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Auto, meno 26% le vendite a luglio. Male Fiat, a rischio migliaia di posti di lavoro

Il ministero dei Trasporti rende noti i dati anticipati da Federauto. Sindacati uniti: investimenti, no incentivi

Auto, meno 26% le vendite a luglio. Male Fiat, a rischio migliaia di posti di lavoro
Calo del 25,97% delle immatricolazioni in luglio. Mercato dell’auto a picco dopo il ribasso del 19% del mese precedente. Incide particolarmente la perdita di terreno di Fiat che lascia il 40% rispetto all’anno scorso. Le immatricolazioni a luglio, rende noto il ministero dei Trasporti, sono state 152.752 e nello stesso periodo ci sono stati 394.050 trasferimenti di proprietà di auto usate (scese del 3,26% rispetto all’anno scorso).

La crisi del settore mette a rischio 650 mila contratti e decine di migliaia di posti di lavoro. Effetti collaterali anche per lo Stato, che dovrà fare i conti con un minor gettito Iva, calcolato sui 2 miliardi di euro. Con una nota il direttore generale dell’Unrae (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri), Gianni Filipponi, precisa che "questa caduta ha due conseguenze, entrambe di grande rilievo: innanzitutto si va manifestando in modo preoccupante la progressiva forte difficoltà dei concessionari auto, che in molti casi si trovano costretti a ridurre il personale; in secondo luogo, sta a indicare un minor fatturato di 10 miliardi di euro e, quindi, un minor gettito Iva di circa 2 miliardi di euro per le casse dello Stato, proprio in un momento in cui le difficoltà di reperimento di risorse per i programmi del governo si fanno sentire maggiormente".

Il ribasso era atteso e anticipato da Federauto ieri, ma preoccupa i sindacati di categoria.  Per il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, si deve fare di tutto per "cercare di mettere a riparo questo importante settore. Il mercato presenta ancora grandi incognite, siamo ben lontani da una ripresa stabile". Contribuisce alla discesa delle vendite il termine degli incentivi statali, ma il sindacalista è contrario a ulteriori interventi di questo genere perché “portano a un sistema drogato”.

Dello stesso avviso Enzo Masini, segretario nazionale della Fiom, che dice: "ora bisogna investire in innovazione e ricerca, facendo scelte industriali precise. I primi mesi dell’anno sono stati falsati dalla coda della rottamazione. Era evidente che poi ci sarebbe stato un crollo delle vendite ed era prevedibile che la Fiat non avendo modelli innovativi avrebbe pagato un prezzo maggiore dei concorrenti". Anche i metalmeccanici della Cgil dicono no a nuovi incentivi: "Occorrerebbe fare quello che fin dall’anno scorso avevamo richiesto, cioè una scelta da parte della politica in termini di industria, assumendo il tema dell’innovazione e mobilità ecocompatibile come scelta prioritaria del Paese".

Sulla stessa linea Giuseppe Farina, segretario generale della Fim Cisl, che chiede investimenti "strutturati" nella ricerca e innovazione. Fa eco il segretario nazionale dell’Ugl Metalmeccanici, Antonio D’Anolfo: "Per dare una spinta al settore è necessario puntare sulla ricerca e l’innovazione, elemento fondamentale per garantire la competitività. Così come bisogna tener conto delle esigenze dei consumatori, ipotizzando facilitazioni all’acquisto del prodotto, come ad esempio dilazioni sul pagamento delle rate".

Cresce l'Asia - Al calo in Italia segue quello oltralpe, ma non in Asia. Se a luglio le immatricolazioni di auto sono scese anche in Francia (-12,9% su base annua a 169.804 unità) e Spagna (-24%), in Giappone invece si è registrato un incremento del 15% a 333.403 veicoli.

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Commenti all'articolo

  • NonSonoCattolico

    03 Agosto 2010 - 07:07

    E per gli altri settori che sono in crisi? Non ho mai sentito parlare di incentivi per chi ha un ristorante o per chi ha una piccola attività familiare... Questi possono tutti crepare di fame, mamma Fiat che ha vissuto di rendita per anni ed anni di sussidi statali (oltre al regalo di Prodi dell'Alfa Romeo sottratta alla Ford per un soffio...) non è ha mai a sufficienza... Sveglia, è ora di finirla con gli incentivi alle automobili!

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  • FRARO

    02 Agosto 2010 - 23:11

    Per comprare un'auto ci vogliono i soldini (lapalissiano). Se non ce ne sono.....

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  • torematore

    02 Agosto 2010 - 22:10

    E' chiaro che la Fiat è andata avanti sfruttando tutte le opportunità e le risorse "regalate" dal bel paese. Adesso, visto che il Governo ha stretto i cordoni della borsa, il Sig. Marchionne cerca altre facilitazioni fiscali e nuove opportunità all'estero dove, oltre a pagare un misero stipendio agli operai Serbi, ha un'agevolazione fiscale di 10.000 euro per ogni operaio assunto che moltiplicati per diverse centinaia e diversi anni, diventerano diversi milioni di euro. Questi signori: Marchionne, gli Agnelli, Elkann, ecc. ecc., il Gotha della finanza mondiale, non per essere razzista o altro, ma mi sembrano di origini ebraiche e questo mi fa riflettere molto sul ruolo fondamentale che hanno per le sorti dell'economia mondiale. Questa storia si ripete da migliaia di anni e nessuno è ancora riuscito a fermare questi sfruttatori di popoli.

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  • nicola.guastamacchiatin.it

    02 Agosto 2010 - 21:09

    Parlo a chi comprende che cosa è una busta paga ed anche se fossero due a portarla a casa il costo complessivo per mantenere una macchina è diventato impossibile. Un'auto costa, oltre la benzina,la tassa sulla circolazione, quella dell'assicurazione che, in questo mese di agosto,sono andato a pagarla è ho trovato un aumento di diverse decine di euro senza che nessuno lo sapesse inoltre, il costo per il posto macchina, varie attenzioni meccaniche affinchè sia sempre funzionante e quando vai a tirare le somme, ti accorgi che è meglio tenere un bimbo invece di avere un'auto. Senza contare poi, se hai una rottura meccanica,ti partono qualche centinaio di euro senza accorgetene. Infine, le auto sono quasi sempre ferme perchè circolare è diventato impossibile e allora,mi dica qualcuno perchè devo cambiare l'auto o farmene una nova ?

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