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Fincantieri convince i sindacati: "Incontro positivo"

Soddisfatti i rappresentanti dei lavoratori. Ma la Fiom conferma la manifestazione dell'1 ottobre. "Il governo ci convochi"

Fincantieri convince i sindacati: "Incontro positivo"
Si calmano le acque intorno a Fincantieri, l'azienda pubblica su cui nelle scorse settimane sono circolate voci di severi piani industriali, licenziamenti e cantieri da chiudere. L'incontro odierno tra gli amministratori e i sindacati, infatti, sembra aver avuto un esito positivo.
Ad affermarlo sono stati gli stessi rappresentanti dei lavoratori.

Reazioni - "E' andata bene - ha affermato il segretario generale della Fim Cisl, Giuseppe Farina - è stato un incontro positivo. L’azienda conferma tutti gli impegni per preservare occupazione e siti produttivi. Ora c'è bisogno di lavorare insieme perchè il quadro generale è difficile anche se, nonostante tutto, la Fincantieri mantiene una posizione migliore degli altri e dimostra di essere un punto di eccellenza da confermare. Ora, smentite le voci di chiusure e tagli, bisogna affrontare la crisi e lo stato deve fare la sua parte: il Governo, in termini di commesse pubbliche, Regioni ed Enti Locali per realizzare le infrastrutture".
Soddisfatto anche il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella. "E' stata una riunione importante perchè ribadisce gli impegni per salvaguardare i siti produttivi e i livelli di occupazione. Comunque tutto questo non basta: dobbiamo incalzare il Governo e gli Enti Locali per sbloccare commesse e investimenti in infrastrutture".

Governo invocato -
Nonostante le rassicurazioni, la manifestazione organizzata per il 1° ottobre si farà comunque. Ad annunciarlo è stato il segretario nazionale della Fiom, Giorgio Cremaschi.
"La cosa finisce quando il Governo ci convocherà: se non dovesse arrivare la convocazione la manifestazione sarà ancora più cattiva", ha affermato il sindacalista.
La protesta, proclamata lo scorso 21 settembre, è rivolta all’apertura del confronto con il Governo per sollecitare l'Esecutivo a adempiere agli impegni assunti lo scorso anno da Scajola. Tali impegni prevedevano l'assegnazione di commesse pubbliche e investimenti per Fincantieri, in modo da far ripartire un settore che in questi ultimi due anni si è incagliata nella crisi internazionale.
I dati, infatti, parlano chiaro: dal 2008 al 2009 la domanda è crollata dell’80%. In Europa, su 180.000 addetti nel settore, c'è stato un taglio dell’occupazione del 20%. Per le navi da crociera, a fronte di 10-12 navi all’anno dei tempi d’oro, nell’ultimo biennio ne sono state ordinate quattro delle quali tre alla Fincantieri. E le previsioni per il futuro non sono molto più rosee: gli analisti stimano che gli ordini si aggireranno tra le cinque e le sei unità.

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