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Retrofront del Governo sui tagli alle tredicesime

Il Premier: "Nessuno toccherà le tredicesime". Ma i sindacati delle forze dell'ordine annunciano una mobilitazione

Retrofront del Governo sui tagli alle tredicesime
" Se e quando il governo lo chiederà, ritiremo l’emendamento: era solo un’opzione". Così il presidente della commissione Bilancio del Senato e relatore alla manovra, Antonio Azzollini, risponde a chi gli chiede se intenda ritirare l’emendamento che prevede un possibile taglio delle tredicesime ad alcune importanti categorie tra cui poliziotti e magistrati. "E' una facoltà - spiega Azzollini - la possibilità di scegliere tra il congelamento degli aumenti o l'eventuale riduzione delle tredicesime". Dopo gli ammonimenti del ministro La Russa e del presidente del Senato Renato Schifani, l'input in tale direzione è arrivato niente poco di meno che dal Premier Silvio Berlusconi, il quale è intervenuto al TG4. Nonostante questo nuovo retrofront, tuttavia, la polemica è già bella che montata.

L'inizio della boutade -
A scatenare il pandemonio politico odierno l'emendamento di Azzollini che prevede l'esclusione di promozioni, straordinari e arretrati dai tagli della pubblica amministrazione. Per trovare le risorse per questa apertura, tuttavia, è stata ipotizzata la riduzione delle tredicesime di una serie di categorie, tra cui poliziotti, magistrati, ricercatori, professori universitari, diplomatici e prefetti.

A innescare la retromarcia è stato immediatamente il Ministro della Difesa, Ignazio La Russa, il quale ha sostenuto come non ci sia "alcuna ipotesi che prevede la possibilità di un taglio alla tredicesima per il personale del comparto sicurezza".  La Russa ha riferito anche di aver contattato telefonicamente Giulio Tremonti che ha preannunciato che "con ogni probabilità eliminerà anche la semplice possibilità, facoltativa, di optare per questa soluzione, anzichè per il taglio degli aumenti a seguito delle promozioni". Ha invitato a una nuova discussione sull'emendamento pure Renato Schifani.

I Sindacati di Polizia invocano Napolitano -
Nonostante la pronta (e ormai consueta) retromarcia, le associazioni sindacali, in un comunicato unitario, proclamano una mobilitazione generale e chiedono un "immediato intervento" del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e del presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi, puntando l’indice contro quella che definiscono "la totale disattenzione" del ministro dell’Interno Roberto Maroni "ai problemi del personale del suo Ministero".
Critiche severe a una manovra finanziaria che, secondo loro, "porterà tagli al ministero dell’Interno per oltre 600 milioni di euro e di cui il ministro Maroni si è totalmente disinteressato. Una riforma che risponde a logiche esclusivamente ragionieristiche ed è espressione della potente lobby dell’alta burocrazia del ministero dell’Economia".

Reazioni - "Spero soltanto che il taglio delle tredicesime per le forze dell'ordine e per altre categorie sia solo un altro, clamoroso refuso della maggioranza sulla manovra", ha commentato il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini. "Sarebbe gravissimo colpire il simbolo della legalità e della sicurezza nel nostro Paese dal momento che è già vessato da una situazione assurda. Chi è incaricato di garantire la sicurezza dei cittadini ha già subito troppe umiliazioni negli ultimi anni. E, a conclusione del suo discorso, si è detto pronto a contrastare in Parlamento "la sconcertante iniziativa". Duro anche il Pd: secondo il democratico Emanuele Fiano, responsabile del forum sicurezza, "la maggioranza è alla frutta e non esiterebbe a rovistare nel fondo delle tasche, tra l'altro già vuote, del comparto pubblico".
Contraria anche la Lega. "Non siamo disposti a tagliare la tredicesima alle forze di polizia, ai carabinieri e ai vigili del fuoco. L'emendamento presentato dal relatore deve essere riformulato. Stiano tranquilli gli interessati perchè a Lega Nord si è già attivata affinchè non siano penalizzati. Svolgono una funzione fondamentale per la sicurezza del Paese e nessuno può pensare di mettere le mani sui loro stipendi", ha sottolineato Federico Bricolo, Presidente della Lega Nord al Senato.

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Commenti all'articolo

  • armatan

    05 Luglio 2010 - 10:10

    In Grecia hanno prima dichiarato lo stato di crisi e poi hanno fatto i tagli. In Italia si nega lo stato di crisi e si taglia comunque. L'italiano è come un carciofo, se gli togli una foglia alla volta è quasi contento. Si sente persino più leggero. Il taglio delle pensioni di invalidità, il congelamento degli stipendi statali, i pedaggi ai raccordi autostradali, l'aumento dell'età pensionabile sono l'ultima spiaggia. La Grecia si vende le isole? Noi la superiamo, mettiamo all'asta 11.009 beni con il federalismo demaniale, dal teatro Sacher al monte Cristallo. Se la crisi non viene annunciata non c'è. Quando si congeleranno i titoli di Stato diranno che è una misura temporanea. Se faranno un prelievo dai conti correnti ci spiegheranno che è per il rilancio del Paese. La parola crisi è tabù. Moriremo forse di fame, ma in buona salute. Tremorti ci spezza, ma non si piega.

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  • delusodasilvio41

    04 Luglio 2010 - 20:08

    Dal momento che i militari hanno dato,in larghissima maggioranza, il proprio voto a Berlusconi, mi domando se anche Lei non sia stato uno di quelli! Perché allora dovrei raccontarLe la filastrocca : "chi è causa del suo mal pianga se stesso". Lo conoscevate già, avete voluto riprovarci!

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  • libero42

    04 Luglio 2010 - 20:08

    A lui la nomina a Ministro alle Smentite di Governo: Sono ormai così numerose che i soliti Gasparri, Bonaiuti, Capezzone , Bondi ecc devono trascurare le loro mansioni normali per smentire alla sera tutto quello affermato il mattino, Berlusconi in testa. L'accorpamento in un'unica delega metterebbe forse un po' di ordine e finalmente il nostro potrebbe fare quello che gli riesce meglio, visto che ha già smentito se stesso più volte in poche ore!

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  • bruno 10

    04 Luglio 2010 - 14:02

    Il governo che non toccava le tasche degli italiani +43%, questi sono peggio degli dilettanti allo sbaraglio,lotta alla criminalita,si fà rendendo ancora più miseri gli stipendi delle forze dell'ordine salvo i ripensamenti da sondaggio come dire ...se andava...ci abbiamo provato..giustizia più giusta,infatti il ministro senza portafaglio,anzi il ministro fantasma la invoca subito,ma Berlusconi ormai le favole per banbini scemi non fanno più effetto a nessuno....neppure ai bambini scemi...campioni del mondo..campioni del mondo...ma fateci il piacere speriamo di sopravvivere ai 3 anni che mancano alla fine di questo governo di inetti, nel frattempo le mafie ringraziano

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