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Fiat, al vaglio 10 offerte per Termini Imerese

E l'azienda si impegna col governo ad aumentare la produzione in Italia. Prima tappa la Panda a Pomigliano

Fiat, al vaglio 10 offerte per Termini Imerese
«Per lo stabilimento Fiat di Termini Imerese abbiamo 8-9-10 offerte, che stiamo valutando». A dichiararlo è il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, che, durante un'intervista su Canale 5, ha annunciato che  il 5 marzo le proposte verranno presentate al tavolo dell'auto «per valutare qual è quella che può garantire i posti di lavoro: abbiamo tempo un anno e mezzo».
Con l'azienda, il discorso su Termini «è chiuso, ma il gruppo concorda che agevolerà e non ostacolerà un'opzione diversa». Preso atto della riorganizzazione aziendale e della decisione di ridurre la produzione su quattro stabilimenti, il governo ha però chiesto che aumentasse «la produzione auto in Italia e aumenterà da 650mila a 900 mila pezzi».

Proprio il ministro Roberto Castelli, interpellato a margine di un convegno a Milano, ha confermato che "Fiat  e governo hanno raggiunto un accordo assolutamente ragionevole". Infatti, anche se il gruppo è irremovibile sulla decisione di sospendere la produzione in Sicilia, ha promesso di impegnarsi ad aumentare, significativamente, il numero  si vetture che produrrà in Italia. "E' il migliore dei compromessi" ha detto Castelli. A conferma di questo, presto sarà trasferita a Pomigliano d'Arco, lo stabilimento napoletano che soffre della crisi di  vendite dell'Alfa Romeo, la produzione della Panda. La più piccola di casa Fiat (assieme alla 500) attualmente è prodotta in Polonia e è uno dei modelli più venduti della casa.

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L'Italia ha dato alla Fiat come la Fiat ha dato all'Italia

, resa nota dalla Cgia di Mestre, sottolineando la loro portata e utilità: «Certo è che questi incentivi sono quelli che hanno permesso di avere prodotti innovativi e quindi di vincere la battaglia per la Chrysler. Non vanno restituiti, ma sono un grande impegno perché la Fiat sviluppi l'italianità e la presenza in Italia». Il riferimento è alle dichiarazioni di Montezemolo. E Scajola mette così fine al dibattito: «Nel passato la Fiat ha dato diverse prove di poca attenzione all'auto, ma da quando c'è Marchionne ha investito molto sul settore, che è diventato il suo core business. E allora via le polemiche, ma la Fiat si ricordi che l'Italia ha dato alla Fiat come la Fiat ha dato all'Italia».

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  • dubhe2003

    08 Febbraio 2010 - 21:09

    A che gioco giochiamo? La Fiat aveva già promesso impegni per la produzione di auto un paio di anni fa.Corriamo ancora dietro alle farfalle,dopo tutti questi anni di rottamazione delle automobili?Tanto di auto si sta morendo,non c'è più posto per una politica automobilistica;necessita convertire in altre produzioni in modo da non ritornarci più per anni.

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  • marino43

    08 Febbraio 2010 - 12:12

    Che fortunati gli abitanti di Termini Imerese?? Ora non sapranno più che lavoro prendere...avranno la difficoltà di decidere!! Improvvisamenete sarà necessario chiamare immigrati per occupare i posti!! Potrebbero fare una centrale nucleare così avranno il posto sicuro....fra 15 anni!!

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  • pv52

    08 Febbraio 2010 - 10:10

    strano che Fiat decida di produrre in Italia visto la maggior convenienza a produrre all'estero dove è più conveniente. tutte le case automobilistiche sguono questa tendenza anche il mede in Italy cerchiamo di produrlo almeno in parte all'estero per essere competitivi. Pomigliano D'arco quando l'Alfa era dell'IRI un auto prodotta nel sito costava il 20% in più del prezzo di vendita e questo per compiacere i politici ed i lavoratori anni 70 e contribuire anche al deficit attuale Fiat è quella che ha gestito meglio gli aiuti di stato tenendo in vita Pomigliano dopo l'acquisizione dall'IRI e Termini ; se paragoniamo Fiat a quello che hanno fatto Montedisnon Liquichimica e Sir che hanno semplicemente sperperato e speculato, credo che Fiat dovremmo alla ringraziarla

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  • blues188

    08 Febbraio 2010 - 10:10

    Con la stessa logica della Fiat che DEVE produrre seppure in perdita a Termini Imerese, si potrebbe chiedere a qualche azienda filippina o a Honk Kong di portare nell'isola parti per costruire qualcosa, pur di avere il lavoro. È una cosa idiota, senza senso, controproducente e quindi per forza in perdita. Sipossono capire i desideri di avere voti di scambio da parte di quel lavatappeti di Scajola e quelli di vendere i propri voti da parte degli operai di Termini, ma quando si dice che l'Italia è un paese composto da persone intelligenti si intende questo? No, informatemi almeno! Il penoso Scajola dimentica con noncuranza che è al Nord che le ditte vanno aiutate, è qui che si sa lavorare bene e con alta professionalità. Se c'è una minima speranza di uscire dalla crisi (intendo in un mondo industrializzato, perché se siamo nel contesto agricolo allora cambia musica) è al Nord che si DEVE guardare. Ma Scajola più che promettere miliardi (!) al Sud non sa fare, da buon inetto.

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