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Italia da retrocessione in Europa per le spese su famiglia e maternità

La relazione del ministero dell'Economia: solo l'1,4% del Pil destinato alle due realtà. Francia e Germania sfiorano il 3%

Italia da retrocessione in Europa per le spese su famiglia e maternità
Qualche indizio lo aveva già pubblicato la Cgia di Mestre, dai cui dati emergeva come in Italia, all’alta imposizione fiscale (seconda solo alla Francia) non corrispondesse un altrettanto abbondante ritorno in fatto di Welfare e servizi.
Ora, però, arriva anche l’illustre conferma del ministero dell'Economia. Nelle pagine della relazione sulla situazione economica del Paese, infatti, emerge come nel 2009 in Italia si sia speso per famiglia e maternità l'1,4% del Pil (dati 2009), uno dei livelli più bassi in Europa, paragonabili solo a quelli di Spagna e Portogallo.
Confronti impietosi rispetto al resto d’Europa: se il 3,7% e il 3% di Danimarca e Svezia sono un’utopia un po’ per chiunque, anche i tenori di Francia (2,5%) e Germania (2,8%) appaiono inarrivabili.
Insomma il lieve miglioramento rispetto a quanto avveniva nel 2007 (allora in Italia si investì solo l’1,2% del Pil) non è sicuramente sufficiente per riportare in zona salvezza l’Italia. Anche per quanto riguarda la quota di spesa nell'ambito di tutte le prestazioni di protezione sociale, l'Italia tra i 27 Paesi europei è nei bassifondi, precedendo solo la Polonia: nel nostro Paese, infatti, la quota per la famiglia e la maternità, nell'ambito della spesa per welfare, pesa il 4,7% (in Polonia il 4,5%). Mentre la media complessiva dei Paesi europei è dell'8%.

Welfare "disabile" – Se la percentuale destinata ai nuclei familiari e alla maternità è tra le più basse del Vecchio Continente, a farla da padrona nelle voci di uscita sono i fondi destinati per invalidità, vecchiaia e pensioni: a tal proposito l’investimento è del 17,1% del Pil contro il 14% registrato come valore medio nell’Europa dei 15.
Così la quota di spesa per queste voci è pari nel nostro Paese al 67,1% del totale prestazioni, contro il 54% della media dei 15 Paesi. Si distacca dalle medie europee anche le spese riguardanti alla malattia: in questo settore l’Italia investe leggermente meno, attestandosi sul 6,7% del Pil rispetto al 7,6% dell’Europa dei 15 e al 7,4% dei 27.

Reazioni – In attesa delle prese di posizione dei vari partiti politici, i primi a parlare sono stati quelli dell’Idv.
"I dati diffusi dal ministero del Tesoro smascherano la propaganda e le chiacchiere del governo Berlusconi sulla famiglia – ha affermato il responsabile welfare e lavoro dell’Italia dei valori, Maurizio Zipponi –. Un quadro desolante a cui bisogna aggiungere la riduzione dei consumi. In questo mese d’agosto il governo ha dato vita ad un inverecondo teatrino della politica, senza parlare mai dei problemi reali del Paese e delle famiglie italiane, attese a questo punto da una ripresa durissima a settembre".

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Commenti all'articolo

  • imahfu

    30 Agosto 2010 - 14:02

    Il nick mi fu dato da Telecom per un accesso ad un sito. Non é affatto arabo, tra l'altro; ma se lo fosse, cio' che importa non é il nick che vale bene anche unghianera . Le lezioni sono solo opinioni, come le sue. In Francia l'immigrazione c'é ma é cominciata molti anni (un quarto di secolo circa) prima che da noi e , pur con alti e bassi, errori, incomprensioni e rifiuti, la politica é sull'asse dell'integrazione, unica via d'uscita ad un mondo globalizzato, si voglia o meno. E' la cultura, che l'immigrato assimila e imita (non certo il leghismo)Il problema immigr. e' biblico: non conosce ostacoli possibili, ma solo freni che non tengono molto. Platini parlava in casa in italiano col padre, ma si sentiva francese al 100% e, i primi tempi, con gli italiani parlava la ''sua'' lingua. Come vede, abbiamo punti di contatto, anche se non tutti. Abiti in Francia, poi vedrà che le 'cose' sono migliori. Quanto all'invecchiamento, ho ripetuto cose date per note e assodate

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  • gigi il negher

    30 Agosto 2010 - 13:01

    La Grecia è finita come è finita, proprio perchè per un lungo periodo ha vissuto di "Rete 4" "Minzolinate" e "lodi Alfano".

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  • UNGHIANERA

    30 Agosto 2010 - 13:01

    Che la popolazione italiana sia tra le più attempate d'Europa non è una novità. Strano,che un italiano che vive in Francia e si proponga con un nick arabo,dia lezioni soluzionali al nostro governo. Non mi risulta che in Francia le cose siano migliori,c'è più immigrazione e ci sono meno francesi in proporzione che da noi in Italia...e non sono propriamente dei giovanotti!L'immigrazione è un'azione che si propone normalmente in paesi avanzati,dove il costo della vita quotidiana raggiunge vertici intollerabili. Quando anche i nostri bravi e più prolifici immigrati,tra qualche generazione avranno preso in tutto e per tutto il nostro posto in questa società dei consumi: essi saranno noi,in tutto e per tutto!Punto.

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  • ubik

    30 Agosto 2010 - 12:12

    Sono d'accordo, nel senso che sono in molti a non sposarsi più nemmeno al comune... Non ho capito perchè due persone che si sposano debbano essere agevolate rispetto a chi sceglie di convivere, anche facendo dei figli... Questo è un vero mistero...

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