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L'inglese Glaxo chiude il centro ricerche di Verona

A rischio 550 posti. Tutti ricercatori under 45

L'inglese Glaxo chiude il centro ricerche di Verona
Non bastavano Alcoa, che vuole chiudere gli impianti in Sardegna, Fiat, che vuole lasciare la Sicilia. Ora anche Glaxosmithkline, il colosso farmaceutico inglese, è pronto a calare la mannaia dei licenziamenti sui 750 lavoratori del suo centro di ricerca di Verona.

L'annuncio della chiusura è stato fatto giovedì dal capo della ricerca mondiale della multinazionale.  D
a Londra, il top manager Andrew Witty, ha spiegato che l'operazione rientra in un piano di  riduzione dei costi, che prevede tagli per circa 4.000 posti di lavoro in tutto il  mondo.

Nel Centro ricerche di GlaxoSmithline lavorano 550 ricercatori 'under 45' anni, oltre a 200 lavoratori dell'indotto. 

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Commenti all'articolo

  • r2

    09 Febbraio 2010 - 19:07

    Andatevi a vedere come si sono trattati alla Regione Sicilia. Credo che il problema Termini gli si potrebbe consigliare polemicamente di risolverlo in questo modo molto semplice. Si abbassano i benefit (auto pensioni etc) e gli stipendi ai consiglieri regionali al livello della media delle altre regioni italiane. La somma avanzata viene destinata ai lavoratori di Termini. Probabilmente non basterà per tutti ma intanto... Saluti.

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  • blues188

    09 Febbraio 2010 - 12:12

    Va ancora aggiunto che è successo (qualcuno se lo ricorda ancora con tristezza) che in tempi di contestazione dentro i fanali Fiat qualche operaio infilava bottiglie vuote, per sabotare l'azienda. Al contrario in Giappone, ed ora in Corea e nelle Filippine, ogni operaio viene incentivato a dare suggerimenti personali per la produzione e questo causa una partecipazione più forte perché ognuno si sente partecipe del buon andamento dell'azienda. Un po' questo succede anche in Lombardia e nel Nord in particolare dove c'è quasi una gara a chi fa di più (suscitando sorrisi di sufficienza da parte di coloro che pensano che la vita va solo goduta tutta mangiando pizze e mozzarelle e che il lavoro è schiavitù per tonti illetterati) ma pochi sanno che il Nord -e la Lombardia in particolare- ha una forza lavoro superiore al Giappone. Se non fossimo stati depauperati a zero, avremmo una ricchezza simile agli orientali. Ecco perché dico che il lavoro deve tornare qui, più che altrove.

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  • blues188

    09 Febbraio 2010 - 12:12

    Tutto sembra suggerire che l'era industriale in Europa sia già finita. Ha creato benessere sufficiente per chi lavora ma ricchezze enormi per chi ha investito e in seguito gestito il tutto. Ma a causa di alcuni fattori avviene che 1) Si cercano maggiori guadagni laddove se ne possono ricavare e l'Europa non è più un buon bacino, mentre lo è l'Est asiatico, dove si lavora con più passione e dedizione. 2) Sono mancate politiche serie che avrebbero potuto impedire questo esodo industriale e favorire il mantenimento. 3) Il comunismo (pur avendo avuto qualche merito, va detto) ha creato enormi difficoltà agli imprenditori che ora non dimenticano. 4)In quei paesi che hanno avuto la lungimiranza di coltivare le propensioni degli abitanti a partecipare con passione a ciò che si costruiva (hanno avuto, cioè, scuole serie) hanno favorito questa decadenza europea. Termini potrà essere mantenuta ancora, non lo so, ma siamo di fronte a un crollo generalizzato di un'era ed è questo che c'è di fronte

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  • fonty

    fonty

    07 Febbraio 2010 - 15:03

    Egr.blues,ho già scritto da qualche parte,che chi non ha i voti della Sicilia,pilotati o meno dalla mafia, non governa.Purtroppo,sì purtroppo,la Sicilia ha un decimo degli abitanti dell'Italia,quindi anche un decimo dei voti e questi per come siamo messi,fanno la differenza,oltre a quelli delle altre regioni "sudiste".Ecco il perchè della predilezione del Berlusca per queste latitudini,il marpione deve tenersi buoni quei deputati e senatori che lo aiutano a vincere,insomma sono l'ago della bilancia di casiniana memoria.Che dire allora? Era meglio se la Sicilia se ne fosse andata con l'America nel '46,ma neanche loro l'hanno voluta,ben sapendo i problemi che avrebbero creato,avendoli già sperimentati a casa loro con la mafia.La secessione? facile a dirsi,ma impossibile,con l'Unione Europea che tende a livellarci tutti,ora si parla di far entrare anche Israele e Turchia.Quindi?dobbiamo obtorto collo tenerci il fardello e...tirare il carretto.

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