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Ue, Tremonti: "Habemus novum pactum"

Accordo a Lussemburgo sulla stabilità europea: "Buon testo con formule gestibili da Governo italiano, ma manteniamo rigore"

Ue, Tremonti: "Habemus novum pactum"
Con una solenne frase in latino il ministro dell'Economia italiano Giulio Tremonti ha confermato la firma alla riforma del patto di stabilità e crescita nell'Unione Europea. "Habemus novum pactum", ha annunciato Tremonti nel corso della conferenza stampa organizzata al termine della riunione dei ministri finanziari europei, svoltasi a Lussemburgo. Sono stati dunque sciolti i nodi sui due punti principali: i criteri da adottare per garantire la correzione del debito e la scelta di chi dovrà applicare le sanzioni, con le relative modalità. Tremonti ha poi proseguito che, "per il disappunto dei giornalisti italiani", la revisione non prevede le rigidità automatiche di cui si parlava prima dell’incontro lussemburghese, ma ad ogni modo l'Italia dovrà "mantenere il rigore": "E' un buon testo - ha spiegato il titolare del Dicastero economico - con formule flessibili, ragionevoli e gestibili da parte del Governo italiano". Tremonti garantisce che sul fronte del debito il nuovo patto non provoca preoccupazioni al nostro Paese: "Sarà oggetto di future e non probabili considerazioni", assicura. Il Ministro ha poi detto che "è finito il lavoro tecnico-politico, ora la questione passa al lavoro politico che toccherà ai capi di Governo. Comunque siamo tutti concordi, si tratta di un buon testo che potrà essere migliorato".
In conclusione Giulio Tremonti ha sottolineato che "non c'è nessuna richiesta italiana accolta perchè ciò che è stato siglato raccoglie il consenso di tutti. Non c'è stata richiesta italiana di dilazione - ha dunque precisato - non c'è stata richiesta italiana di estensione di fattori rilevanti. Ci riconosciamo nel testo, la posizione italiana è perfettamente coerente con questo testo e la nostra impressione è che c'è un grande grado di flessibilità".

Come ha poi spiegato il direttore generale del Tesoro Vittorio Grilli, si tratta di un accordo di massima in cui le sanzioni per i Paesi che non rispettano i termini del patto saranno proposte dalla Commissione Ue, ma potranno essere bloccate da una maggioranza qualificata dei governi. Per quanto riguarda il debito, prosegue Grilli, "si valuterà una pluralità di fattori", come il tempo, la valuta, le politiche in corso, e sarà considerato anche il peso di quello privato, ma i dettagli saranno definiti in seguito. Aumenteranno - secondo il dg - i meccanismi di monitoraggio sulle politiche di bilancio degli Stati ma anche la stabilità macroeconomica, in sostanza la competitività di un Paese. E anche qui le sanzioni - conclude Grilli - saranno possibili in caso di scarso attivismo".
La prossima settimana i Capi di Governo si riuniranno a Bruxelles: a loro spetterà discutere ed eventualmente controfirmare la riforma.

Il ministro dell'Economia di Parigi Christine Lagarde aveva invitato i giornalisti a giudicare il risultato del vertice "in termini generali", evitando ogni possibile forma di puntigliosità. Il presidente Ue Herman Van Rompuy aveva preparato un documento di 21 pagine con due possibili opzioni sulle sanzioni: "scatteranno - si leggeva - se uno Stato anche con un deficit al di sotto del 3% del Pil devia significativamente dal percorso di aggiustamento previsto e non corregge tale deviazione".
Nel corso delle ultime ore si era parlato di un possibile ammorbidimento della Germania sul ruolo dell'Ecofin: al momento, secondo Berlino, il Consiglio Economia e Finanza dei 27 Stati Ue deve avere un ruolo chiaro nelle decisioni finali sulle sanzioni contro i Paesi che non rispettano i consigli dell'Europa sui conti pubblici.

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Commenti all'articolo

  • ladyalgy

    19 Ottobre 2010 - 09:09

    ma di quale risparmio privato parlano???? ahhhhhhhhhhhhhhh si forse di quello del 10% della popolazione che detiene il 90% del capitale...........

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  • imahfu

    18 Ottobre 2010 - 23:11

    Ma il pactum non é frase solenne, é semplice delusione. Nel conteggio del debito si terrà conto del risparmio privato ma é poca cosa di fronte all'enormità del nostro debito e del suo rapporto col PIL. Intanto Germania e Francia stabiliscono (l'Italia non é stata neppure chiamata) che ci saranno sanzioni a deficit eccessivi (e noi lì siamo). Tremonti sforni pure frasi solenni (il latino non dà solennità a meno di non legarlo mentalmente alla romana ecclesia, accostamento un pò azzardato), ma l'Italia é ai margini estremi delle decisioni e le sanzioni peseranno. Tagli su tagli ma la situazione non migliora, anzi. Da temere é la questione sociale che Sacconi ignora per imperare e dividere il sindacato (con Bonanni cui arrivano a centinaia le tessere stracciate dai suoi aderenti). Strano governo: il Ministro del Lavoro contro i lavoratori, quello dell'Istruzione contro gli insegnanti, Bondi contro la cultura, quella dell'Ambiente alla migliore delle ipotesi tace, ecc..

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  • occhio

    18 Ottobre 2010 - 21:09

    Sarebbe meglio se facesse meno citazioni e piu' fatti vista la nostra situazione

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  • rasellaguido

    18 Ottobre 2010 - 21:09

    Anca perchè senza "Regiur" sii nagot e nissugn !

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