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In Europa crescita lenta tra incertezza e discontinuità

La dice il presidente della BCE Trichet. Invariati i tassi d'interesse, fermi all'1% da maggio 2009

In Europa crescita lenta tra incertezza e discontinuità

Saranno mesi di incertezza e discontinuità, ma la crescita dell'economia reale di Eurolandia dovrebbe continuare.
Questo in sintesi il quadro previsionale illustrato oggi dal presidente della BCE Jean-Claude Trichet durante la conferenza stampa al termine del consiglio direttivo.
"La ripresa nell’area euro continuerà nel primo semestre del 2010 ma i tassi trimestrali di crescita saranno piuttosto irregolari. In prospettiva, ci aspettiamo che l’area euro cresca a un passo moderato e in un contesto di continue tensioni in alcuni segmenti del mercato finanziario e con un’inusuale alta incertezza".
"Tuttavia la crescita dipende da noi, dai nostri comportamenti - ha proseguito Trichet -. Secondo noi è cruciale la questione della fiducia. L'Euro è una moneta molto credibile, capace di difendere la stabilità dei prezzi, cosa che è verificabile in questi ultimi anni. Proprio per questo i nostri concittadini possono avere fiducia nella capacità della BCE e in quella della moneta unica".

Manovre e riforme - La Banca centrale europea, intanto, "accoglie positivamente" le manovre di correzione dei conti pubblici approntate da diversi paesi dell’area euro, rilevando l'essenzialità di misure concrete per centrare gli obiettivi di riduzione dei deficit di bilancio.
Ma ciò su cui punta Trichet sono le riforme strutturali.
"Per tutti i Paesi è diventato cruciale avviare riforme strutturali volte a rafforzare le capacità di crescita economica. I settori di intervento sono quei comparti dove è necessario fronteggiare le sfide demografiche, come le pensioni, ma servono anche sistemi economici dotati di maggiore flessibilità su competitività e prezzi".
Costo del denaro - Intanto in mattinata non è arrivata nessuna novità da Francoforte per quanto riguarda il costo del denaro. Confermando quelle che erano le previsioni della vigilia, il Consiglio direttivo della Banca centrale europea guidato da Jean-Claude Trichet non ha modificato i tassi d'interesse, fermi così al minimo storico dell’1% ormai per il 13° mese consecutivo.
Una decisione per molti versi scontata, sia per fronteggiare la volubilità dei mercati finanziari che per rilanciare un’economia ancora azzoppata dalla crisi. Se a tutto questo si aggiunge che l’inflazione appare sotto controllo, ecco spiegata la conferma dei tassi d’interesse.
Non mutano nemmeno i tassi sulle operazioni di rifinanziamento marginali (all’1,75%), mentre il tasso che la stessa Bce pratica sui depositi di breve termine che detiene per conto delle banche commerciali resta allo 0,25%.
"Un livello appropriato", ha detto Trichet, nota che fa pensare come per altri mesi il costo del denaro rimanga su questi livelli.

Gli altri - Se l'Inghilterra copia l'Euro zona e mantiene i tassi d'interesse della sterlina allo 0,5%, la sorpresa arriva dal Brasile, dove la Banca Centrale "carioca" ha alzato al 10,25% il costo del denaro.
Decisione presa a causa (beati loro) di una crescita esponenziale dell'economia sudamericana, con il Pil che cresce del 9% su base annua, come solo la Cina sta riuscendo a fare. Gli allarmi sul possibile surriscaldamento dell'economia e sull'inflazione pazza (già al +4,5% all'anno), quindi, hanno costretto la Banca ad aumentare il tasso di riferimento di 75 punti base al 10,25%. Già a fine aprile, l'istituto aveva aumentato i tassi di altri 75 punti base a fronte di un carovita che a maggio, rispetto al 2009, é cresciuto del 5,22%. Gli analisti, per fine anno, prevedono che i tassi brasiliani saranno all'11,25%.

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