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Stabile la disoccupazione (8,4%), ma un giovane su 4 è senza lavoro

Secondo l'Istat aumentano anche gli inattivi. Intanto frena l'inflazione ad agosto: +0,2% rispetto a luglio

Stabile la disoccupazione (8,4%), ma un giovane su 4 è senza lavoro
Niente di nuovo sul fronte della disoccupazione. A quanto si apprende dalla stima preliminare dell’Istat, infatti, la percentuale in Italia dei senza lavoro resta stabile all'8,4%, un dato analogo a quello del mese di luglio. Restano quindi circa 2.105.000 le persone senza lavoro in Italia. In crescita, invece, il numero degli inattivi, ora a 14.948 mila, con un aumento dello 0,5% rispetto a due mesi fa: questo dato, sottolinea l'Istat, rappresenta un record per questa voce introdotta nel 2004 e segnala come siano in  molti quelli che rinunciano a cercare un'occupazione. Brutte notizie, invece, per i giovani: dopo il piccolo passo in avanti fatta a luglio, torna a crescere il dato della disoccupazione giovanile: la percentuale, infatti, passa dal 25,7% al 26,8%, con un +1,1% su base mensile. In pratica, un giovane su 4 è senza lavoro.

Male la Ue - Del resto le statistiche dell'Eurostat non smentiscono la tendenza italiana: la crisi non è ancora stata superata sotto questo punto di vista. I senza lavoro dell'Eurozona a luglio, infatti, sono rimasti al 10%, confermando il dato di giugno. Nel luglio 2009 la disoccupazione era pari al 9,6%. All'interno dell'Eurozona peggio se la cavano Irlanda (13,6%) e Spagna (20,3%). Meglio fa la Francia (6,9%), mentre la Germania resta al 10%.

Inflazione ferma - Per quanto riguarda il costo della vita, invece, i prodotti energetici frenano l’inflazione italiana nel mese di agosto. Il caro dei prezzi nostrani nell’ultimo mese è salito a livello tendenziale dell’1,6% rispetto allo stesso mese del 2009 e a livello congiunturale dello 0,2% rispetto a luglio.
A tenere basso il dato, soprattutto, il calo dei prodotti energetivi e il rallentamento nel settore dei servizi.

Rispetto a luglio, "sulla base dei dati finora pervenuti – si legge nella nota dell’Istat –, gli aumenti congiunturali (ossia su base mensile) più significativi dell’indice per l’intera collettività si sono verificati per i capitoli delle comunicazioni (+1,2%), trasporti (+1%) e Bevande alcoliche e tabacchi (+0,3%)".
Non si sono registrate variazioni congiunturali nei capitoli: abitazione, acqua, elettricità e combustibili, mobili, articoli e servizi per la casa, servizi sanitari e spese per la salute e Istruzione.
Calo congiunturale, invece, per quel che concerne le voci riguardanti: prodotti alimentari e bevande analcoliche, abbigliamento e calzature e servizi ricettivi e di ristorazione (per tutti e tre -0,1%).
Rispetto al 2009 "Gli incrementi tendenziali più elevati si sono registrati nei capitoli Trasporti (+3,8%), altri beni e servizi (+3,3%), istruzione (+2,5%), bevande alcoliche e tabacchi e abitazione, acqua, elettricità e combustibili (per entrambi +2,4%). Una variazione nulla si è verificata nel capitolo ricreazione, spettacoli e cultura".

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Commenti all'articolo

  • franziscus

    02 Settembre 2010 - 19:07

    taluni quotidiani pubblicano periodicamente centinaia di offerte di lavoro, purtroppo bisognerebbe anche avere la voglia di lavorare...........

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  • mbgenova

    01 Settembre 2010 - 20:08

    Ma se non contiamo sui giovani su chi possiamo contare? Oggi i ragazzini hanno a disposizione (gratis o a prezzi irrisori) potentissimi strumenti che gli permetterebbero di conquistare il mondo in un attimo. L' uomo (tanti anni fà)è andato sulla luna sfruttando le capacità di un computer che oggi è all' interno dei più semplici telefonini; con pochi euro si può acquistare un database e sfruttare le capacità di elaborazione dati di un server che fino a pochi anni fà solo aziende del calibro di Fiat o Benetton si potevano permettere. Senza contare le opportunità offerte dalla rete: i "vecchi" per mandare i curriculum alle aziende dovevano spendere capitali in francobolli, oggi con le email si contattano migliaia di aziende gratis. Cari giovani, pensateci Voi! Create, inventate, proponete idee nuove e pretendete di essere liberi di fare, perchè se aspettate che ci pensi la classe dirigente (o la politica...) rimarrete molto delusi...

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  • scorpion

    01 Settembre 2010 - 13:01

    il lavoro che vogliono..la scuola dell'obbligo..impreparati per le aziende e bla bla bla. La realtà è ben diversa: in Italia NON C'E' LAVORO. Le aziende non sono preparate per accogliere nessuno perchè non ne hanno bisogno, non hanno bisogno di Ingegneri, nè di matematici, economisti, fisici e via dicendo. Hanno bisogno SOLO di operai perchè sono aziende sui generis create dal macellaio arricchito e basate più su accordi territoriali che su vera concorrenza, senza contare il fatto che sopravvivono grazie all'evasione fiscale. Tra l'altro fanno pure gli schizzinosi quindi se vuoi fare il commesso perchè sei disoccupato ed hai una laurea ti escludono a priori, altro che lavoretti. Inoltre il computo dei disoccupati in Italia è anche sbagliato: quell'8% di cui si va cianciando è almeno il doppio perchè non viene calcolato sulla popolazione totale attiva ma sulla base di chi si presenta o meno al collocamento.

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  • piero1939

    01 Settembre 2010 - 08:08

    -primo consideriamo che ora non c'e' piu' il servizio militare obbligatorio, -secondo per sopperire a questo esubero di risorse in questi anni tra l'istruzione ed il mondo del lavoro lo stato dovrebbe avere dei settori produttivi preparatori, con stipendi minimi garantirti, al fine di far pervenire tutti i laureati o diplomati e tenerli in maturazione per altri 5 anni affinche' apprendano veramente come si lavora. - tutti sappiamo che le scuole a tutti i livelli forniscono tante nozioni ma alla fine sono molte e confuse, - un in dustria non puo' permettersi in quest'ambito concorrenziale di sostenere costi ulteriori per preparare giovani che dovrebbero essere gia' preparati ad affrontare la realta', - alla fine di questo periodo lo stato obbliga le imprese ad inserire i giovani feramente preparati ad affrontare la vita da soli. - i giovani sognano come gli adulti ma dobbiamo garantire loro il modo di farlo. non e' la sola soluzione. pensiamoci.

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