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Frattini cassa la Sarkozy Tax: "Impossibile senza condivisione planetaria"

Il ministro interverrà questa sera al vertice Onu sugli Obiettivi del Millennio. "L'idea era già emersa al G8, ma non è fattibile"

Frattini cassa la Sarkozy Tax: "Impossibile senza condivisione planetaria"
Con la seconda delle tre giornate di lavori, entra nel vivo al Palazzo di Vetro il vertice Onu sugli Obiettivi del Millenio per lo Sviluppo. Oltre all’intervento del segretario generale dell’Onu, Ban Ki-Moon, nel pomeriggio sono infatti in programma gli interventi della cancelliera tedesca Angela Merkel, del presidente palestinese Abu Mazen e anche del ministro degli Esteri italiano Franco Frattini. Barack Obama, il premier cinese Wen Jiabao e il presidente iraniano, Mahmud Ahmadinejad, saranno presenti nelle vesti di uditori interessati.

Ma a tener banco è ancora la proposta sui generis del premier francese Nicolas Sarkozy, il quale ieri aveva proposto l’introduzione di una mini tassa internazionale sulle operazioni finanziarie per reperire quei fondi necessari per rendere attuabili i cosiddetti Millennium Development Goals.
"Non riusciremo a farlo con i soli fondi pubblici – ha spiegato Sarkozy –. Ci vogliono finanziamenti alternativi e alla finanza globale si può chiedere di partecipare alla stabilizzazione del mondo".

A tal proposito, Franco Frattini non nasconde scetticismo sulla possibile applicazione di tale provvedimento.
"L'Italia non è contraria a priori, ma deve essere un’iniziativa condivisa, non unilaterale e che trovi il sostegno quantomeno dei Paesi del G20. Tentare non nuoce, anche se resta un’idea difficilmente realizzabile. Del resto la proposta non è nuova, ma era già emersa al G8 e al G20 e subito cassata da diversi Stati. Insomma se non c’è condivisione la “Sarkozy Tax” non è applicabile".

In ogni caso, oltre alle considerazioni di alta politica che raramente sfociano in qualcosa di concreto, qualcosa in vista del 2015 bisogna pur fare. Secondo Ban Ki-Moon, infatti, per poter avvicinarsi agli otto punti ratificati in Scozia nel 2000 occorrerebbero altri 120 miliardi di dollari.

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