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Draghi, ripresa con rischi

Il governatore al G20: l'economia mondiale sta uscendo dalla crisi ma è molto debole. Approvata riforma Fmi

Draghi, ripresa con rischi
Al G20 finanza che si sta svolgendo a Gyeongju, nella Corea del Sud, Mario Draghi, governatore della Banca d'Italia, ha parlato della crisi. "La ripresa economica mondiale c'e' ma e' piu' modesta e piu' debole che in altre occasioni ed e' esposta a rischi che dobbiamo affrontare". Draghi citato tra i rischi la fragilità nel settore finanziario, il persistere degli squilibri globali e la necessità di andare avanti sul terreno della sostenibilità fiscale. Possibili pericoli  arrivano anche dal mantenimento di tassi di interesse ai minimi per un tempo troppo prolungato, dal risvegliarsi del protezionismo e dai flussi di capitale straordinari verso i Paesi emergenti. Gli Stati riuniti al G20, infatti, hanno raggiunto un accordo per aumentare la presenza delle nazioni in ascesa a discapito di quelle europee nella governance del Fondo monetario internazionale (Fmi). L'Italia manterrà il suo seggio nel consiglio dell'istituzione a Washington, pur limando la sua quota nel capitale. La riforma prevede che le economie avanzate cedano pià del 6% delle quote del capitale dell'organismo ai paesi emergenti che in questo modo rafforzano la loro posizione, riflettendo i cambiamenti dell'economia degli ultimi anni. Gli Stati membri conservano una quota sufficiente a esercitare il diritto di veto. La Cina diventa così la terza maggior azionista dopo Usa e Giappone, scavalcando la Germania.

Documento conclusivo - Al momento, non è passato il piano di riequilibrio delle partite correnti proposto dagli Usa attraverso il segretario al Tesoro Tim Geithner che ha ipotizzato un tetto al surplus o al deficit rispetto al Pil del 4% entro il 2015. Si parla comunque di "perseguire l'intera serie di politiche in grado di ridurre gli squilibri eccessivi e di mantenere gli squilibri delel partite correnti a livelli sostenibili".
Il G20 finanza chiede, nel comunicato finale, che "il sistema dei tassi di cambio rifletta i fondamentali economici" dei Paesi e "invita a evitare la svalutazione competitiva delle valute".

In attesa di Seul - Il G20 finanza ha dato il via libera alle nuove norme per il sistema finanziario, già proposte dal Financial Stability Board (Fsb) e dal Comitato di Basilea. L'approvazione finale sarà a metà novembre durante l'incontro dei capi di Stato e di governo di Seul, sempre in Corea del Sud.

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Commenti all'articolo

  • idleproc

    23 Ottobre 2010 - 13:01

    Detto in soldoni: alla crisi occidentale pluridecennale di sovrapproduzione e di riduzione dei tassi di profitto, si è cercato di rispondere prima coll'allargamento del debito pubblico e del credito per stimolare una crescita fasulla e poi con la liberalizzazione senza controllo dei mercati. Gli unici che ci hanno guadagnato sono le multinazionali e chi ha giocato sullo scambio ineguale. I sovraprofitti accumulati non hanno trovato sbocchi nella produzione in quanto i mercati "emergenti" per la bassissima remunerazione della manodopera in condizioni dli lavoro schiavistiche non hanno un mercato interno sufficiente per fornire uno sbocco. La fuga e concentrazione del capitale nei profitti fasulli della finanza ne è una conseguenza. L'unico modo per uscirne è di costringere a livello globale ad aumentare reddito e protezione del lavoro nei paesi "emergenti". Non vi devono essere eccessive differenze nel costo dell'ora di lavoro. Seguendo la logica attuale finiremo tutti a lavorare gratis

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