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Il mercato dell'auto sull'orlo di una crisi di sovrapproduzione

Fleming (Ford):"L'industria europea ha una sovraccapacità del 35%. Le Case si stanno svenando"

Il mercato dell'auto sull'orlo di una crisi di sovrapproduzione
Se la crisi economica del 2008 aveva come principali cause la speculazione, i titoli tossici e le bolle finanziarie, la Grande Depressione del febbraio del ’29 era stata causata da una crisi di sovrapproduzione che aveva portato il mondo economico a un ripensamento totale dei criteri di produzione.
Per quanto riguarda il settore dell’automobile, la soluzione era stata individuata nel passaggio dal Taylorismo al Toyotismo, ossia un sistema di lavoro basato sul “Just in time” volto a produrre solo ciò che viene richiesto dal mercato.

A distanza di sessant’anni da quello storico passaggio economico, tuttavia, da John Fleming, presidente e Ceo di Ford, arriva un allarme che sa di passato: l'industria europea dell'automobile evidenzia una sovraccapacità produttiva del 35%. In pratica una vettura su tre è di troppo.
“Una simile situazione industriale - spiega il top executive dell'Ovale blu – è insostenibile: i mercati sono saturi, il sostegno artificiale con incentivi pseudo eco è un palliativo pro tempore che non fa che affossare la salute delle imprese”.
Infatti, secondo Fleming, alcuni costruttori stanno lottando al limite delle loro forze per cercare di mantenere i cash flow a livello accettabile e i livelli di produzione. In tal senso, il ricorso agli sconti eccessivi può essere una tattica nel breve termine per svuotare i magazzini, ma nel lungo, porta a dissesti irreversibili poiché svena finanziariamente le Case.

Soluzione – Per John Fleming c'è una sola cura: ridurre in modo significativo la capacità produttiva. “Molti costruttori hanno già iniziato, altri dovranno seguirne l'esempio. Solo in questo modo l'industria europea delle quattro ruote potrà riguadagnare competitività anche in vista delle sfide globali che sarà chiamata ad affrontare nel brevissimo termine”.
Uno dei problemi, però, è difficilmente superabile e risponde al nome di protezionismo. In tal senso emblematico è il caso delle auto coreane. Libere di operare sul mercato europeo (sfruttando anche alcuni impianti produttivi nel territorio dell'Unione), chiudono però a doppia mandata il loro mercato interno, proibendo di fatto la commercializzazione delle auto made in Europe.

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Commenti all'articolo

  • titaoit

    03 Luglio 2010 - 23:11

    La Korea può vendere le loro auto quì in CEE noi nn posiamo vendere nel S.E. Asiatico.. Che fanno a Bruxelles? Si fanno i cavoletti loro Fr.sco RICHICHI

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  • efilippucci

    01 Luglio 2010 - 12:12

    Volevo comprare una Giulieta, mi hanno proposto uno sconto ridicolo per un pagamento in contati senza auto usata da ritirare 6% massimo 7%. Vado in volkswagen, 10% massimo, peggio di quando non c'era la crisi. Mi è passata la voglia non compro niente, questi sono gli incentivi all'acquisto delle case automobilistica in crisi...

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  • ercole.bravi

    26 Giugno 2010 - 18:06

    secondo i vari "industriali" il popolo bue dovrebbe acquistare una macchina all'anno, per evitare che le industrie atte alla produzione si ritrovino in un mercato saturo ed un parco macchine invenduto. Mi sembra logico, ormai la spinta alla produzione sopra una certa soglia li obbliga a produrre sempre più, per evitare di collassare e sperare in qualche aiuto statale o necessità contingente di qualche povero fesso che deve sostituire la prorpia autovettura. Ma perchè non abbassano radicalmente i prezzi? io credo che una macchina abbia un valore di almeno il 40% rispetto a quello proposto....mantenere concessionarie ed altro impegna economicamente ma se il mercato non lo gestisce, affoghi con le tue belle macchine nuove in magazzino. e questo vale per tutti i grandi industriali nei vari settori. Il lucro come ai tempi belli al momento è impossibile, fatevene una ragione perchè la disponibilità economica e di pazienza ormai è giunta alla frutta, anzi siamo gia al caffè!

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  • nicola.guastamacchiatin.it

    25 Giugno 2010 - 15:03

    Gli Uomini hanno perso la testa e non sanno più cosa fare per ritrovare il gusto della vita in un mondo che ha perso, a causa, loro la bellezza che aveva un tempo. E' ora di parlare chiaro, siamo troppo e non è possibile trasformare questa terra in un infinito garage . Il trasporto è necessario per portare persone e merci da un posto all'altro ma non deve più essere personale ma comune per tutti altrimenti, sarà la fine di questa maledetta società tecnologica e disumana.

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