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Borsa in altalena. Fiat su, banche giù

Piazza Affari. Il cambio al vertice fa bene al Lingotto. La Grecia indebolisce i crediti di risparmio

Borsa in altalena. Fiat su, banche giù
Borsa in altalena in questa settimana caratterizzata in Italia dallo spin-off della Fiat e dai tumulti provenienti dalla Grecia.
Alla chiusura di Piazza Affari, infatti, i listini possono essere divisi tra chi ha guadagnato (e molto) e chi invece ha faticato parecchio.

Promossi senza dubbio i titoli del Lingotto, che chiudono la settimana con un balzo del 6,85% salendo così a 10,58 euro (decisivo in questo conteggio il +9% registrato martedì 20 aprile). Bene anche la controllante Exor (+5,86%) e Bulgari, con +9,69% frutto delle indicazioni positive sui primi tre mesi dell’anno. Promossa anche Buzzi (+7,49%) e, con indici minori, anche Luxottica (+4,56%), Italcementi (+1,22%), Davide Campari (+2,25%).

Male
, malissimo invece i titoli bancari, che più di tutti hanno risentito tanto dei timori innescati dal caso Goldman Sachs quanto della situazione greca, con l’Eurostat che ha rivisto al ribasso i dati sul deficit del Paese: Unicredit ha perso in cinque sedute il 3,82%, Intesa Sanpaolo il 5,53%, Mediobanca il 4,89%. Peggio hanno fatto Azimut (-5,71%) e Mediolanum (-7,79%), forte ribasso anche per Generali (-4,17%).   Stm (-4,26%) accusa da un lato i dati trimestrali inferiori alle attese e dall’altro dei conti di Nokia; Prysmian (-7,40%) è stata appesantita a sua volta dai conti deludenti della concorrente francese Nexians.

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