro abbia segnato un calo del 4 per cento circa.
Proprio per questo motivo ha spiegato Trichet, i tassi attuali restano "appropriati con i prezzi moderati" e con l'attività economica di Eurolandia che "a fine 2009 ha continuato ad espandersi". Secondo la Bce nei prossimi mesi l’inflazione procederà su valori "sotto controllo", ha aggiunto Trichet.
"Per il breve termine è attesa attorno all’1% e sul medio termine su valori moderati". "Per il 2010 - ha sottolineato ancora il presidente della Bce - il Consiglio della banca centrale europea si attende un tasso di crescita del Pil moderato, ma con un processo di ripresa diseguale, mentre sulle prospettive permangono incertezze". Secondo la Bce è anche «possibile che la ripresa si riveli più forte delle attese», ha proseguito Trichet. Ma sul versante opposto del bilancio dei rischi sono anche "possibili ricadute negative tra finanze e economia reale, aumenti dei prezzi del petrolio o movimenti disordinati dei mercati legati agli squilibri globali".
Così oggi la questione del deterioramento dei conti pubblici della Grecia, che a fine 2009 ha innescato allarmi di tutte le autorità europee, è stata analizzata da tutti i banchieri centrali.  E proprio oggi Atene ha annunciato i dati chiave del suo piano di risanamento pluriennale, che impartisce una accelerazione al percorso di recupero con un rientro del deficit entro i livelli previsti dai trattati Ue per il 2012. Quest’anno il deficit della Grecia scenderà all’8,7%, anche se l’economia crescerà solo dello 0,3%.  ma cosa prevede il piano del governo in proposito? Innanzitutto, un taglio delle spese e un aumento delle entrate di oltre 10 miliardi di euro nel 2010, di cui 3,6 miliardi di tagli alla spesa e 7 miliardi di maggiori entrate fiscali, anche grazie a un recupero dell’evasione. I risparmi nella sanità ammonteranno a 1,4 miliardi di euro e quelli nel settore difesa a 475 milioni di euro, mentre altri 2,5 miliardi arriveranno da non meglio specificate vendite di attività pubbliche, 1,2 miliardi da entrate fiscali aggiuntive, 1,2 miliardi dall’aumento dei contributi previdenziali e 650 milioni di euro dai tagli dei benefeci extra-salariali degli addetti pubblici. Domani la commissione europea esaminerà il piano e farà le sue raccomandazioni ai ministri delle Finanze europei, i quali vaglieranno le misure decise dalla Grecia il prossimo 15-16 febbraio.

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Commenti all'articolo

  • ghorio

    14 Gennaio 2010 - 19:07

    Il signor Claude Trichet arriva con i suoi pareri, che non sono quelli dell'oracolo di Delfo. Liberissimo questo superburocrate di fare le sue analisi, ma potrebbe risparmiarci gli inviti sul non diminuire le tasse. Infatti gli Stati che vogliomo farli evidentemente trovano le coperture con le entrate. L'Italia, tanto per non dare alibi al ministro Tremonti, può farlo tagliando drasticamente la spesa pubblica. Quanto poi alle direttive della Bce, le banche continuano a farla da padroni con i dirigenti ad alto livello che fanno il bello e cattivo tempo, a spese dei contribuenti. Va bene l'Europa, ma la smetta la Bce di stare a guardare, senza provvedimenti tangibili. Il mercato, lasciato a se stesso, non risolve i problemi. Basta andare a leggere qualsiasi manuale di Economia Politica. Poi qualcuno mi dovrebbe spiegare come mai con i tassi di sconto azzerati gli interessi sui prestiti sono quasi da usurai. Giovanni Attinà

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