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Cgia Mestre: "Lo Stato ha dato alla Fiat 7,6 miliardi di euro"

E' la somma erogata dal 1977 al 2009 con finanziamenti, cassa integrazione e incentivi

Cgia Mestre: "Lo Stato ha dato alla Fiat 7,6 miliardi di euro"
Sette miliardi e seicento mila euro: è questa la cifra che lo Stato italiano, tramite finanziamenti,  ha erogato alla Fiat tra il 1977 e il 2009. Il dato proviene da Giuseppe Bortolussi, segretario degli artigiani e dei piccoli imprenditori della Cgia di Mestre, che ha quindi fornito il dato dei soldi pubblici finiti a Torino nel corso degli ultimi 33 anni. Si tratta di "una cifra importante - spiega Bortolussi - che ha toccato la dimensione economica più rilevante negli anni '80. In questo periodo di profonda ristrutturazione di tutto il settore automobilistico mondiale, la casa torinese ha ricevuto dallo Stato italiano oltre 5,1 mld di euro. A fronte di questi dati - afferma il segretario - le affermazioni fatte nei giorni scorsi dal dottor Marchionne mi sembrano quanto meno ingenerose".

Bortolussi prosegue fornendo numeri più dettagliati: dal 1990 in poi, 1,279 miliardi di euro sono stati investiti per la costruzione degli impianti di Melfi e Pratola Serra. Altri 272,7 milioni sono stati utilizzati per ristrutturare gli impianti di Melfi e Foggia tra il 1997 e il 2003. Lo Stato ha inoltre "coperto" gli incentivi alla rottamazione con 465 milioni di euro. Trattasi sempre di fondi statali, pubblici. "In questa analisi - conclude Bortolussi - non abbiamo tenuto conto dell’importo sostenuto per l’erogazione degli ammortizzatori sociali. Tra il 1991 e il 2002 la spesa è stata pari a 1,15 mld di euro. Un’entità, che è bene ricordare, è stata sostenuta anche dalla Fiat e dai suoi dipendenti".

Tutte le voci, complessivamente, convogliano nei 7,6 miliardi di euro che lo Stato ha "girato" al Lingotto. Dopo le polemiche tra Marchionne e Fini, dunque, parlano i numeri.

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Commenti all'articolo

  • ulisse di bartolomei

    17 Novembre 2010 - 21:09

    Frode brevettale da Fiat. La tecnologia ibrida doppia frizione con motore elettrico nel mezzo è stata “mutuata” da un brevetto che la Fiat non ha mai voluto acquistare, ma soltanto spudoratamente copiare. Invito e visitare il mio blog dove “vitalità” e disinvoltura dei progettisti Fiat appaiono in piena evidenza: http://propulsoreibridosimbiotico.blogspot.com/ Chiunque abbia a cuore una onesta etica industriale in difesa della proprietà intellettuale conosca la storia raccontata nel mio blog. Se le industrie possono permettersi impunemente di copiare le idee, in quanto per difenderle occorrono cause costosissime, a cosa servono i brevetti? Come possono i nostri giovani trovare coraggio intellettuale se i potentati economici schiacciano i diritti dei singoli? Se vi accingete a richiedere un brevetto oppure proporlo ad un’azienda, la mia esperienza con la Fiat può esservi utile per muovervi con migliore circospezione. Ulisse Di Bartolomei

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  • nicola.guastamacchiatin.it

    27 Ottobre 2010 - 15:03

    La globalizzazione,tanta decantata da certa sinistra Bertinottiana, ha incominciato a dare i suoi frutti. Il Capitalismo speculatistico ha capito che spostare una fabbrica da un posto all'altro del globo dove, per carenze culturali ed economiche, la mano d'0pera la paghi quattro euro, il gioco è fatto,spostiamo la fabbrica e i guadagni decuplicano. A questo punto, uno Stato serio ha il dovere di denunciare questo tipo di speculkazione e di non premiare oltre questa fabbrica che ha avuto dall'Italia con denaro del popolo, molti bernefici economici. Pari tempo, la gran massa di lavoratori di questo mondo deve sentire l'obbliigo e non il dovere, di rivedere l'eterno binomio di rispetto dovuto tra lavoro e capitale. Le Organizzazioni Sindacali Mondiali sono teenute a riunirsi e studiiare nuove forme di lotta che prevedono la difesa dei lavoratori in quallsiasi latitudine e longitudine di questo Pianeta Terra ove lavorano. Lavoratori di tutto il mondo unitevi.

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  • Giumaz

    27 Ottobre 2010 - 10:10

    Modifica da apportare al Vs. sondaggio on line: Considerato quanto ci è costata la Fiat in questi anni, l'Italia senza la Fiat avrebbe potuto stare meglio. Niente catorci in circolazione, nessun membro della famiglia a riempire inutili pagine di cronaca. Siete d'accordo? Sarebbe interessante leggere i risultati

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  • carlettomazzone

    27 Ottobre 2010 - 09:09

    Non mi risulta che fiat abbia ricevuto aiuti statali da quando alla guida c'è marchionne. Non può certo essere considerato responsabile delle gestioni precedenti: chi si lamenta di decenni di assistenzialismo alla fiat farebbe meglio a rivolgersi ai politici che li hanno decisi, sapendo di buttare soldi.

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