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L'Europa salva Atene, che in cambio fa sciopero

Ogni famiglia italiana da 4 persone pagherà 600 euro per non far fallire la Grecia

L'Europa salva Atene, che in cambio fa sciopero
Il piano di salvataggio da 110 miliardi di euro per la Grecia è stato approvato nel weekend. In cambio, il popolo greco, si prepara allo sciopero. Una risposta assai poco "politically correct", si potrebbe pensare. " Ma come, Europa e Fmi prestano 110 miliardi per non farla fallire, e loro fanno sciopero?". Il fatto è che quei soldi non sono destinati a risollevare le sorti delle famiglie in difficoltà, ma serviranno "solo"  a tappare il buco del bilancio statale e ripagare il debito con le banche straniere (prevalentemente si tratta di banche francesi e tedesche). Insomma, una partita di giro, per cui Francia e Germania salvano il governo greco per salvare le loro banche (che in questi anni hanno comprato tonnellate di debito pubblico greco).

Intanto l'Italia si appresta a preparare il mega assegno per dare il suo contributo al salvataggio della cugina del Mediterraneo. In prima battuta il nostro governo dovrà prestare 4,5 miliardi di euro, ma non è escluso che si debba salire fino a 9 miliardi di euro. Se così sarà, possiamo dire che ogni famiglia italiana da 4 elementi pagherà indirettamente 600 euro per evitare il crac della Grecia.

Sciopero -
In cambio dei soldi di Europa e Fmi, la Grecia ha accettato di realizzare tutta una serie di riforme per ristrutturare il debito pubblico senza le quali i prestiti non sarebbero stati concessi. Prevalentemente, la Grecia andrà a colpire alcuni settori dove si ritiene sia indispensabile tagliare le spese. Tra questi, vi sono i dipendenti pubblici. Sostanzialmente - per loro - saranno ridotte le indennità, congelati stipendi e pensioni, ridotte la 13esima e la 14esima mensilità sotto i 3 mila euro e abolite sopra questa cifra. Complessivamente per i dipendenti pubblici lo stipendio si ridurrà del 20%.
Per questo il sindacato dei dipendenti pubblici Adedy ha annunciato 48 ore di sciopero a partire da martedì, invece delle 24 previste per mercoledi, contro le «crudeli e brutali misure senza precedenti». Mercoledi 5 maggio lo sciopero di Adedy confluirà in quello generale, il terzo contro il piano di austerità , cui partecipano anche il sindacato del settore privato Gsee e quello comunista Pame. 

Tempi del piano - La somma complessiva di 110 miliardi di euro sarà erogata in 12 tranche, di importo variabile a seconda dei bisogni di Atene, che saranno sbloccate ogni volta in seguito alla verifica dell’attuazione progressiva del durissimo programma di austerità approvato ieri dal governo greco. La prima tranche, che arriverà nelle casse di Atene a metà maggio, sarà per lo meno pari ai circa 8,5 miliardi di euro che il governo greco dovrà pagare per i bond in scadenza il 19 del mese.
La seconda tranche arriverà dopo la prima verifica dell’attuazione del piano di austerità, a giugno.
Le altre verifiche si susseguiranno con scadenza trimestrale, a settembre e dicembre nel 2010 e poi a marzo 2011 così via. Le verifiche saranno effettuate da missioni della Commissione europea, in accordo con la Bce, e del Fondo monetario internazionale.


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Commenti all'articolo

  • COCCINELLA

    05 Maggio 2010 - 12:12

    MA DOVE DIAVOLO PRENDONO I SOLDI????????????L'UNIONE EUROPEA NON LI HA!!!

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  • franziscus

    04 Maggio 2010 - 12:12

    europa uguale schifezza

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  • COCCINELLA

    04 Maggio 2010 - 11:11

    NON SO QUANTO SIA GIUSTO SALVARE LA GRECIA ....VISTO CHE HANNO RUBATO COME MATTI AL GOVERNO!!!!! E SIAMO STUFI DI TUTTI QUESTI GOVERNI CHE RUBANO...DI SINSTRA -DI DESTRA-DI CENTRO................SENZA RITEGNO ANCHE DA NOI!!!!CHIUNQUE VADA IN POLITICA IN REALTA' LO FA CON LO SCOPO DI ARRICCHIRSI...DI QUALUNQUE COLORE SIANO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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  • Schwefelwolf

    03 Maggio 2010 - 16:04

    La Germania - se non altro - ha tentato di difendersi dall'assalto "assistenzialista" scatenato in favore della Grecia e (forse) potrebbe essere riuscita a contenere i danni (cosa che resta comunque da vedere). Purtroppo l'Italia del Nord non ha ancora questa possibilità - e dovrà continuare a subire impotente il pluridecennale salasso "applicato" dalla Stato per finanziare lo sperpero assistenzialista del Sud. Questa mi sembra essere - in realtà - l'unica differenza fra i due "casi": cambiano un po' i numeri, ma la sostanza resta la stessa. E cosí possiamo aggiungere 320.000 "invalidi" greci ai 2,6 milioni di "invalidi" del Meridione. Grazie Europa!

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