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C'è l'ok di Ecofin. L'Estonia entrerà dal 2011 nella eurozona

Sarà il 17° Paese con la moneta unica. E intanto l'UE darà a Eurostat più poteri di controllo sui bilanci nazionali

C'è l'ok di Ecofin. L'Estonia entrerà dal 2011 nella eurozona
Anche l'Estonia ha ottenuto il semaforo verde per entrare nella zona euro. Nonostante manchino gli ok dei capi di stato, il benestare dell'Ecofin rappresenta il primo passo in questa direzione, con il governo di Tallinn che inizierà a distribuire e utilizzare la moneta unica già dal 2011, così come avviene già in altri sedici Paesi europei. Decisione che farà discutere visto che, proprio per la particolare congiuntura economica, gli analisti avevano predicato prudenza. Tuttavia la fumata bianca illustra come i vertici europei vogliano aumentare la fiducia nei confronti della moneta unica, anche per rilanciarla sul mercato internazionale e rafforzarla nei confronti del dollaro.

A proposito di requisiti, conti in ordine e affidabilità in campo economico, martedì a Lussemburgo i ministri delle Finanze europei sono corsi ai ripari annunciando il rafforzamento di poteri di controllo di Eurostat sui conti pubblici. Grazie al nuovo regolamento approvato, l'Istituto europeo di statistica potrà inviare suoi esperti per compiere verifiche sulla veridicità dei dati nazionali.
Oltre ai maggiori poteri di controllo, il nuovo regolamento amplia anche il campo d'azione di Eurostat: la sua lente d'ingrandimento potrà posarsi non solo sui numeri relativi alla politica di bilancio nazionale, ma anche su quelli di alcuni organismi pubblici, come gli istituti di previdenza sociale.
Inoltre il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy ha annunciato che al consiglio europeo del 17 giugno presenterà un rapporto sul lavoro svolto dalla task force composta da 27 ministri dell'Ecofin, dai vertici Bce e della Commissione europea e creata per illustrare il sistema di guida e controllo del sistema finanziario economico, con una modifica del patto di stabilità e di crescita della UE.


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Commenti all'articolo

  • ercole.bravi

    09 Giugno 2010 - 16:04

    era preoccupata, pensava che noi, europa intendo, accellerassimo il nostro piano di risanamento generale, e che la sua economia traballante, magari sarebbe rimasta fuori da eventuali aiuti di stato, pardon comunitari. Dopo essersi ingoiati, lasciamo perdere cosa, con il salasso grecia, con la stretta alla cinghia italiana, il rischio spagna, portogallo e con la germania che progetta una manovra da 80 miliardi o giù di li, il rischio ungheria, per cui tutti accorrono a dire che non esiste un problema ungheria (quindi preoccupiamoci) se fanno entrare un'altro stato con bilanci da sistemare, cito in giudizio la comunità europea per danni e, qualcos'altro mi verrà in mente. In europa si è sparsa la notizia che l'unione europea "accolga" cani e porci purchè si faccia numero.....ormai all'appello mancano in pochi, giusto la turchia, che non è europa, e che se guardasse bene, forse ritirerebbe la sua candidatura!!!! Se vogliamo rovinare la turchia, ACCOGLIAMOLA!!!!!

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