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Bce tiepida: "La ripresa sarà moderata". L'Italia arranca

L'istituto di Francoforte chiede "riforme pluriennali credibili per il riequilibrio dei conti pubblici"

Bce tiepida: "La ripresa sarà moderata". L'Italia arranca
La ripresa sarà lenta ma costante. E' quanto previsto nell'ultimo bollettino mensile. Da Francoforte sostengono che nonostante una continua incertezza, la domanda sostenuta anche dall'orientamento della politica monetaria della Bce dovrebbe tuttavia aumentare. I rischi sono lievamente rivolti verso il basso, determinati solo da possibili aumenti del petrolio e politiche protezionistiche dei paesi fuori eurozone oltre che a una non omogenea correzione degli squilibri dei conti pubblici mondiali.

Urgente bisogno di riforme -
"Necessaria attuazione di riforme strutturali di ampia portata è essenziale per migliorare le prospettive di una crescita sostenibile". "Profonde riforme risultano particolarmente necessarie nei paesi che in passato hanno subito una perdita di competitività o che al momento soffrono di disavanzi nei conti pubblici e disavanzi esterni elevati - ribadisce Francoforte - Eliminare le rigidità del mercato del lavoro e potenziare la crescita della produttività favorirebbero ulteriormente il processo di aggiustamento di tali economie".

L'industria italiana - Il sistema è in ritardo nel recupero della propria capacità produttiva rispetto alla media dell’eurozona. Il tasso di utilizzo della capacità nel settore manifatturiero dell’area pari era pari al 77% nel luglio 2010, un livello superiore dell’8% al minimo toccato un anno prima (avendo recuperato circa metà della flessione fra massimo e minimo) - spiega Francoforte - Malgrado questa marcata ripresa, il grado di utilizzo della capacità resta al di sotto della sua media di lungo periodo dell’81%.   Si tratta però di una media - avverte la Bce - in quanto paesi come la Germania o il Belgio presentavano tassi di impiego della capacità superiori o abbastanza vicini alle rispettive medie storiche; Spagna e Italia, al contrario, hanno recuperato finora soltanto un terzo circa della flessione massimo-minimo.
L’Italia arranca, assieme alla Spagna sul recupero di utilizzo delle capacità produttive nell’industria rispetto alle cadute causate dalla crisi globale:due paesi che risultano indietro rispetto al sentiero finora compiuto in media nell’area euro.

Inflazione -  Il lieve aumento dell’inflazione al quale si è assistito a settembre nell’eurozona è legato soprattutto all’aumento dei prezzi dell’energia, e i prezzi resteranno su questi livelli nei mesi a venire, per poi ridursi nuovamente nel 2011.

Politica monetaria europea - "Le misure non convenzionali adottate dalla Bce in risposta alle acute tensioni nei mercati finanziari, che sono di natura temporanea, saranno gradualmente rimosse in linea con il miglioramento dei mercati finanziari e dell’attività economica". In un lungo articolo dedicato alla crisi finanziaria, Jean-Claud Trichet presidente della Bce (nella foto) spiega come la banca ha dimostrato la capacità di reagire con prontezza, flessibilità e decisione alle tensioni sui mercati. "Nel complesso, la risposta della Bce ha sostenuto l'intermediazione finanziaria - continua il presidente -  nell’area dell’euro salvaguardando il rifinanziamento delle banche solvibili e ripristinando la fiducia tra gli operatori dei mercati finanziari - prosegue l'Eurotower - A sua volta, il successo nel preservare la sostenibilità del sistema bancario e di segmenti importanti dei mercati finanziari è servito a mantenere la disponibilità di credito per famiglie e imprese a tassi accessibili nonchè, in definitiva, a preservare la stabilità dei prezzi". La Banca centrale europea ribadisce di essere orientata alla "graduale rimozione" delle varie misure non convenzionali adottate nei mesi passati per contrastare le varie fasi della crisi finanziaria ed economica; ma con una rilevante precisazione: "saranno gradualmente rimosse in linea con il miglioramento dei mercati finanziari e dell’attività economica".

Riequilibrio dei conti pubblici per alcuni paesei dell'eurozone - "E' necessario intraprendere un’azione correttiva che sia immediata, ambiziosa e convincente".   "Occorrono piani di risanamento pluriennali credibili, che rafforzeranno la fiducia dei cittadini nella capacità dei governi di restituire sostenibilità alle finanze pubbliche, ridurranno i premi al rischio nei tassi di interesse e quindi favoriranno la crescita durevole nel medio periodo - si legge ancora nel bollettino - In tutti i paesi dell’area euro i bilanci per il 2011 devono riflettere l’impegno a conseguire un risanamento fiscale ambizioso in linea con gli obblighi da loro assunti nel quadro della procedura per i disavanzi eccessivi".  "Ogni evoluzione positiva nelle finanze pubbliche, che possa verificarsi sulla scorta di fattori quale un contesto economico più favorevole delle attese - conclude Francoforte - dovrebbe essere sfruttata per accelerare il processo di riequilibrio dei conti".
 
Occupazione - "Non aumenta, ma almeno ha smesso di calare dell'area dell'euro". E intravedendo un possibile futuro aumento della domanda di lavoro, nel suo ultimo bollettino mensile la Banca centrale europea guarda al bicchiere mezzo pieno, parlando di "un miglioramento rispetto alla forte contrazione dell’occupazione registrata nel 2009". Inoltre "gli indicatori delle indagini sono migliorati, suggerendo un’ulteriore stabilizzazione della disoccupazione nell’area nei mesi a venire. La nuova serie sul tasso degli impieghi disponibili sembra indicare altresì, in una certa misura, un aumento della domanda di lavoro - si legge - con un lieve rialzo del tasso negli ultimi quattro trimestri consecutivi".
 Al momento comunque questo potenziale aumento della domanda di lavoro non ha sortito effetti sul tasso di disoccupazione, che resta inchiodato al massimo dal lancio dell’euro, il 10,1 per cento registrato anche ad agosto nella media dell’Unione valutaria.















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Commenti all'articolo

  • frabelli

    14 Ottobre 2010 - 15:03

    Perché ogni settimana se non meno, le stie cambiano. Prima le cose non vanno, poi vanno, poi vanno così così, poi vanno a gonfie vele. Se questo è quello che l'Europa ci propina ogni volta, non c'è da stare allegri, meglio lasciar perdere ogni annuncio ufficiale e non. Ma chi c'è in Europa di così stupido a comandare?

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  • roberto19

    roberto19

    14 Ottobre 2010 - 13:01

    La Bce non si preoccupi: siamo specialisti dell'arrancamento!!

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