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Marchionne: "Tiro al bersaglio contro Fiat"

L'intervento dell'amministratore delegato all'assemblea degli azionisti

Marchionne: "Tiro al bersaglio contro Fiat"
"Oggi stiamo vivendo un altro gioco pericoloso, un nuovo tiro al bersaglio contro la nostra azienda". Ad affermarlo è l'amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne. Durante l'intervento all'assemblea degli azionisti, il numero uno del Lingotto lamenta continui e ingiustificati attacchi all'azienda, precisando di riferirsi "non solo a quello che scrivono i giornali, che nella maggior parte dei casi fanno il loro lavoro e riportano dichiarazioni, penso piuttosto alle dichiarazioni di alcuni esponenti del mondo politico, sindacale e a volte imprenditoriale. La Fiat non pretende di essere salutata ogni giorno con le fanfare, ma non troviamo giusti nemmeno i fischi gratuiti, ci piacerebbe vedere un po' di equilibrio".

La Fiat all'estero - Nel suo intervento, Marchionne ha poi spiegato che "la Fiat non è andata all'estero per capriccio né per dimenticare l'Italia. Ci siamo andati per rendere questa azienda più forte. La Fiat ha sempre trattato questo Paese con profondo rispetto, ma non esistono rapporti a senso unico e l'azienda, allo stesso modo, merita stima, rispetto e libertà. Per troppo tempo si è attribuito alla nostra azienda l'arroganza di pensare che quello che è bene per la Fiat e bene per il Paese. Nessuno di noi pretende di dettare legge. Vogliamo solo fare il bene il nostro lavoro e farlo bene".

Termini Imerese
  - A proposito dello stabilimento di Termini Imerese, l'ad ha assicurato: "Stiamo facendo e continueremo a fare la nostra parte perché il passaggio ad un altro tipo di attività sia il meno brusco possibile e abbiamo annunciato la decisione con 30 mesi di anticipo proprio per lasciare un ampio margine di tempo al necessario processo di riconversione". Non è stata una decisione "presa alla leggera", ma una scelta necessaria.

Piano incentivi - Gli azionisti hanno dato il via libera, con l'83% del capitale, al piano di incentivazione e fidelizzazione 2009-2011, per4 milioni di diritti addizionali, 2 destinati all'amministratore delegato e un massimo di 2 agli altri manager del gruppo. L'assemblea dei soci ha anche approvato, con il 99,95% del capitale sociale, l'acquisto di azioni proprie.

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Commenti all'articolo

  • aifide

    26 Marzo 2010 - 23:11

    Finchè c'era trippa per gatti e governi compiacenti l'avvocato Agnelli ed i suoi predessori, da buoni capitalisti hanno giocato in casa. Venuto il tempo delle vacche magre, senza più governi compiacenti, con un filosofo come amministratore delegato, piano piano, senza dare troppo nell'occhio, si smantella tutto per portarlo all'estero dove il costo del lavoro è molto più basso che in Italia e quando si viene colti sul fatto ci si giustifica puerilmente, a spese degli operai italiani, dicendo che la Fiat va all'estero per diventare più forte. Queste sono le politiche aziendali di casa nostra!

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