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Unicredit esce da Generali

La banca di Profumo ha completato il collocamento della sua quota in Generali uscendo dal capitale della compagnia

Unicredit esce da Generali
Unicredit uscirà da Generali. La banca di Profumo ha completato il collocamento della sua quota in Generali uscendo dal capitale della compagnia con una minusvalenza di 67 milioni di euro a livello consolidato.

Insieme ai dati di bilancio Profumo ha infatti annunciato la vendita del 2,84% del capitale della compagnia triestina, che rappresenta la sua intera partecipazione. Il prezzo di riferimento è di 18 euro per azione. Immediati i riflessi in Borsa, dove il titolo della banca risulta la migliore blue chip, con un rialzo del 4,5%, mentre il gigante assicurativo è la peggiore, con un calo dell’1,3% nonostante il tono positivo del listino.

La cessione di tale quota rientra nell’ambito degli impegni presi da UniCredit nei confronti dell’Antitrust a settembre 2007 e legati all’autorizzazione alla fusione per incorporazione di Capitalia in UniCredit. Il provvedimento dell’autorità era stato poi prorogato due volte a dicembre 2008 e a novembre 2009.

Utile netto in calo ma torna dividendo. Giornata di bilancio per Unicredit. Dopo gli scontri al vertice di lunedì e l’accordo raggiunto martedì sulla Banca unica, il gruppo bancario presenta i numeri di bilancio. Il 2009 è stato chiuso con un utile netto consolidato di 1,7 miliardi di euro, in calo rispetto ai circa 4 miliardi del 2008. Ma il dividendo cash proposto dal cda all’assemblea è di 0,03 euro, cioè nella parte alta della forchetta di previsione degli analisti. Ai soci andrà dunque un monte dividendi complessivo di circa 579 milioni di euro, pari a poco meno di un terzo dell’utile netto consolidato.

Il risultato è abbondantemente superiore alle attese degli analisti che si aspettavano profitti per 1,33 miliardi di euro. Questo grazie a un trimestre, il quarto dello scorso anno, chiuso con 371 milioni di euro, ben al di sopra delle previsioni degli esperti che prefiguravano un risultato in sostanziale pareggio.

L’utile netto del 2009 è calato del 57,6% rispetto al risultato del 2008 mentre quello del quarto trimestre è sceso del 26,5% rispetto all’analogo periodo di un anno fa. “L’andamento del quarto trimestre 2009 – sottolinea Unicredit – ha ulteriormente confermato alcuni elementi positivi evidenziatisi nel terzo trimestre, tra i quali il miglioramento della struttura dello stato patrimoniale e del capitale, la flessione dei costi operativi e la crescita delle commissioni nette. L’ultimo trimestre dell’esercizio – si legge ancora – ha anche evidenziato la riduzione del risultato netto della negoziazione, copertura e fair value, che ha risentito del rallentamento che ha contraddistinto l’intero settore rispetto all’eccellente andamento dei primi tre trimestri del 2009″.

Nel 2009 il margine d’intermediazione (ricavi) ha raggiunto 27.572 milioni di euro, in crescita del 2,6% sul 2008 (7,2% a cambi e perimetro costanti). I ricavi del quarto trimestre del 2009 sono stati di 6.443 milioni (+5,7% sul 2008 anche se in riduzione sul trimestre precedente, quasi esclusivamente per effetto di minori proventi da negoziazione). Il miglioramento dei ricavi, a fronte di un calo del 5,8% degli interessi netti e del 14,4% delle commissioni nette, è dovuto essenzialmente al trading, grazie a un utile di 1,8 miliardi rispetto a una perdita di quasi 2 miliardi nel 2008.

Incisiva la riduzione dei costi operativi, scesi a 15.324 milioni di euro (-8,2% sul 2008) che ha permesso al rapporto costi-ricavi di scendere dal 62,1% del 2008 al 55,6% di quest’anno. Le rettifiche nette su crediti e su accantonamenti per garanzie e impegni ammontano nel 2009 a 8.313 milioni di euro, equivalenti ad un costo del rischio di 142 punti base. Nel quarto trimestre le perdite sono scese a 2.068 milioni rispetto ai 2.164 milioni del trimestre precedente. Complessivamente i crediti deteriorati lordi a fine dicembre 2009 sono saliti a 57,6 miliardi di euro, (+7,7% sul trimestre precedente).

Le sofferenze lorde, la categoria più a rischio, restano comunque invariate rispetto al trimestre precedente. Quanto alla solidità patrimoniale, il core tier 1 ratio ha raggiunto a dicembre il 7,62% (+104 punti base sul 2008) grazie agli utili, al miglioramento delle riserve e alla riduzione degli attivi ponderati per il rischio. Pro-forma, considerando l’aumento di capitale concluso a febbraio 2010, il Core Tier 1 ratio ha raggiunto l’8,47%, il Tier 1 ratio il 9,49% ed il Total Capital ratio è al 12,88%.

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