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Tremonti: via al decreto

Per la crisi 80 miliardi

Tremonti: via al decreto
Il Governo varerà un decreto anti-crisi nei prossimi giorni. Lo ha confermato il ministro del Tesoro, Giulio Tremonti, da Washington, dove ha anche ringraziato il Parlamento per «aver votato la finanziaria senza fiducia» ed anche l'opposizione per aver votato a favore su diverse norme. «La cifra italiana è di 80 miliardi», ha detto. «E' una cifra coerente con quella degli altri Paesi». Già al prossimo Cipe del 21 novembre si avvieranno i primi 16 miliardi di interventi. Questi 16 miliardi vanno così divisi: 12 per le infrastrutture e quattro su project financing. Successivamente si metterà mano a 40 miliardi provenienti da fondi europei compartecipati dall'Italia. Quindi 10 miliardi di interventi sulla rete autostradale collegati alla revisione delle tariffe. Altre misure riguarderanno il sistema bancario per ampliare il credito, i contratti di produttività e la fiscalità industriale, a partire dall'Iva per cassa, ovvero il sistema grazie al quale l'Iva verrà versata non all'emissione della fattura ma al momento del pagamento effettivo.
Berlusconi: «Posso dire con fermezza che non siamo in ritardo come afferma la sinistra. Anzi siamo qui a valutare gli interventi su scala globale. È chiaro che finora nessuno ha fatto niente da solo». Così il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in una conferenza stampa all'ambasciata italiana a Washington difende l'operato del governo sulla crisi finanziaria. «Abbiamo anticipato la finanziaria a luglio e grazie alla scelta di farla durare tre anni abbiamo anticipato i rischi: mi vengono i brividi - conclude Berlusconi - a pensare come sarebbe adesso la situazione senza questi saldi di finanza pubblica». E su Washington: «Abbiamo trovato un accordo con una linea d'azione comune: è stato un summit storico proprio perché, per la prima volta nella storia, è stata avviata, di fronte ad una crisi globale, una politica economica globale».
Intanto i venti grandi hanno deciso «un piano di azione concreto e preciso per ristabilire la fiducia». I venti si sono dati tempo fino al 31 marzo prossimo per elaborare «una lista iniziale delle specifiche misure da prendere, incluse le azioni prioritarie» per rilanciare la crescita e stabilizzare i mercati.

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Commenti all'articolo

  • alberto.b

    18 Novembre 2008 - 12:12

    ma dov'è il problema che 50 miliardi vengono dall'UE? ma da chi dovrebbero venire? dovrebbero uscire forse dalle tasche degli operai? da quelle delle piccole e medie imprese? oppure da dove? I tagli non si devono fare! La scuola deve continuare a sperperare, la sanità deve continuare abuttare via denaro pubblico... ecc.. Le tasse non devono essere aumentate, I soldi dell'ue non è giusto sfruttarli.. ma secondo te caro GBalsamo da dove devono arrivare i soldi?

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  • alberto.b

    18 Novembre 2008 - 12:12

    sono sicuro che i sinistri faranno opposizione a tutto quello che questo governo sta per fare! Loro amano l'italia e per questo si oppongono a tutto!

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  • GBalsamo

    17 Novembre 2008 - 11:11

    Nessuno però dice che 50 vengono dall'UE (si la UE inutile e becera, quella dei non potete qua non potete là...ma noi ce ne sbattiamo le palle e facciamo sempre le nostre cazzate e poi le paghiamo, leggasi Rete4 per esempio...) e 10 erano fondi mobilitati per le infrastrutture che ovviamente rimarranno ferme.....però al cittadino da TG sembra che il governo abbia fatto i miracoli......

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  • micael44

    17 Novembre 2008 - 11:11

    Mi vengono i brividi al solo pensare cosa sarebbe successo oggi se, invece del governo Berlusconi, avessimo avuto il governo Prodi! Evidentemente il Ns.patrono San Francesco ci protegge!

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