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L'hamburger è in crisi

Burger King, la seconda catena di fast food al mondo, rischia di essere ceduta

L'hamburger è in crisi
Anche l'hamburger va in crisi. E nonostante le lunghe code di affamati alle casse di fast food, la seconda catena al mondo, Burger King rischia di essere presto ceduta. Da settimane sono infatti in corso trattative tra la società e diverse private equity, tra cui spicca il nome del fondo newyorkese 3G Capital.

Burger King è quotata in borsa dal 2006, ma in passato è già stata controllata da private equity. Nel 2002 un gruppo capitanato da Tpg, Bain e Goldman Sachs Capital Partners aveva comprato la società per 1,5 miliardi di dollari da Diageo. Il gruppo controlla ancora il 32% di Burger King ed ha un’ampia presenza nel consiglio di amministrazione. Oggi Burger King ha una capitalizzazione di mercato di 2,26 miliardi di dollari e controlla oltre 12.000 ristoranti in 75 paesi.

I numeri
- Benché sia seconda solo a McDonald’s, la società ha vissuto tempi difficili durante la crisi economica. Il fatturato globale per l’anno fiscale 2010 è calato del 2,3%, contro l’aumento dell’1,2% dello stesso periodo dell’anno scorso. Negli Stati Uniti e Canada il giro d’affari è diminuito del 3,9%, contro una crescita dello 0,4% dell’anno scorso.
Ha retto meglio il concorrente McDonald’s: il suo fatturato globale per il secondo trimestre 2010 è aumentato del 4,8% rispetto all’anno precedente. Nello stesso periodo di quest’anno il giro d’affari negli Stati Uniti è salito del 3,7 per cento.

I farmers market
- Secondo la Coldiretti, la crisi di Burger King è la conferma di un cambiamento in atto nelle abitudini alimentari anche negli Usa dove negli ultimi dieci anni sono più che raddoppiati i mercati degli agricoltori dove comprare prodotti locali di grande qualità alternativi ai menu globalizzati (aumentati del 16% rispetto allo scorso anno). La tendenza è sostenuta dalla stessa amministrazione Obama che ha avviato numerose iniziative contro il cibo spazzatura e a favore di stili di vita sani in sintonia con la lotta all'obesità.

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Commenti all'articolo

  • Lamb

    02 Settembre 2010 - 13:01

    E pensare che qualche mese fa il Ministero dell'Agricoltura ha finanziato alla Mc Donald Italia la promozione e la diffusione di un panino con prodotti agricoli solo italiani (il Mc Italy). Ma scherziamo, lo Stato che finanzia in modo così sottile un'industria privata multinazionale facendo passare tutto per difesa dei prodotti nazionali? Chi sono stati stavolta gli amici degli amici da aiutare?

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  • ercole.bravi

    02 Settembre 2010 - 13:01

    per il dispiacere di vedere dei ragazzi (anche loro lavorano in batteria come i polli che poi servono nei loro succulenti panini) rimanere in mezzo ad una strada, ma per quel che mi riguarda, avendo mangiato in questi ritrovi di microbi e cibo insapore dieci volte in tutto nella mia lunga vita.....della catena in questione, non ne frega nulla. Possono tutte fallire e forse l'allevamento e l'agricoltura torneranno ad un sistema meno da fast food.....e si riavvieranno ad una forma di cultura del cibo degna di questo nome.....ma è solo utopia; fare a meno dei soldi che questi posti ti "producono" in quantità industriale è dura, realmente dura!

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  • MAD

    01 Settembre 2010 - 22:10

    ...a furia di mangiare quelle schifezza, la gente è deceduta, ecco spiegato il calo dei consumi, ahahahhaha :P

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  • simo70

    01 Settembre 2010 - 21:09

    Ogni volta x saziarsi, si spende come in trattoria...... Quei panini non riempono!!!

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