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Borse a picco, bruciati 144 miliardi di euro

La Germania vieta le vendite allo scoperto e crea sfiducia

Borse a picco,  bruciati 144 miliardi di euro
Borse ancora a picco, dopo la decisione di Berlino di vietare le vendite allo scoperto sul mercato tedesco. I mercati europei hanno bruciato 144 miliardi di euro in capitalizzazione, trascinate in profondo rosso dalla stretta decisa unilateralmente dalla Germania sulle vendite allo scoperto sui titoli di stato. L'indice Dj Stoxx 600, che fotografa l'andamento del piazze principali del Vecchio Continente, ha perso oltre 3 punti percentuali.

I listini europei hanno chiuso tutti in profondo rosso. A Londra il Ftse 100 scende del 2,81% a 5.158,08 punti, il Dax di Francoforte cala del 2,72% a 5.988,67 punti mentre il Cac 40 di Parigi cede il 2,92% a 3.511,65 punti. A Milano l’indice Ftse Mib lascia sul terreno il 3,45% a 1.9612 punti. In calo anche Madrid (-2,61%) e Lisbona (-1,92%). Atene in controtendenza sale dello 0,87%, grazie all'arrivo della prima tranche di aiuti. Wall Street è negativa con il Dow Jones che segna un -1,23% e il Nasdaq che cede l’1,44%. 
 
La Consob tedesca vieta lo scoperto -  L'autorità tedesca di vigilanza sui mercati, la BaFin, equivalente della nostra Consob, ha vietato ieri sera, a partire dalla passata mezzanotte, le vendite allo scoperto su tre categorie di titoli. La prima riguarda dieci big finanziari ed assicurativi del Paese, inclusa la stessa Deutsche Boerse, la società che gestisce il mercato di Francoforte. L’elenco completo include: Aareal Bank, Allianz, Commerzbank, Deutsche Bank, Deutsche Boerse, Deutsche Postbank, Generali Deutschland Holding, Hannover Rueck, Mlp ed infine Muenchener Rueckversicherung. La seconda è sui bond dei Paesi della zona euro i cui scambi sono ammessi sui mercati regolamentati tedeschi, mentre la terza verte sui corrispondenti cds, i credit default swap.
Il divieto, ha spiegato l’Authority, continuerà fino al 31 marzo 2011 e verrà aggiornato in corso d’opera. Il cancelliere tedesco Angela Merkel ha poi spiegato oggi che resterà in vigore fino a quando "non si troveranno altri tipi di regole a livello europeo".

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Commenti all'articolo

  • franziscus

    20 Maggio 2010 - 12:12

    Ma va là ! Quei soldi erano virtuali ed esistevano solo sulla carta (non cartamoneta ma carta straccia ). Se fossero stati veri avremmo almeno visto il fumo. Le azioni non rispecchiano il vero valore delle società quotate in borsa.

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