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Sempre più debiti per le famiglie italiane, in media 16 mila euro

Indagine della Cgia Mestre. A guidare la classifica Roma, davanti a Lodi e Milano. L'aumento medio annuo è di 850 euro e al sud cresce più velocemente

Sempre più debiti per le famiglie italiane, in media 16 mila euro
Salgono i debiti delle famiglie italiane: nel dicembre del 2009, in media sono a quota 15.930. A rivelarlo un’indagine di Cgia Mestre, che ha preso in considerazione i debiti derivanti dall'accensione di mutui per l'acquisto della casa, dai prestiti per l'acquisto di beni mobili, dal credito al consumo, dai finanziamenti per la ristrutturazione di beni immobili. In termini assoluti, l’incremento annuo medio nazionale delle famiglie è di 863 euro.

Classifica - A livello provinciale guida la classifica Roma (22.394 euro a famiglia), seguita dai nuclei familiari di Lodi (22.218 euro) e da quelli di Milano (22.083 euro). Al quarto posto troviamo Trento (21.644 euro), di seguito Prato (21.442 euro), Como (20.695 euro) e via via tutte le altre. «Le province più indebitate - spiega Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia di Mestre - sono quelle che presentano anche i livelli di reddito più elevati. È chiaro che tra queste famiglie in difficoltà vi sono molti nuclei appartenenti alle fasce sociali più deboli. Tuttavia, la forte esposizione di queste realtà, soprattutto a fronte di significativi investimenti avvenuti negli anni scorsi nel settore immobiliare, ci deve preoccupare relativamente. Altra cosa è quando analizziamo la variazione di crescita dell'indebitamento medio registrato tra il 2002 e il 2009. Al di sopra del dato medio nazionale troviamo molte realtà provinciali del Sud. Ciò sta a significare che questo aumento è probabilmente legato all'aggravarsi della crisi economica che ha colpito soprattutto le famiglie monoreddito con più figli che sono concentrate in particolar modo nel Mezzogiorno». In coda alla classifica ci sono le famiglie sarde, in particolare quelle residenti nelle provincie di Carbonia-Iglesias (7.486 euro), Medio Campidano (7.431 euro) e, infine, Ogliastra (5.784 euro). Il record della crescita del debito delle famiglie avvenuta tra il 1 gennaio 2002 (data dell'introduzione dell'euro) e il 31 dicembre 2009, invece, appartiene alla provincia di Caserta, che in questi 8 anni è stato del +137,4%. Seguono Chieti, con un aumento del 132,1%, Taranto, con +131,3 %, Napoli, con +129,7% e Piacenza, con +129,5%. Chiude la classifica la provincia di Verbano-Cusio-Ossola, con un +45,2%. Sempre in questo periodo la crescita dell'indebitamento medio delle famiglie italiane è quasi raddoppiata: l'incremento è stato del +91,7%. Nello stesso arco temporale, invece, l'inflazione a livello nazionale è cresciuta del 16,6%. Cgia infine rileva che, rispetto al 31 dicembre 2008, sono solo due le province che hanno visto diminuire il livello di indebitamento delle famiglie: Parma (-137 euro rispetto all'anno prima) e Verbano-Cusio-Ossola (-461 euro).

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Commenti all'articolo

  • sentinella f

    25 Agosto 2010 - 10:10

    Chissà quanti come Fini e Company fanno i propri interessi con i beni altrui messi a disposizione da cittadini privati per un bene pubblico e come se non bastasse quante banche non hanno mai avuto soldi per garantire i loro STRAstipendi, pubblici e invece si trovano in bolletta quando dovrebero garantire un minimo di sussistenza a chi Lavora? Nei confronti dei loro conto correnti a che titolo stanno i loro interessi? Al popolo sta a 1% fino a 2.500 euri e scende se riesce a risparmiare a 0,750 mentre se si indebita arriva il12%. La crisi oltre che economica è dei cervelli politici, molti bacati, escortizzati e pluriaccompagnati, tanto c'è chi paga i loro vizi e la loro mania di vomitare nuovi partiti.

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  • pi.bo42

    20 Agosto 2010 - 17:05

    Quando non si hanno argomentazioni valide per appoggiare le proprie opinioni si insulta e basta. Lei è un esempio lampante di questa caratteristica di molti blogger, e non solo di destra in verità. Se avessimo dovuto affrontarla da soli con la nostra liretta la crisi ci avrebbe seppelliti nella melma. Lo dicono gli economisti, compreso il suo Tremonti. Si immagini la nostra vecchia moneta in guerra con il dollaro, lo yen e , adesso,anche con lo yuan(Cina).

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  • pieroma

    16 Agosto 2010 - 11:11

    l'incremento del debito dovrebbe distinguere quanto speso in conto patrimonio:casa auto,mobili etc. e quanto per il sostentamento che non può certamente raggiungere livelli così ragguardevoli

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  • leisenmario

    15 Agosto 2010 - 12:12

    Gli unici che non si rendono conto della grave crisi del settore produttivo del paese (cioè quello che mantiene praticamemte tutto il paese e paga le tasse più alte d'europa) sono i politici,vedi l'inesorabile calo del PIL,ma in compenso con l'aiuto dei media abbiamo la casa di Fini a montecarlo,le ESCORT di Berlusconi e tutti i battibecchi inutili tra maggioranza e opposizione senza mai affrontare le necessità di chi lavora e produce ricchezza ma bastonandoli continuamente dimostrando ancora una volta che i politici non si rendono conto della realta del paese.

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