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Tremonti da Napolitano per presentare l'amara manovra

Tagli per 26 miliardi. E il ministro sembrerebbe aver posto la fiducia. "Così o me ne vado"

Tremonti da Napolitano per presentare l'amara manovra
Deciso, diretto e con in mano quei faldoni pieni zeppi di numeri indiscutibili che farebbero venire la pelle d’oca a chiunque se li trovasse davanti.
Così giovedì sera il ministro dell’economia Giulio Tremonti si è recato al Quirinale per illustrare al Capo di Stato Giorgio Napolitano i primi spunti della manovra salva-conti, discussa pochi minuti prima nel Consiglio dei ministri.
Del resto non ci si può inventare nulla. C’è da tagliare tanto e presto. Normale quindi che chi è chiamato ad allargare o stringere (soprattutto stringere) il cordone del borsellino italiano si dia un gran da fare per rimettere in ordine i conti pubblici dopo i necessari quanto onerosi impegni presi in Unione Europea per salvare l’Euro.

Misure che iniziano anche a trapelare, seppur con indiscrezioni non sempre confermate. Da quel che si sa, l’entità complessiva della manovra dovrebbe aggirarsi sui 26 miliardi, suddivisi su due anni. Chi dovrà versare le lacrime più amare saranno, come previsto, chi è in odore di pensionamento (modifiche nelle finestre), gli evasori e chi siede comodamente sulle poltrone degli enti pubblici inutili, per i quali è previsto un taglio orizzontale. Inoltre al centro dell’azione di Tremonti finiranno la spesa pubblica e gli statali, gli stipendi di politici e dirigenti della pubblica amministrazione (si parla di una soglia massima di 100 mila euro), oltre a un probabile nuovo riordino degli enti locali. In cantiere, inoltre, anche una misura per mettere sotto controllo la Protezione Civile e le sue ordinanze.

E, sempre rimanendo nel campo delle supposizioni, sembrerebbe che Giulio Tremonti non abbia alcuna intenzione di fare sconti a nessuno. In caso di modifiche alla manovra o di “assalti alla diligenza” (per utilizzare una formula di moda) nel corso del consiglio dei ministri di martedì prossimo, il ministro sarebbe anche pronto a rassegnare le sue dimissioni.
"La crisi è peggiore di quello che si pensa”, avrebbe sottolineato Tremonti nel corso del Consiglio dei Ministri che ha preceduto alla sua salita al Colle.
E per scoprirlo bisognerà attendere solo qualche ora: oggi pomeriggio, infatti, si riunirà per la prima volta a Bruxelles “task force" dei 27 sulla governance economica europea. Sarà quella la sede per fare il primo punto sulla situazione del Vecchio Continente e pianificare i prossimi, necessari passi per il 2011.

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Commenti all'articolo

  • natiliberi

    22 Maggio 2010 - 02:02

    Amara manovra... amara sorpresa... tutti sembrano "caduti dal pero" come si dice dalle mie parti. Come dire che finora abbiamo scherzato! Vorrei far presente agli illustrissimi U.E Rappresentanti che i conti si fanno tutti i giorni scendendo dal "cadreghino" o forse meglio occupandolo di più quando necessario invece di darsi latitanti. Stanno chiudendo le porte quando ormai i buoi sono scappati... e quel che peggio stanno insultando l'intelligenza altrui. O forse ho perso qualche passaggio? Grazie natiliberi

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  • kogins

    21 Maggio 2010 - 23:11

    come si fa pensare che in Italia i conti siano a posto?se una persona normale ha un po di testa, basta che si guardi attorno e che si informi un po per capire che questo paese non può andare avanti così! é normale che i politici non ti vengano dire certe verità, mica possono creare il panico generale dicendoci che stiamo facendo la fine della Grecia, saranno ladri ma mica stupidi!!...credere che il Mortadella abbia lasciato i conti a posto, quello si che è da ingenui, il Mortadella ha solo contribuito ad aumentare il buco verso il baratro, mettendovi 2 fette di mortadelle sugli occhi come hanno sempre fatto da 30 anni!!

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  • mao955

    21 Maggio 2010 - 21:09

    Egr. sig. ministro tutii si sperticano con dei complimenti sulle sue qualità taumaturgiche. Ma sig Ministro fino a qualche settimana fa tutto era in ordine e non era necessario fare alcuna manovra e ora ci si accorge che non era vero e bisogna preparare un adeguamento pari a 25/28 miliardi di €. Le cose sono due o tutto è precipitato nel giro di 48/72 ore o quello che dicono di Lei è una bufala. Per fortuna tra un governo del fare e un'altro c'è stato quello del tanto vituperato Mortadella che ha comunque lasciato i conti in ordine.

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  • giovannib

    21 Maggio 2010 - 20:08

    le liste sono una cosa chi comandava o dirigeva la linea del governo o del partito a quell'epoca erano i soliti si rilegga gli articoli di alcuni dc come Cossiga e Fanfani poi mi dirà la storia non è del domani ma di ieri

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