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C'è la crisi, si divide casa

Sono sempre di più le persone che vivono nello stesso appartamento per risparmiare: la condivisione non è più cosa "da studenti"

C'è la crisi, si divide casa
Fenomeno ”Friends”, ora anche in Italia. Non è più un’eccezione newyorkese il fatto che tre amici condividano l’appartamento come nel famoso telefilm americano. Da un’indagine di idealista.it, anche nel nostro Paese la coabitazione non è  più una questione per soli studenti.

Il prezzo degli affitti è caro. Una stanza a Milano costa circa 460 euro al mese, qualcosa in meno a Roma (443 euro). Troppo per i precari, i giovani al primo lavoro o i single. In media hanno 26 anni i ”conviventi“ del capoluogo lombardo, 25 quelli della capitale.

Il costo dipende anche da dove si trova la casa. A Milano, le zone più costose sono il centro storico (555 euro), garibaldi-porta venezia (518 euro) e fiera–de angeli (504 euro). Economico è il quartiere universitario della Bicocca con 392 euro al mese. Il prezzo degli appartamenti romani sale, invece, a prati (525 euro), ai parioli (520 euro) e a cassia flaminia (510 euro). La zona di colle aniene collatino è la più vantaggiosa con 382 euro di canone mensile.

Oltre al prezzo, c’ è da considerare il tempo di ricerca. In base all’indagine di idealista.it, per trovare una sistemazione ci vogliono circa 55 giorni in entrambe le città. Forse qualcosa di più per chi ha un animale domestico, per chi vuole evitare convivenze problematiche e se i proponenti sono molto selettivi nei confronti del futuro coinquilino.

Secondo gli utenti del portale, il compagno di casa ideale è donna, non ha con sé animali e preferibilmente non fuma, a Milano (42%) come a roma (45,4%).

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Commenti all'articolo

  • vic37

    06 Settembre 2010 - 15:03

    Con questi prezzi è difficile pensare di potersi sistemare meglio in queste città. Per noi precari è anche difficile trovare qualcuno che ti affitti casa. Vogliono tutti garanzie e caparre di almeno 3 mesi. La vita è divenuta molto più difficile per noi giovani negli ultimi anni. L'economia, la società e il mondo del lavoro sta cambiando molto velocemente, ma non sono cambiate le regole e la sensazione è quella si essere un po' abbandonati a noi stessi. Le risposte delle istituzioni sono spesso tardive e soprattutto inefficaci.

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