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Marchionne ai sindacati: "Senza il vostro impegno, Fabbrica italiana non parte"

In gioco ci sono 20 miliardi di investimenti. Il lancio della nuova Panda sarebbe rinviato al 2012

Marchionne ai sindacati: "Senza il vostro impegno, Fabbrica italiana non parte"
La partita tra "Fabbrica Italia" e i vari stabilimenti della Fiat si giocherà all'interno dei singoli siti produttivi. Sembra essere questa la pista concordata questa mattina dall'azienda e Fim, Fiom, Uilm, Fismic e Ugl, riunitisi a Roma per decidere le modalità delle trattative.
Secondo quanto si apprende da fonti sindacali, infatti, il progetto presentato dalla delegazione del Lingotto avrebbe ricevuto l'ok delle sigle sindacali. Le parti avrebbero concordato riunioni ad hoc per ciascun sito produttivo, per affrontare la situazione stabilimento per stabilimento e perfezionare degli accordi specifici a seconda delle diverse necessità.
Una notizia che rasserena i rapporti tra le due parti in causa e che riporta un clima di collaborazione. Una condizione che Marchionne ritiene fondamentale per portare avanti il piano di rilancio industriale in Italia.
"Fabbrica Italia non partirà se non ci sarà l'impegno formale delle organizzazioni sindacali ad assumersi precise responsabilità per la riuscita del progetto - si legge infatti in una nota di Fiat -. L'azienda, infatti, ribadisce che l'avvio del progetto è subordinato all'esistenza di condizioni preliminari che assicurino il quadro di certezze necessario per la sua realizzazione. L'importanza delle scelte sui nuovi modelli e sui volumi degli investimenti previsti richiedono un elevato livello di garanzia in termini di governabilità degli stabilimenti e di utilizzo degli impianti". In caso contrario Fiat ha minacciato di non mettere in pratica il programma di investimenti da 20 miliardi di euro.

Tuttavia nel mondo Fiat non è tutto oro quello che luccica. Se a Roma l'incontro sembra essere terminato con un beneaugurante passo avanti, a Jesi si respirava un'aria meno serena.
Questa mattina, infatti, oltre 1.500 lavoratori metalmeccanici della Fiom Cgil hanno manifestato davanti alla sede della Fiat Cnh di Jesi, nell'ambito dello sciopero di quattro ore che ha visto la presenza delle più importanti aziende del settore della provincia.
Nel corso della manifestazione si è registrato anche il lancio di uova contro lo stabilimento Fiat per protestare contro la politica di Marchionne, anche se la situazione non è mai sfuggita di mano.
"Siamo qui oggi, e il 16 lo saremo a Roma per la manifestazione nazionale della Fiom - ha detto Giorgio Cremaschi, presidente del Comitato centrale della Fiom Cgil -, per difendere il Contratto nazionale, i salari, i tempi di lavoro, i diritti acquisiti in anni di lotte. Ciò che non vogliamo è che per poter lavorare oggi i lavoratori debbano rinunciare a essere cittadini dello Stato italiano. Ai segretari di Fim e Uilm che hanno firmato l'accordo separato dico: vergognatevi! State violando le regole fondamentali della democrazia".

Nuova Panda - Il lancio della nuova Panda, che sarà prodotta nello stabilimento di Pomigliano, slitterebbe a gennaio 2012. È quanto sostiene Automotive News Europe, in un articolo pubblicato sul sito. La Fiat, che ha sempre indicato per il lancio della nuova vettura la seconda metà del 2011, con una produzione a regime di 270.000 unità, non commenta l'indiscrezione. 

Marchionne Marchese del Grillo -
Per il leader del Prc, Paolo Ferrero, il capo di Fiat si crede" il Marchese del Grillo, ma fa finta di non sapere che è diventato marchese con i soldi delle tasse degli italiani", riferendosi al bellissimo film con Alberto Sordi che interpreta il marchese romano decaduto. "La proposta di Marchionne è un ricatto inaccettabile - sostiene Ferrero - Secondo lui, oltre a quanto già imposto a Pomigliano, i lavoratori dovrebbero accettare anche una dispensa dal rispetto degli obblighi di legge per la Fiat; poi sarà Marchionne medesimo a decidere cosa fare secondo il proprio insindacabile e inappellabile giudizio. Una posizione inaccettabile per un'azienda che sta in piedi grazie ai soldi pubblici".

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Commenti all'articolo

  • bimbomix

    07 Ottobre 2010 - 13:01

    Una debole speranza ci rallegra : anche la Fiom inizia a capire qualcosa e accetta di salvare il posto di lavoro a tanti italiani. Adesso bisogna lavorare sul PD che ancora stenta ad usare quella materia contenuta nella scatola cranica

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  • Fairchild

    06 Ottobre 2010 - 10:10

    tempo fa uscì qui su Libero una notizia: in Italia Marchionne era considerato il male e all'estero il salvatore. Io lo considero l'affamatore degli operai che ora lottano gli uni contro gli altri: una guerra tra poveri! Tra un po' gli stabilimenti italiani saranno smontati pezzo - pezzo e ricostruiti all'estero, così da incamerare più soldi possibili.

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  • Lamb

    06 Ottobre 2010 - 09:09

    e se qualcuno me la spiega mi fa un piacere. Produrre la Panda in Italia comporterà la chiusura dello stabilimento polacco oppure la produzione verrà mantenuta anche là?

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  • tizziocaio

    06 Ottobre 2010 - 09:09

    E' inutile l'Italia e' destinata ad andare allo sbando, non esiste coerenza e tantomeno regole giuste e soprattutto sicure, si fa tutto e il contrario di tutto, qualsiasi regola, qualsiasi accordo, qualsiasi di tutto dopo due secondi viene messo in discussione e non ha piu' valore.E' questo il problema che nessuno accetta di capire. Aggiuto poi che 100 persone 10.000 idee ,ma mai si decide per una line unica, ecco che l'instabilita' di tutto governa a gonfie vele.Accertato cio' chi mette soldi, chi rischia i soldi dei azionisti, sull'imponderabile e incertezze spesso di regole assurde? siamo sinceri tutti vogliono che altri rischiano i loro soldi ma mai i propi. E allora visto che in Italia (unica nazzione al mondo) non esiste certezza su niente e di niente, come fuggono i cervelli ecco che fuggono anche i capitali. Troppa becera politica, chi e' causa dei propi errori si arrangi. Finche' le regole (in tutte le cose) rimangono violabili, non si potra' costruire niente.

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