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Pubblica amministrazione, l'Ue approva la direttiva per i pagamenti

Basta ritardi: gli enti dovranno pagare le imprese fornitrici entro 30 giorni e regolare le fatture entro 60

Pubblica amministrazione, l'Ue approva la direttiva per i pagamenti
Il Parlamento europeo ha dato il via libera a nuove norme per limitare i ritardi di pagamento delle pubbliche amministrazioni nei confronti dei fornitori. La corte di Strasburgo ha stabilito che gli enti pubblici saranno tenuti a pagare entro 30 giorni (60 in casi "eccezionali") i servizi o i beni acquistati. Se ciò non accadrà dovranno pagare interessi di mora al tasso dell’8%.

Le imprese, inoltre, devono regolare le fatture entro 60 giorni, a meno che non abbiano espressamente concordato altrimenti e che ciò non costituisca una condizione manifestamente iniqua. La norma prevede poi che alle imprese venga conferito il diritto automatico di esigere il pagamento degli interessi di mora e di ottenere un importo fisso minimo di 40 euro a titolo di indennizzo dei costi di recupero del credito. Potranno comunque esigere anche il rimborso di tutti i costi ragionevoli incorsi a tal fine. E' stato reso più facile per le imprese contestare in tribunale termini e pratiche manifestamente iniqui.   Il Parlamento ha poi stabilito che vi siano maggiore trasparenza ed un’accresciuta sensibilizzazione del pubblico: gli stati membri saranno tenuti a pubblicare i tassi applicabili agli interessi di mora in modo che siano più accessibili per le imprese. Gli Stati membri dovranno inoltre essere incoraggiati a redigere codici di prontezza dei pagamenti, e avranno la facoltà di mantenere o porre in vigore leggi e regolamenti contenenti disposizioni più favorevoli ai creditori di quelle stabilite dalla direttiva. La direttiva andrà ora recepita negli ordinamenti nazionali entro 24 mesi dalla sua adozione.

Commenti - Le nuove disposizioni in materia di pagamenti trovano il favore del vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani, responsabile per imprese e industria, che ha espresso grande soddisfazione: "Il lavoro va retribuito tempestivamente - ha detto - . Questo è un principio fondamentale di correttezza, che però svolge anche un ruolo d’importanza cruciale ai fini della solidità di un’impresa, delle sue disponibilità finanziarie e del suo accesso a credito e finanziamenti. Di conseguenza - ha concluso - la nuova direttiva gioverà all’intera economia europea".  La presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia ha dichiarato: "Ringrazio il Parlamento europeo e, in modo particolare, il vice-presidente Antonio Tajani, responsabile del dossier a nome della commissione europea, per l’impegno e la caparbietà, con cui sono riusciti a raggiungere un accordo, non scontato, con il Consiglio su questo testo. Un deciso passo in avanti rispetto alla Direttiva attualmente in vigore. La nuova normativa permetterà, una volta recepita, di migliorare sensibilmente i tempi nei pagamenti, soprattutto da parte della pubblica amministrazione. Ciò sarà di grande aiuto alle imprese e, in particolare, alle PMI che potranno contare su un flusso di cassa sicuro e prevedibile, con ricadute positive sugli investimenti. L'accordo ratificato oggi dal Parlamento europeo costituisce, quindi, un sostegno concreto alla competitività delle imprese".

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Commenti all'articolo

  • Odescalchi

    24 Ottobre 2010 - 14:02

    Attendo la messa in pratica con grande interesse. Molte imprese Italiane pagano i fornitori con tempi assurdi, ricordo che tra gli indici di solidità finanziaria di una impresa è compresa la puntualità nei pagamenti.Qualche giovane venditore si ricordi che lavendita è finita quando s'incassano i soldi. Casi come Parmalat non sarebbero accaduti se fosse stata rispettata questa semplice regola.

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  • Joe1957

    21 Ottobre 2010 - 11:11

    fallire per colpa di chi trae beneficio solo se sei vivo è assurdo... speriamo che venga messa in atto davvero..

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  • ubik

    21 Ottobre 2010 - 10:10

    Gli enti dovrebbero smettere di sprecare denaro pubblico, altro che basta ritardi...

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