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Scajola chiude la porta a Fiat

Niente incentivi all'industria dell'auto. Il titolo crolla in Borsa del 2,5%

Scajola chiude la porta a Fiat
Fiat resta a bocca asciutta. E con lei tutte le case automobilistiche che vendono auto sul mercato italiano. Claudi0 Scajola l'ha giurato. Quest'anno non ci saranno incentivi al settore automobilistico. Il ministro dello Sviluppo economico ha dato l'annuncio da San Sebastian, in Spagna, dove partecipa al consiglio informale dei ministri dell’Industria europei.

 "Nel 2009 - ha spiegato - il Governo ha concesso forti incentivi al consumo per il settore auto. Oggi, nel confronto con i ministri degli altri Paesi europei, ne ho tratto l'impressione di una comune intenzione di uscita dagli incentivi. L’indecisione è negativa, frena i consumi: quest’anno incentiveremo altri settori produttivi, per l’auto ci concentreremo ad agevolare innovazione e ricerca. Domani riferirò in Consiglio dei Ministri".

In Borsa - Immediata la reazione negativa degli investitori in Borsa.
I titoli Fiat, dopo essere stati per gran parte della giornata sulla parità, hanno virato in negativo non appena sono rimbalzate dalla Spagna le dichiarazioni del ministro allo Sviluppo economico Claudio Scajola.  Il titolo cede il 2,5%.

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  • spalella

    14 Febbraio 2010 - 14:02

    Gli incentivi auto non vanno alla Fiat, vanno per il 70% alle auto straniere !! Molto meglio dare incentivi per la trasformazione di auto esistenti, da benzina a gas, per mettere in moto la filiera della produzione, installazione e manutenzione di impianti a gas in casa. Una filiera che produce posti di lavoro molto più che non vendere auto nuove che ''non servono'' in quanto sono beni durevoli. Con gli incentivi al gas si creano posti di lavoro, si dimezza la bolletta dei trasporti delle famiglie e si migliora l'ambiente. Ci viole molto a capirlo? Non vogliamo più produzioni di beni che non servono, vogliamo servizi, perchè le crisi cicliche e sempre più frequenti di questa economia dei consumi ci stanno distruggendo.

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  • AGO55

    13 Febbraio 2010 - 12:12

    GRANDE SCAJOLA. HAI AZZECCATO, GLI I NCENTIVI DATELI ALLE AZIENDE ITALIANE CHE OPERANO IN ITALIA E CHE NON VANNO ALL'ESTERO A CERCARE MANODOPERA. ANZI DOVRESTI FARE DI PIU'. METTI I DAZI IN INGRESSO. COME SI PUO' ACCETTARE LA LIBERALIZZAZIONE DEL MERCATO QUANDO NON VENGONO UNIFICATE LE TARIFFE SALARIALI, GLI OBBLIGHI ASSICURATIVI ECC. IN MATERIA DI MAESTRANZE. NON PUO' ESSERCI UN LIBERO MERCATO SE CHI NE FA PARTE NON HA GLI STESSI OBBLIGHI NEI RIGUARDI DI CHI LAVORA. METTIAMO TUTTI ALLA PARI POI, CHI LAVORA MEGLIO PREVALE . VEDRAI CHE MENO AZIENDE ITALIANE ANDRANNO ALL'ESTERO PER MANODOPERA.

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  • COCCINELLA

    12 Febbraio 2010 - 15:03

    H AFATTO BENE,IN ITALIA NON è L'UNICA FABBRICA..LAVORANO E SONO IN CRISI ANCHE ALTRI! E VISTO QUANTO INVESTONO ALL'ESTERO,NON DOVREBBERO DARGLI LA CASSA IONTEGRAZIONE O MEGLIO,QUANDO AVRANNO UTILI LA RESTITUISCANO ALLO STATO!

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  • gitex

    10 Febbraio 2010 - 15:03

    s'è comportato come un bambino. Chiudi Termini? ed io non dò gli incentivi. Ma sai quanto gliene frega a Marchionne? si vendono meno auto? ed io chiudo Pomigliano!! che è proprio quello che vuole, non aspettava altro altrimenti non avrebbe detto con tanta sicumera che "me ne frego degli incentivi". Il ministro c'è cascato come un pollo. Chi ci rimette dunque?

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