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Il cdr del Corriere chiede un sacrificio a manager e azionisti

Niente bonus e dividendi per due anni. E' la proposta dei giornalisti per rilanciare il quotidiano

Il cdr del Corriere chiede un sacrificio a manager e azionisti
Il comunicato sindacale dei giornalisti del Corriere della Sera, pubblicato venerdì a pagina 27, rischia di provocare qualche malumore ai piani alti della finanza e dell'industria italiana. Il Cdr, infatti, chiede a manager e azionisti di rinunciare per due anni a bonus e dividendi e di reinvestire ogni provente direttamente nel rilancio della testata. Si legge nel comunicato, "a causa del calo degli introiti pubblicitari, l’Azienda ha chiesto e ottenuto sacrifici dai giornalisti, ha chiesto e ottenuto sacrifici a tutti i cittadini italiani usufruendo degli aiuti di Stato per i prepensionamenti e, infine, ha chiesto sacrifici ai lettori del Corriere aumentando il prezzo del giornale del 20 per cento. Un aumento, è doveroso sottolineare, giunto senza che fossero messi in campo altri interventi a sostegno del giornale, salvo il taglio degli organici di poligrafici e redattori. È ora auspicabile, morale ed etico, che manager e azionisti dichiarino di rinunciare a bonus e dividendi per la durata dei due anni di stato di crisi. E che si impegnino esplicitamente a reinvestire nel Corriere della Sera ogni eventuale utile come fanno in questo momento di difficile transizione economica le migliori imprese del mondo"
Ma chi sono questi ignoti azionisti? Per saperlo basta dare uno sguardo al sito della Consob, dove sono elencati i soci di tutte le società quotate in Borsa. Il parterre del Corriere è notevole. Ci sono Mediobanca, il salotto buono della finanza italiana oggi presieduto da Cesare Geronzi, Banca Intesa, la prima e più importante banca italiana, il gruppo Fiat e dunque gli Agnelli, le Assicurazioni Generali, la famiglia Ligresti, i Pesenti di Italcementi, Diego Della Valle della Tod's, i Benetton, Pirelli. Negli ultimi cinque anni il dividendo è sempre stato pagato, dunque la richiesta dei giornalisti farà sicuramente clamore. Anche perché Rcs è sempre stata parecchio generosa con i suoi azionisti. A parte nel 2008, in cui il dividendo è stato di soli 1,5 milioni, nel 2007 è stato di 84milioni, nel 2006 di 23 milioni, nel 2005 di 82 milioni e nel 2004 di 30 milioni (i dati sono presi dal bilancio Rcs Mediagroup, consultabile sul sito).

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Commenti all'articolo

  • semovente

    15 Gennaio 2010 - 18:06

    Ma gli azionisti elencati non appartengono (o sostengono) l'ideologia di sinistra? Allora significa che ragionano bene. Qundi: piglia, pesa e porta a casa!

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