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Tremonti striglia banche e Occidente

Il ministro all'assemblea dell'Fmi. "Al posto delle imprese si sono salvati gli speculatori"

Tremonti striglia banche e Occidente
Torna a parlare della necessità di nuove regole e di una nuova etica finanziaria il ministro delle finanze Giulio Tremonti.
Al termine dei lavori del Fondo Monetario Internazionale, infatti, il rappresentante del governo italiano ha dato un nome e un cognome ai soggetti che hanno provocato la crisi internazionale del 2008 e che ora stanno minacciando di appesantire i conti pubblici nazionali.

"Il debito pubblico di diverse nazioni è salito per salvare le banche nel loro insieme - ha affermato Giulio Tremonti -. Sono tornati i bankers; speculatori a piede libero che rischiano di aggravare la situazione. Non parlo dei banchieri italiani, ma due anni fa o un anno fa a Istanbul le grandi banche d’affari erano molto low profile, mentre ora sono tornati i banchieri. Si è confuso tra ciclo economico e crisi, e nel gestire la crisi, scambiandola per un ciclo, si è fatta la scelta di salvare la speculazione che stava dentro le banche. Una strategia che non era stata adottata durante la crisi del '29, quando i soldi pubblici erano stati utilizzati per salvare le imprese".
Un concetto del resto ribadito in più occasioni dal ministro dell'Economia italiano, ultimo già in quei frenetici mesi estivi caratterizzati dal crollo della Grecia. Allora Tremonti sottolineò come la massa dei derivati speculativi fosse tornata a salire.

Guerra dei cambi - Come ribadito anche da Mario Draghi, nemmeno Giulio Tremonti alza i toni nei confronti della Cina e dei suoi interventi per tenere basse le quotazioni della sua valuta.
"Non sono mai stato critico sulla Cina, ma sulle posizioni messe in pista dall’occidente - ha affermato il ministro -. Sui tassi di cambio gli argomenti della Cina sono di assoluta onestà e forza perchè la loro crescita è fortissima ma in un contesto di criticità. L'errore invece è nostro, perché abbiamo accelerato la globalizzazione in modo folle".

Oltre a sparare a zero su quelle banche che non si limitano alla semplice gestione dei risparmi privati, Tremonti rivendica anche i meriti dell'economia italiana.
"In questa settimana si è parlato tanto di disoccupazione. A tal proposito il tasso di disoccupazione in Italia è sotto la media europea".
"Senza occupazione non può esserci ripresa, ma in Italia la disoccupazione non è uno dei fattori aggravanti", ha sottolineato il direttore generale del Tesoro, Vittorio Grilli.

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Commenti all'articolo

  • franziscus

    11 Ottobre 2010 - 15:03

    è in gamba ed è onesto. BRAVO !

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  • leisenmario

    11 Ottobre 2010 - 14:02

    INSISTO,NON C?ERA BISOGNO DI AIUTARE LE BANCHE ITALIANE,BISOGNAVA INVECE AIUTARE SUBITO LE IMPRESE CHE SONO QUELLE CHE PRODUCONO RICCHEZZA,RICCHEZZA CHE SERVE A MANTENERE TUTTO IL FABBISOGNO DELLO STATO.PURTROPPO NON E STATO FATTO NIENTE PER IL MONDO PRODUTTIVO,E ADESSO SIAMO IN CONDIZIONI ECONOMICHE DISASTROSE E NON CREDO CHE NE VERREMO FUORI,GUARDANDO SOPRATUTTO L'IRRESPONSABILITA DI TUTTA LA CLASSE POLITICA AFFACENDATA IN QUESTIONI PERSONALI DI POTERE.

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  • ercole.bravi

    11 Ottobre 2010 - 13:01

    il dopo Silvio? eccolo! se entrasse in balottaggio quale futuro capo del pdl, tremonti prenderebbe una marea di voti, per diversi semplici motivi. Al di là della antipatia che può generare nel sentirlo parlare (l'aria da professorino a volte rende il personaggio spocchioso e antipatico) non gli si possono negare due doti, che nel panorama poltico italiano è merce rara. 1) è preparatissimo, dal suo punto di vista si è prefissato dei programmi con tappe di avvicinamento e le sta raggiungendo al di là delle guerre interne ed esterne che gli sono state fatte; 2) dice più verità in faccia di quanto non facciano i politici ed i politicizzati per abitudine. Quante volte si sente raccontare una verità o mezza, soprattutto quando sono "forti e non sempre accettabili" come quelle che lui solitamente sa dire? Come personaggio, non è televisivo, ma di veline o simili ne abbiamo a iosa, ci serve un personaggio che per preparazione e carisma si sappia presentare pronto allo scopo attuale.

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  • bellanto

    11 Ottobre 2010 - 11:11

    tremonti non è mai stato un economista ...lo ha piu' volte ripetuto...anzi lui disprezza chi fa l'ecomista da studioso.Lui è un creativo e assieme al suo capo ha creato questa bell'economia.Infatti dal 2002 fra lui che ha governato l'economia per 6 anni e mezzo e padoa schioppa che invece economista è,hanno letteralmente impoverito questo paese.Non sono dati miei ma dell'istat e varie dichiarazioni a livello europeo, mondiale .Che voglio dire :che il paese è al collasso e questi continuano a dire che abbiamo superato la fase critica:gli americani che hanno un po' di economisti seri dicono che siamo ancora nei guai tutti.Ma i nostri fanno finta di non accorgersi,vantano traguardi e gli italiani non arrivano alla seconda settimana.E non sono esclusi i sindacati!Rimedi??? Forse un po' di sana economia liberale( escludendo berlusconi tremonti bersani ecc che liberali NON SONO)...e riforme.

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