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La denuncia della Corte dei Conti: fisco troppo esoso

La bassa crescita economica sconsiglia l'introduzione di nuove tasse

La denuncia della Corte dei Conti: fisco troppo esoso

Se mai ce ne fosse stato bisogno, anche il presidente della Corte dei conti Luigi Giampaolino ha certificato nel corso di un'audizione alla Camera lo stato precario del fisco italiano.
Al termine del periodo di previsione della Decisione di finanza pubblica (Dfp), infatti, la Corte dei conti ha fotografato i risultati del documento di programmazione economica e finanziaria all'interno del quale vengono messe per iscritto tutte le politiche in materia fiscale, con i risultati auspicati.

"Il quadro economico evidenzia rischi di incompatibilità con gli obiettivi di finanza pubblica - ha esordito Giampaolino -. Si consideri che, pur nella buona congiuntura dello scorso semestre, l'economia italiana ha perso ulteriore terreno rispetto al resto dei maggiori paesi europei. Dalla fine della recessione, nel primo trimestre 2009, a oggi il Pil è cresciuto del 4% in Germania, del 2% nella media europea e solo dell'1% in Italia. Le stesse esportazioni, che hanno condotto la nostra economia fuori dalla crisi, sono cresciute complessivamente del 7%, a fronte del 16% della Germania e dell'oltre 10% della media europea".

Equilibri - Come riequilibrare quindi gli instabili conti italiani?
Vista la tassazione già alle stelle in Italia, è impensabile l'introduzione di nuove imposte.
"La pressione fiscale resta comunque molto elevata - ha proseguito Giampaolino -. La flessione delle entrate connessa alla bassa crescita del prodotto interno lordo richiede di concentrare la strategia di recupero del gettito su interventi di contrasto dell'evasione fiscale".
Recuperare il nero, quindi, ossia quel tesoretto su cui tutti i politici puntano durante la campagna elettorale.
"Ma questa è una strada non esente da rischi di insuccessi - spiega Giampaolino -. Intercettare i flussi è un'operazione difficile che, oltre ai tempi lunghi, rischia di sfociare in qualche battuta a vuoto".

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Commenti all'articolo

  • tizziocaio

    08 Ottobre 2010 - 16:04

    Dobbiamo tagliare del 90% gli stipendi alle varie caste, lobbi, bubblici e dirigenti, ecco che possiamo ridurre le tasse del 30& E RIPARTE SUBITO l'ECONOMIA nazionale...Troppo bello per essere vero..be.

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  • PICOS

    08 Ottobre 2010 - 14:02

    e poi tutti appassinatamente dicono : L'Italia va male e ha tanti debiti perche' c'e' evasione fiscale .................bella questa . nessuno nega che in Italia c'e' evasione fiscale , tra l'altro incentivata in modo direi quasi spontaneo dall'assurda tassazione, ma oltre a questo andatevi a leggere i dati veri degli ultimi quindici anni e vi accorgerete che lo stato Italiano ogni anno incassa in termini reali una cifra sempre piu' grande dai propri cittadini e ogni anno regolarmente cresce il DEBITO PUBBLICO. Ora non ci vuole un genio per capire che il problema non sono i cittadini , ma chi non e' in grado di gestire come si direbbe in passato , con la diligenza di un buon padre di famiglia i quattrini tanto faticosamente guadagnati dai sudditi e allegramente scialacquati e rubati in varie maniere da chi li amministra . e chi li amministra i nostri soldi ? quei mille e piu' pelagalline che stanno a Roma , un po al senato e un altro po' alla camera dei deputati , di destra , di sinis

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  • S.Winston

    08 Ottobre 2010 - 11:11

    No, lui al massimo vende solo fumo e false promesse......ad aumentare il debito pubblico però è bravo........gaspa hanno capito tutti che il periodo delle vacche grasse è finito...ora vediamo di farle dimagrire senza ucciderle.......

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  • leisenmario

    08 Ottobre 2010 - 11:11

    E ESATTAMENTE COSI,FINO AL GIORNO PRIMA CI DIRANNO CHE VA TUTTO BENE E IL GIORNO DOPO IMPROVVISAMENTE L'ITALIA FALLIRA PERCHE LA REALTA E QUESTA: OLTRE IL 50% DI TASSE DIRETTE,UN'ALTRO 35% DI TASSE INDIRETTE (60% SULLA BENZINA,SULLE BOLLETTE ENEL-GAS,TASSA SUI RIFIUTI,77,5% sULLE SIGARETTE ECC..) SU QUEL POCO CHE RIMANE SI DOVREBBE MANTENERE CASA,FAMIGLIA,FIGLI,MA ANCHE LI C'E IL 20% DI IVA CHE NON SI SCARICA PERCIO E UN'ALTRA TASSA DEL 20% SU QUEL POCO CHE RIMANE,FRA POCO DI TUTTO QUELLO CHE NOI LAVORATORI PRODUCIAMO CON IL NOSTRO LAVORO, IN MANO NON CI RESTERA PIU NIENTE.QUESTO E IL COSTO DELLA POLITICA E DEI PARTITI CHE STANNO LOTTANDO PER IL PROPRIO INTERESSE POLITICO FREGANDOSENE ALTAMENTE DEI GROSSI PROBLEMI ECONOMICI CHE STA ATTRAVERSANDO IL MONDO PRODUTTIVO DEL NOSTRO PAESE.

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