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La Panda resta italiana: siglato l'accordo

La decisione è stata presa dopo il vertice di ieri, a Torino tra Fiat e Sindacati

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La Panda resta italiana: siglato l'accordo
La Fiat produrrà la futura Panda in Italia, a Pomigliano. L'accordo è stato così raggiunto dopo mesi di trattative in corso. Fiat e le organizzazioni sindacali Fim-Cisl, Uil-Uilm e Fismic hanno infatti convenuto di dare attuazione all’accordo raggiunto il 15 giugno scorso. La nota è stata diramata da Fiat al termine dell’incontro di ieri, a Torino,  a cui hanno partecipato l’amministratore delegato Fiat, Sergio Marchionne, il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti e i segretari di categoria. Assente, invece, il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, che ha giudicato "sbagliato" da parte della Fiat "scegliere gli interlocutori al semplice scopo di farsi dare ragione". Ugl, l'altra firmataria, non era presente, ma aveva raggiunto già in precedenza l’accordo con l’azienda.

«Considerando che la grande maggioranza dei lavoratori ha dato il proprio assenso con il referendum – si legge nell'accordo – le parti hanno convenuto sulla necessità di dare continuità produttiva allo stabilimento e a tutto il sistema della componentistica locale, offrendo così prospettive future ai dipendenti dell'impianto di Pomigliano». E hanno così sottoscritto l’impegno per l’applicazione dell’accordo, nelle modalità che assicurano le condizioni di governabilità dello stabilimento.

Il Presidente della Fiat, John Elkann, ha commentato così la decisione di procedere con gli investimenti programmati: «Si tratta di un importante segnale di fiducia. Significa che crediamo nell’Italia e intendiamo fare fino in fondo la nostra parte. Molte cose stanno cambiando intorno a noi e oggi può essere l’inizio di una fase completamente diversa: il successo dipenderà da quanto ciascuno saprà essere protagonista di questo cambiamento». Marchionne ha inoltre inviato a tutti i dipendenti dell'azienda una lettera in cui chiede di accettare la sfida con il resto del mondo e per il Ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, l'intesa a cui si è arrivati nella giornata di ieri è «una decisione altamente significativa per l'interesse nazionale, in particolare per quello del Mezzogiorno d' Italia». Secondo Luigi Angeletti, segretario generale della Uil, la Fiom ha«sbagliato a non firmare perché l'intesa, per la prima volta, riporta una produzione al sud d'Italia».

Il segretario generale dell'Ugl, Giovanni Centrella, al termine dell'incontro con i vertici dell'azienda, ha dichiarato che «è emersa chiaramente da
entrambe le parti la volontà di dare piena attuazione all'intesa del 15 giugno». Per il sindacalista «così come abbiamo sempre dichiarato, il Gruppo Fiat ha dato seguito alla firma dell'accordo anche per rispetto dei lavoratori della fabbrica di Pomigliano. La decisione a cui si è arrivati oggi è importante inoltre per la salvaguardia dell'occupazione nell'intera Regione». E ha concluso che «A questo punto sarà ancora più necessario un forte senso di responsabilità da parte di tutti affinchè non si verifichino rallentamenti nell'attuazione del progetto di Pomigliano e di conseguenza quello di Fabbrica Italiana».


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Commenti all'articolo

  • fonty

    fonty

    17 Luglio 2010 - 00:12

    Auguri e che IDDIO ve la mandi buona.

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  • heinreich

    10 Luglio 2010 - 17:05

    Ma quand'è che la fiom diventerà finalmente un sindacato moderno, è ora che qualcuno avverta il compagno epifani che il suo amato comunismo è finito e che stalin è morto.

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  • futuro libero

    10 Luglio 2010 - 16:04

    che si faccia firmare a tutti gli iscritti della CGIL che se accettano di non scioperare senza una vera causa e lavoreranno come succede in tutti i posti del mondo con responsabilità saranno accettati altrimenti saranno mandati in Cina o in India per un corso di formazione per diventare un lavoratore.

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