Cerca

Gli altri costi della manovra economica

Le stime della Ruef: impatto negativo sul Pil 2010-2012 dello 0,5% . Giù anche investimenti e occupazione

Gli altri costi della manovra economica
Tutti d’accordo sulla necessità della manovra correttiva varata dal ministro Giulio Tremonti. Tuttavia, oltre ai tagli agli enti pubblici e ai possibili rincari per la popolazione nei servizi erogati dagli stessi, il pacchetto economico da 25 miliardi di euro avrà delle ripercussioni anche sul Pil del prossimo triennio, sui consumi e sull’occupazione.

Le stime, tutte in negativo, sono state presentate questo pomeriggio dal Tesoro alla Commissione Bilancio, su richiesta dell’opposizione.
Nella tabella integrativa della Ruef, infatti, emerge che la manovra avrà un impatto negativo sul Pil dello 0,5% nel triennio 2010-2012. Quindi la crescita del Pil nel 2010 sarà pari allo 0,9%, lo 0,1% in meno rispetto alla stima della Ruef che prevedeva un incremento dell’1%. Nei prossimi due anni, invece, previsto un ritocco al ribasso dello 0,2% sia nel 2011 che nel 2012.
Tuttavia, se le varie manovre nazionali sortiranno l’effetto sperato, non è da escludere che le migliori evoluzioni delle variabili macroeconomiche possano compensare il calo.

Consumi e occupazione – Riduzione analoga nel triennio anche per quel che concerne i consumi privati, per i quali è previsto un -0,2% nel 2010, -0,1% nel 2011 e 2012, 0% nel 2013. Sui consumi collettivi l’impatto sarà invece dello 0,1% quest’anno, del -0,4% nel 2011, del -0,2% nel 2012 e dello 0,1% nel 2013. Botta soprattutto per gli investimenti, giù del 2,9% nei prossimi tre anni (-1,1% nel 2011, del -1,3% nel 2012 e del-0,5% nel 2013). Per quanto riguarda invece l’occupazione, l’incidenza negativa si manifesterà dal 2011: -0,1% il prossimo anno e -0,2% sia nel 2012 che nel 2013. La manovra inciderà negativamente sia sui salari totali che sui redditi totali: -0,5% nel 2011 e -0,6% nel 2012 e nel 2013.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • trans

    30 Giugno 2010 - 09:09

    Mi chiedo , come faranno i titolari di farmacia, la casta, a negare un miliardo di euro ai terremotati???? E solo per mantenere il loro feudo inalterato????? Credo che se resta loro un poco di coscienza tacciano .... e non si oppongano!!!!! Mentre loro vanno in vacanza nelle ville in costa smeralda e a capri , gli aquilano dormono nelle tende!!!!!!!!!!!!

    Report

    Rispondi

  • paolo1972

    26 Giugno 2010 - 16:04

    Un miliardo di euro gratis per l'Abruzzo, più occupazione e più servizio per i cittadini.Unici contrari i titolari di farmacia...temo che riusciranno a bloccare anche questo, visto la poca diffusione della notizia.. Un miliardo di euro dai farmacisti titolari di parafarmacia per l’Abruzzo. I senatori di maggioranza, Filippo Piccone e Paolo Tancredi, entrambi abruzzesi, presentano l’emendamento n.11.0.1 alla manovra finanziaria in discussione alla commissione Bilancio del Senato. Il sen. Filippo Piccone, primo firmatario dell’emendamento, dichiara di voler destinare l’ingente somma, derivante dal provvedimento di trasformazione delle parafarmacie in farmacie, all’Abruzzo e, in particolare, all’Aquila. Si tratta di un miliardo di euro (300.000 euro per ogni parafarmacia) per mettere in moto la ricostruzione della citta’ e per provvedere alla sospensione del pagamento delle tasse per i cittadini colpiti un anno fa dal sisma. Tale emendamento - si legge in una nota - consente la trasformazione degli esercizi di vicinato di proprieta’ di farmacisti (parafarmacie) in Farmacie convenzionate con il servizio sanitario nazionale, sottolineando come la maggioranza e il Governo siano sensibili a quei temi, presenti nei punti programmatici del Governo stesso, ovvero: lotta alle lobby, meritocrazia, sviluppo, occupazione e liberalizzazioni. ‘Essere Farmacisti’, l’Associazione Nazionale che rappresenta i farmacisti proprietari di Parafarmacia, si e’ fatta promotrice insieme al sen. Piccone della ideazione, stesura e presentazione dell’emendamento. Adesso il Governo e’ pronto a compiere un passo avanti con le liberalizzazioni, permettendo l’apertura di alcune migliaia di nuove farmacie in tempi rapidissimi, farmacie ritenute necessarie a migliorare il servizio farmaceutico anche dalla Federfarma (associazione titolari di farmacia), dalla Fofi (Federazione ordini farmacisti) e come indicato anche dall’Europa. Inoltre con l’introduzione di una tassa di concessione “una tantum”, lo Stato stesso avra’ delle entrate finanziarie aggiuntive e inaspettate da destinare proprio all’Abruzzo. Questa e’ la dimostrazione che ‘Essere Farmacisti’, Parafarmacie e Politica sono vicini al cittadino e all’Italia, conclude la nota.

    Report

    Rispondi

  • giaco1956m

    24 Giugno 2010 - 10:10

    Leggo di Sindaci che per far iscrivere la squadra di calcio della loro città al campionato di Lega Pro sono disposti a spendere cifre ( 150.000-300.00 Euro ) non esigue. Ecco un esempio di danaro pubblico sperperato,ma che senso ha tutto questo, una volta iscritta la squadra al campionato chi paga gli stipendi ai giocatori? Non è meglio spendere questi soldi per opere più importanti? Il calcio è la panacea di tutti i mali? Se avessi un sindaco cosi' mi i*** parecchio e di sicuro non lo voterei più. A me il calcio piace ma ne posso fare a meno.

    Report

    Rispondi

  • gasparotto

    24 Giugno 2010 - 09:09

    Giusto quello che dici Varekina, anche se sarebbero da fare dei doverosi distinguo. E' vero siamo delle impenitenti cicale, vogliamo tutto e per di più nel segno dell'uguaglianza.dove non arriva il cittadino arriva lo stato, tramite il suo apparato. Ricordo gli anni 50 e 60, la mia famciullezza e gioventù, quando eravamo povera gente, pochi avevano il telefono in casa, si andava a telefonare alle ricevitorie SIP,la tv e la 500-Si faceva fatica a sbarcare il lunario, molti rivoltavano i vestiti e risuolavano le scarpe, mettendoci anche le famose bullette per non farle consumare. All'improvviso il boom, lo stato decise sotto la spinta catto-socialista di indebitarsi e rendere la vita felice ai propri cittadini. Ed il debito cresceva come la pasta piena di lievito.Ora a Maastricht si disse che bisogna stare tra i paletti.Chi sfora paga pegno. E babbo stato è morto.Ed adesso? Sono c@zzi acidi.Nessuno vuole mollare l'osso. Nuove tasse? A chi, se siamo ormai senza più nemmeno la pelle.

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog