Cerca

Rc Auto. Per l'Antistrust rincari fuori controllo

Aumenti del 2% sopra la media Europea. Catricalà: "Nessuna concorrenza e partecipazioni incrociate"

Rc Auto. Per l'Antistrust rincari fuori controllo
Altro che aumenti dei pedaggi autostradali e minaccia di installare qualche casello anche lungo il Grande Raccordo Anulare di Roma. Da oggi gli automobilisti italiani hanno un'altra ragione per lamentarsi per i costi di gestione del proprio veicolo.
L'Antitrust, infatti, ha certificato come l'Rc Auto abbia fatto segnare aumenti record a due cifre che colpiscono indistintamente tutti gli automobilisti, dai neopatentati a chi l'auto la guida da 40 anni.

I numeri, impietosi per chi ha le chiavi in mano, emergono dal rapporto annuale prodotto da Altroconsumo.
Nel dettaglio, per i neopatentati la variazione percentuale dei premi Rc da settembre 2009 a settembre 2010 va dal +16,64% di Milano al +26,05% di Napoli. Un salasso, da sommare agli aumenti dell’anno scorso, quando la variazione era stata del 7-8% per tutte e quattro le città prese in esame.
Ma nemmeno per gli automobilisti più esperti l'RC Auto regala sorrisi, con rincari considerevoli stimati intorno al 4-5%.

Il cartello dell'RC - Ovviamente tali ritocchi verso l'alto non dipendono dall'inflazione (nel periodo agosto 2009-agosto 2010 è stato pari all’1,53%), ma rispondono ad altre esigenze.
E il presidente dell’Antitrust, Antonio Catricalà, non ha faticato a trovare la causa di questa anomalia dei prezzi.
"C'è poca concorrenza tra le compagnie e i prezzi per i consumatori diventano inevitabilmente troppo alti - ha detto al Senato durante la sua audizione in Commissione Industria -. Nonostante l'inizio della liberalizzazione sia stato decretato, in attuazione del diritto comunitario, fin dal 1994 non si è attivato un efficace processo concorrenziale e conseguentemente non si è avuto un riflesso positivo sul contenimento dei prezzi".
Nel mirino del garante del mercato finiscono le troppe "cointeressenze che si esprimono in un numero rilevante di partecipazioni incrociate e nella moltiplicazione degli incarichi di direzione per le stesse persone fisiche che si trovano negli organi di direzione di imprese che dovrebbero essere tra loro concorrenti".
A tal proposito basti ricordare che il 71% delle compagnie assicurative esaminate nel corso dell’indagine sulla corporate governance condotta dall’Antitrust nel 2008 "presentava legami costituiti da amministratori comuni con i propri concorrenti".
"Nel nostro Paese, all’indomani dell’entrata in vigore del nuovo sistema - conclude Catricalà -, si sono registrati fenomeni di sensibile incremento dei premi, specie per determinate categorie di utenti e veicoli. Inoltre si è verificata una generalizzata tendenza all’aumento associata al peggioramento del rapporto tra costo dei sinistri e premi".
Una realtà che, conclude il presidente dell’Antitrust, "ha trovato riscontro in numerose denunce presentate all’Autorità dai consumatori e dalla loro associazioni, gli aumenti avrebbero superato il 20-30%".

Confronto Ue -
Impietoso, come ci si può immaginare, il confronto con gli altri Paesi europei. Nel periodo giugno 2009-giugno 2010, le tariffe delle Rc auto in Italia sono cresciute mediamente del 7,7%, a fronte di una media per l’area euro del 5,4%.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • giuliab09

    30 Settembre 2010 - 12:12

    SI INCOMINCI A DARE MULTE, O NOI CONSUMATORI PROVIAMO UNA CLASS ACTION....CHE SI MUOVANO GLI ENTI COMPETENTI O MUOVIAMOCI NOI, COSì STIMOLIAMO ANCHE LE COSE, SENZA SEMPRE PIANGERCI A DDOSSO COME FANNO GIà IN MOLTI!!!!

    Report

    Rispondi

  • rampino

    29 Settembre 2010 - 20:08

    Perdonatemi, ma una cosa ve la debbo dire. Vi sembra serio che ogni sei mesi questi signori dell'Antistrust ci raccontino sempre questa storiella delle Assicurazioni RCA senza MAI risolvere il problema?

    Report

    Rispondi

blog