Cerca

Dl anticrisi, via libera del Cdm

Bonus famiglia e tetto ai mutui

Dl anticrisi, via libera del Cdm
Il Consiglio dei ministri ha dato l'ok alle misure per contrastare la crisi ecomomica. In tutto gli articoli sono 35 (36 dei quali uno stralciato, il 33): si va dal bonus per le famiglie numerose (tetto massimo di reddito confermato a 22mila euro) fino al blocco delle tariffe. Quattro i titoli di sostanza: sostegno alle famiglie, sostegno all'economia, ridisegno in funzione anticrisi del quadro strategico nazionale: protezione del capitale umano e domanda pubblica accelerata per grandi e piccole infrastrutture con priorità per l'edilizia scolastica, servizi pubblici. Il quinto titolo parla delle disposizioni finanziarie. Il bonus straordinario per famiglie, lavoratori, pensionati e non autosufficienti riguarderà poco meno di 8 milioni di persone, per un importo complessivo poco inferiore ai 2,4 miliardi di euro. La nuova norma - è scritto nella tabella - riguarderà 7.999.153 famiglie, per complessivi 2.398,9 milioni di euro. Ai 3.546.914 pensionati con famiglie monocomponenti con redditi fino a 15.000 saranno attribuiti 709,3 milioni del bonus. Ai 4.363.865 nuclei familiari di pensionati e lavoratori dipendenti fino a 22.000 euro andranno invece complessivi 1.601,2 milioni di euro. Alle 88.374 famiglie con componenti portatori di handicap fino a 35.000 euro di reddito a andranno 1.000 euro fisse a testa, per complessivi 88.374.000
Dal 1 gennaio 2009 le famiglie economicamente svantaggiate, che godono delle tariffe agevolate per la fornitura di energia elettrica, avranno anche diritto alla compensazione della spesa per la fornitura di gas naturale. La compensazione della spesa differenziata per aree climatiche ed in base al numero dei componenti della famiglia determinerà una riduzione della spesa al netto delle imposte dell'utente tipo indicativamente del 15%.
Per quanto riguarda i mutui, sulla prima casa in essere "il tasso variabile non potrà superare per il privato il 4%. Se supera il 4% il governo interviene e si accolla il debito differenziale". A spiegare la misura è il ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Per i mutui futuri, "da qui in avanti il tasso base di riferimento è il tasso di sconto della Bce", spiega il minsitro. Quindi "ci sarà una base trasparente e sicura. Introduciamo due diritti che non sono delle convenzioni graziose: non passare sopra al 4% per vecchi mutui e il diritto a trattare i nuovi mutui sulla base dei tassi ufficiali di sconto. Noi diamo per scontato che il tasso di interesse debba scendere".
In questa situazione di crisi "il nostro governo è stato il primo nel mondo a trovare e indicare la strada di un sostegno al sistema delle banche", si è gongolato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, al termine del cdm che ha varato il pacchetto anticrisi, ribadendo che la strada seguita dall'esecutivo italiano è stata poi seguita da altri paesi nel mondo: "Oggi con questo provvedimento ci sono 80 miliardi di mezzi che passano dalla cassa pubblica all'economia privata", ha poi spiegato il Cavaliere, annunciando che, per la prossima settimana, sarà convocata il Cipe per l'assegnazione di 16,6 miliardi per infrastrutture.
Il premier ha poi ricordato che "di fronte a questa crisi siamo intervenuti. Le imprese sono nelle condizioni di poter lavorare. I cittadini e i consumatori sono nella possibilità di non cambiare stili di vita e abitudini. Siamo intervenuti infatti a favore delle famiglie, soprattutto quelle più bisognose. Abbiamo presentato misure a sostegno del ceto medio". E lancia un invito all'opposizione: "Visto che abbiamo l'appuntamento alle prossime elezioni fra quattro anni e mezzo, il mio invito è che si cerchi di non essere sempre in campagna elettorale e ci si metta tutti insieme, se possibile, per dare una mano e guardare come stella polare all'interesse di tutti".

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • angelo.Mandara

    06 Dicembre 2008 - 12:12

    La filosofia racchiusa nel certificato ISEE parrebbe pari a quella esistente nel vecchio paniere ISTAT...con merce anteguerra e quindi anacronistica...tant'è che si decisero ad aggiornarlo. Ora mi chiedo, se nel certificato ISEE una persona NON fosse proprietaria di alcun alloggio, ma avesse un reddito di 6.200 €,...non dovrebbe forse rientrare di diritto nei parametri ISEE ?? Il poter possedere un'auto, per un reddito di 6.000 € è un qualcosa di impossibile, un vero lusso, non tanto per l'auto in sè...sull'"usato" se ne possono comprare anche con 3/400 €, ma per il suo "mantenimento", con quel reddito. Insomma...ISEE...ipotesi matematica ed economica assurda...da mondo dei sogni !!! Per cui l'applicazione del criterio ISEE abbinato alla Carta sociale (mi paiono due negatività, come criterio applicato) la vedrei come una aberrazione socio-economica, non degna di questo Governo che stava dando segnali di rinnovamento statale, almeno che lo stesso Governo non voglia dare, con la Carta, presenza materiale di caritatevole assistenza. Ed inoltre...per rispondere al Premier..a questo punto vorrei capire se l'Italia deve fare la formica o la cicala ?? Saluti. Angelo Mandara

    Report

    Rispondi

  • luccardi

    01 Dicembre 2008 - 12:12

    perchè i beneficiari dovrebbero vergognarsi, chi beneficia una casa popolare a canone sociale mica si vergogna.Si vergognino quelli della carta stampata che sono mantenuti anche del contribugto derlle vecchiette indigenti!!!!!

    Report

    Rispondi

  • GBalsamo

    28 Novembre 2008 - 17:05

    e i fissi?????????????

    Report

    Rispondi

blog