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Zaia: "Attenzione alla scalata dei libici su Unicredit"

Tripoli ha comprato un altro 0,5% del capitale della banca. Così sale al 7,5%

Zaia: "Attenzione alla scalata dei libici su Unicredit"
Passo dopo passo la Libia sta arrivando al 10% del capitale di Unicredit. Una realtà che nel mondo politico tutti fanno finta di non vedere, tranne la Lega. Sulla questione libica si è già espresso ampiamente il senatur, Umberto Bossi, prima denunciando l'eccessiva presenza e poi, invece, dando la benedizione all'asse Unicredit-Tripoli "in nome della stabilità della banca". Il presidente della regione Veneto Luca Zaia, però, non è convinto. E oggi, dopo l'ennesimo annuncio di acquisto di uno 0,5% di capitale, ha lanciato l'allarme: "Siamo di fronte a una scalata bella e buona dei libici. Che vanno innanzitutto contingentati", ha detto il governatore del Veneto ad Affari Italiani.
E ancora "per garantire il libero mercato, noi vorremmo capire bene se questo è semplicemente un investimento o una scalata - sottolinea Zaia - perchè voglio ricordare che non è che noi vogliamo fare ingressi a gamba tesa nel libero mercato, ma Unicredit è figlia dei territori, di Fondazioni che sono rette dagli Enti pubblici. E sottolineo, siccome qualcuno lo dirà, che noi - aggiunge il governatore del Veneto - ci permettiamo di intervenire perchè siamo lì con i nostri rappresentati: gli amministratori li nominiamo noi".
 
La quota - Secondo indiscrezioni di stampa, nei giorni scorsi la Lybian Investment Authority ha acquistato sul mercato una quota dello 0,5% dell'istituto, salendo dal 2,075% al 2,59%. L'operazione sarebbe già stata comunicata alla Consob. Dunque la Lybian Investment Authority ha accresciuto la sua quota al 2,59% dal 2,075% comunicato ai primi di agosto. Sommato alla quota detenuta dalla Banca Centrale libica (4,613%) si arriva al 7,578%.

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Commenti all'articolo

  • pino&pino

    18 Settembre 2010 - 11:11

    Al massimo Tripoli sarà la capitale della padania e Milano un grande centro di raccolta per profughi africani.

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  • idleproc

    18 Settembre 2010 - 10:10

    Se Lei guarda troppo da vicino vede solo gli effetti non le cause. L'immigrazione massiccia, senza integrazione è un processo gestito sottotraccia che partendo da problemi sociali reali mira a demolire l'identità culturale ed economica dei popoli e ad asservire gli Stati Nazionali. Non è un processo democratico gestito dai popoli ma da chi gestisce la finanza europea e globale. Sarebbe molto più semplice e, nella reciprocità, vantaggioso economicamente, aiutare lo sviluppo degli altri promuovendo, nel dialogo, libertà e civiltà. E' ovvio che esiste un rifiuto naturale dei popoli che hanno diritto alle loro differenze culturali e che può assumere forme violente. Non ci stanno invadendo, ci fanno invadere.

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  • ilgiustiziere

    18 Settembre 2010 - 07:07

    il cognome è appropiato perchè appena nato, la prima cosa che hai ricevuto è stata una martellata in testa cercando di aggiustartla......

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  • gattofuturista

    17 Settembre 2010 - 23:11

    Ma Zaia che è il presidente della Consob. Si stia zitto ogni tanto sta diventando più petulante di Borghezio e Calderoli messi insieme.

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