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Nasce il patto anti-evasione tra Inail e Agenzia delle entrate

Firmata una convenzione quinquiennale: unione di banche dati, condivisione di strategie e controlli. Il via a settembre

Nasce il patto anti-evasione tra Inail e Agenzia delle entrate
Lo affermano tutti i politici in campagna elettorale quando si parla di risorse disponibili: "Recupereremo fondi tramite la lotta all’evasione fiscale". Uno slogan bipartizan ormai arcinoto agli elettori, ma che testimonia le dimensioni di un capitale nascosto che, qualora venisse recuperato anche solo in parte, permetterebbe alle casse statali di rivitalizzarsi.
Le ultime stime in ordine di tempo (fornite dalla KRLS Network of Business Ethics) sono datati 30 aprile 2010 e certificavano come l’imponibile evaso in Italia fosse di 371 miliardi di euro l’anno (più di dieci manovre correttive "lacrime e sangue").
Proprio per cercare di intercettare questo ambito e vitale tesoretto, oggi l’Inail e l’Agenzia delle Entrate hanno stretto un accordo quinquiennale volto a perfezionare le rispettive strategie di antievasione.

UNIRE LE FORZE – La logica che sta alla base dell’accordo è la condivisione di dati e strumenti investigativi tra le due realtà. Ciò significa: banche dati condivise, strategie antievasione congiunte e supervisors sempre all’erta.
Nel dettaglio, l’Inail del presidente Marco Fabio Sartori renderà consultabile l’archivio di Gestione del rapporto assicurativo (Gra) e tutta la documentazione relativa alle ispezioni; dal canto suo, invece, l’Agenzia delle Entrate (rappresentata dal direttore Attilio Befera) schiuderà i propri archivi su Anagrafe tributaria, accertamenti e anche i tanto discussi studi di settore. Il tutto, ovviamente, nel pieno rispetto delle disposizioni fissate dal Garante della privacy.
Da un punto di vista operativo, il potenziamento delle attività di analisi del rischio, di ispezione e di controllo si tradurrà in attività coordinate. Inail e Agenzia delle Entrate potranno non solo predisporre specifici piani di intervento su soggetti individuati in modo autonomo proprio attraverso lo scambio di informazioni, ma anche condividere i dati identificativi di chi è "sotto controllo", evitando inutili sovrapposizioni e definendo strategie congiunte. Inoltre, la convenzione prevede lo svolgimento di incontri periodici delle rispettive strutture regionali, sulla base delle indicazioni pervenute a livello centrale.   La conoscenza dei reali cicli produttivi, dall’incrocio dei dati presenti negli studi di settore e nelle denunce delle aziende infine consentirà in particolare all’Inail di indirizzare più efficacemente i propri interventi di prevenzione.
Questa partnership anti-evasione sarà operativa già a partire dal prossimo mese di settembre, quando sarà attivato un gruppo di supervisori incaricati di redigere le procedure di attuazione di questo interscambio informativo "in rete". Prevista anche la calendarizzazione di incontri periodici delle rispettive strutture regionali, sulla base delle indicazioni pervenute a livello centrale.

"Si tratta di un’intesa - spiega il presidente dell’Inail, Marco Fabio Sartori - che garantirà ai due enti la capacità di monitorare come mai fatto prima la reale attività di tutte le imprese italiane: sarà individuato con certezza cosa viene denunciato e cosa no e, dunque, emergeranno anche situazioni eventualmente non in regola".
"Questa convenzione – rilancia il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera - segna una tappa importante sulla strada di una lotta all’evasione sempre più condivisa, in sinergia con altri enti, per scovare gli illeciti fiscali con analisi di rischio puntuali e coordinate. L’utilizzo efficace delle banche dati, l’incrocio delle informazioni e la gestione strutturata degli archivi con l’Inail consentono di intercettare in maniera sempre più mirata le sacche di evasione".

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Commenti all'articolo

  • lupo51b

    13 Dicembre 2011 - 09:09

    ce vorrebbe solo che chi è preposto a tale compito, facesse il suo dovere, e non stare dietro a un pc al caldo dell'aria climatizzata, convinto che l'evasore gli mandi una mail! Secondo: ce vorrebbe anche che, a questo tanto nominato cittadino, gli si dia la possibilità di portare in detrazione alcune spese importanti. Ce vorrebbe anche che, la nostra politica, la smetta di chiacchierare a vanvera e ognuno di questi " eletti " faccia il suo DOVERE e non il " proprio tornaconto ". Quando pubblicavano la denuncia dei redditi dei cittadini ( bella trovata della politica di allora ) io mi sono accorto di essere uno dei piu ricchi del paese, insieme a tanti altri miei conoscenti, tutti dipendenti pubblici o operai. Una presa in giro così, non l'avevo mai vista. Risultato: ancora oggi, da pensionato, sono uno dei piu ricchi; la differenza: devo fare i salti mortali per arrivare alla fine del mese. Ce da mettersi le mani ai capelli.

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  • gitex

    19 Agosto 2010 - 13:01

    Ci vuole la GALERA come negli Usa; chi evade non frega lo stato, frega quelli che come hanno lo stipendio fisso. E cmq bisogna consentire ai privati di scaricare l,Iva; diversamente anche il cittadino non chiederà la fattura in quanto é un costo.

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  • nicola.guastamacchiatin.it

    11 Agosto 2010 - 18:06

    Era ora che si arrivasse ad un patto di reciproca assistenza per combattere seriamente l''evasione e l'eventuale ultra arricchimento illecito.

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