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Istat, produzione cala del 17,5%

È la caduta peggiore dal 1991

Istat, produzione cala del 17,5%
Nel 2009, la produzione industriale è diminuita del 17,4% rispetto al 2008. Lo comunica l'Istat, precisando che il calo corretto per gli effetti di calendario è stato del 17,5%. Si tratta della diminuzione più forte dal '91, primo anno di confronto delle serie storiche.
La produzione industriale a dicembre è diminuita dello 0,7% rispetto a novembre e del 2,3% rispetto a dicembre 2008. L'Istat precisa che il calo tendenziale corretto per gli effetti di calendario è del 5,6%.
È stata la caduta peggiore dal 1991, anno d'inizio della serie storica. A dicembre, la produzione industriale è scesa del 2,3% su anno (grezzo) e dello 0,7% su mese (indice destagionalizzato a 84,9). Nell'ultimo trimestre il calo è stato dello 0,8% congiunturale.
Gli indici destagionalizzati dei raggruppamenti principali di industrie registrano variazioni congiunturali positive per i beni di consumo (più 1,7 per cento per il totale, più 2,2 per cento per i beni non durevoli, una variazione nulla per i beni durevoli) e per i beni intermedi (più 1,2 per cento). Variazioni negative riguardano invece i beni strumentali (meno 1,6 per cento) e l'energia (meno 0,2 per cento), continua la nota Istat. L'indice della produzione industriale corretto per gli effetti di calendario ha segnato, nel confronto con dicembre 2008, diminuzioni in tutti i raggruppamenti principali di industrie: meno 10 per cento per i beni strumentali, meno 8,3 per cento per i beni intermedi, meno 3,8 per cento per l'energia e meno 0,3 per cento per i beni di consumo (meno 9,7 per cento i beni durevoli, più 1,6 per cento i beni non durevoli).

Anche nel confronto tra la media del 2009 e quella dell'anno precedente, le variazioni sono risultate tutte negative: meno 24,9 per cento per i beni intermedi, meno 21,2 per cento per i beni strumentali, meno 8,9 per cento per l'energia e meno 6,9 per cento per i beni di consumo (meno 17,8 per cento per i beni durevoli, meno 4,3 per cento per i beni non durevoli), continua l'Istat.
Nel mese di dicembre 2009 l'indice della produzione industriale corretto per gli effetti di calendario ha segnato, rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, variazioni positive nei settori dei prodotti chimici (più 7,8 per cento), dell'attività estrattiva (più 5,6 per cento), delle industrie alimentari (più 3,6 per cento) e dei prodotti farmaceutici (più 3,2 per cento). Le diminuzioni maggiori si sono registrate per la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (meno 14,5 per cento), per i macchinari e attrezzature n.c.a (meno 14,4 per cento), per la metallurgia e prodotti in metallo (meno 13,7 per cento).
Nel confronto tra la media dell'intero anno 2009 e quella del 2008, l'unica variazione positiva ha riguardato i prodotti farmaceutici (più 2,8 per cento). Le variazioni negative più marcate si sono registrate nei settori della metallurgia e prodotti in metallo (meno 29,1 per cento), dei macchinari e attrezzature n.c.a (meno 28,7 per cento) e delle apparecchiature elettriche e per uso domestico non elettriche (meno 26,8 per cento)«, continua la nota.

La produzione industriale di auto è caduta del 20,5% nel 2009, secondo l'indice grezzo misurato da Istat. I dati corretti per i giorni lavorativi segnano -21,3%. A dicembre, la produzione ha mostrato un aumento del 85,1% tendenziale su base grezza e del 59,1% secondo l'indice corretto.
L'Istat segnala un aumento della produzione dei beni di consumo rispetto a novembre dell'1,7% (-0,3% tendenziale secondo i dati corretti per gli effetti di calendario) dovuta a un andamento invariato dei beni durevoli e a un +2,2% per i beni non durevoli. Rispetto a novembre la produzione dei beni strumentali è diminuita dell'1,6% (-10% su dicembre). Per i beni intermedi si è registrato un aumento dell'1,2% su novembre e un calo dell'8,3% su dicembre 2008. Per l'energia si è registrato un calo congiunturale dello 0,2% e una diminuzione tendenziale del 3,8%.
La produzione industriale francese, invece, lo scorso dicembre ha di nuovo segnato il passo, calando dello 0,1% rispetto al mese precedente, quando invece era salita dello 0,6% (dati rivisto dal precedente +1,1%), come ha annunciato l'Ufficio di Statistica francese.

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Commenti all'articolo

  • dubhe2003

    11 Febbraio 2010 - 17:05

    Dati relativi ad un anno già sepolto che non interessano più.Ora interessa l'anno in corso che,come segnalato anche da organi Ue ed extra europei,vi sono concreti segnali positivi e ciò a noi cittadini,interessano molto di più delle auto-castranti polemiche interne da dozzina, di cert'uni...italioti che imitano il gracchiare dei corvidi.Come comunicato da alcune TV private regionali del Nordest e financo da ...udite,udite Rai tre regionale,vi sono richieste di manodopera in alcuni settori.E' risaputo che il ns.Paese se l'è cavata molto meglio di altri che sembravano più forti.Avremmo fatto la fine dei tre Paesi Ue,se avessimo ascoltato le cattive sirene,con esborsi a pioggia,incrementando ulteriormente il debito pubblico già elevato.Forse era proprio questo che l'opposizione avrebbe voluto,per gridare al fallimento totale governativo.L'asso che si erano messi nella manica è stato scoperto; ancora una volta non rimangono che pettegolezzi da sguattere.

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  • bruggero

    10 Febbraio 2010 - 16:04

    nonostante ci vogliono far credere che siamo alla fine del tunnel, penso che invece siamo all'inizio della vera crisi. i bonus ed i vari aiutini, in realtà semplici elemosine, non servono, grazie a coloro (tutti) che da 30/40 anni dicono di governare per l'Italia e gli italiani, simo vicini ad un grandissimo......tonfo! Però, mio nonno diceva, ogni popolo ha il governo che si merita!!!!!!!!

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  • uycas

    10 Febbraio 2010 - 14:02

    Queste sono tutte rilevazioni fatte da statistici comunisti che screditano l'ottimo governo di S.E. Silvio Berlusconi e le ottime scelte politiche del più grande Economista Scajola. Leggeremo queste cavolate, per me è la cruda e dura realtà, purtroppo non si è voluto e non si vorrà chiedere sacrifici per non perdere voti. Nonostante le rassicurazioni rischiamo di fare la fine della Grecia e Spagna

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  • occhio

    10 Febbraio 2010 - 13:01

    A chi dobbiamo credere alle buone novelle di re silvio oppure ai numeri che riportano alla realta' dei fatti? X me non ci sono dubbi x ifessi magari si. buona gionata a tutti

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