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L'Fmi sente scricchiolare il mercato immobiliare USA

Gli economisti mettono in guardia dai rischi di una nuova recessione. "Peserebbe a lungo sulla ripresa"

L'Fmi sente scricchiolare il mercato immobiliare USA
L'economia mondiale non si è ancora ripresa dalla crisi internazionale verificatasi nel 2008. Anzi, per dirla in termini medici, il paziente è in fase di convalescenza e c'è il rischio di una pericolosa ricaduta.
A lanciare l'allarme è nientemeno che il Fondo Monetario Internazionale (Fmi), il quale ha ravvisato i rischi di una nuova recessione del mercato immobiliare a stelle e strisce, ossia il settore che, implodendo nell'ottobre del 2008, ha dato il là al tremendo effetto domino che ha messo in ginocchio la tenuta finanziaria dell'Occidente.

L'ammonimento del Fondo monetario si basa sugli ultimi indici di mercato del settore, non certamente confortanti.
"La stabilizzazione dei prezzi sul mercato immobiliare resta fragile. Fra il 2006 e il 2009 i prezzi delle case sono scesi di oltre il 30% e il valore delle proprietà commerciali è calato di oltre il 40% dall'inizio del 2007. Le prospettive per il settore restano deboli: i prezzi previsti per il prossimo triennio di un ulteriore calo dell'1,7% nel 2010 e di un -1,8% in media nel 2011-2012".
A tal proposito,tuttavia, l'Fmi garantisce che il settore, qualora crollasse, non comporterebbe le stesse ripercussioni di due anni fa.
"Il crollo sarebbe gestibile da un punto di vista finanziario - sostengono gli economisti -; tuttavia una nuova recessione sul mercato immobiliare potrebbe avere un impatto duraturo sulla ripresa economica, non solo statunitense".

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Commenti all'articolo

  • Franky63

    10 Ottobre 2010 - 18:06

    Dal luglio 2008 ad agosto 2009, sono stato in California, vicino a San Francisco. Appena arrivato ho avuto una sensazione strana, ero gia' stato nel 1995, come se ci fosse un'aria dismessa, non la solita ostentazione americana. Andando in giro ho visto centri commerciali enormi vuoti, ed altri in costruzione a pochi chilometri, case con i cartelli "for close" (pignorati), gente che vendeva la propria roba nel giardino. E non parlo solo di immigrati o minoranze, ma di americani bianchi. Cosa voglio dire, che ormai quel tipo di economia, basata sul consumo a debito e' finita, e ora non sanno come fare. Ci sono posti di lavoro che non verranno piu' ricreati dopo la crisi, soprattutto nel settore finanziario e bancario, ed anche nel pubblico impiego. Spero che mi sbagli, pero' credo che il fondo non lo hanno ancora toccato. Credo che da questa crisi se ne puo' uscire solo con un grande accordo, economico/industriale tra Europa ed America, altrimenti siamo alla merce' della Cina.

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  • nicola.guastamacchiatin.it

    07 Ottobre 2010 - 22:10

    Negli USA, come si muovono i mercati di investimento, in questo momento, dopo quanto è accaduto, non investirei nemmeno un cerino bruciato. Il mercato statunitense è tenuto a ricrearsi una onorabilità ormai bruciata.

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