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Venerdì nero a Piazza Affari

Milano perde 18 miliardi

Venerdì nero a Piazza Affari
Il taglio dei tassi da parte della Bce non ha salvato le Borse europee dall’ennesimo tracollo. Colpa dei dati di novembre sui disoccupati americani che hanno fatto registrare la flessione più ampia dal 1974. Drammatico il bilancio finale: l’ultimo venerdì nero ha spazzato via dai listini del Vecchio Continente quasi 180 miliardi di euro di capitalizzazione. A Milano sono stati persi 17,9 miliardi tornando sui minimi del 1997.
I mercati vedono così confermati i timori che la recessione economica sia in fase di peggioramento, con le banche centrali decise a tagliare il costo del denaro, così come ha fatto giovedì Trichet e come farà a metà mese la Federal Reserve di Bernanke, ma senza evidenti benefici sui mercati finanziari. In pesante calo tutti gli indici di settore: il peggiore è stato quello petrolifero, il cui Stoxx di riferimento ha segnato -8,3% a causa dei nuovi ribassi del prezzo del greggio, con il Brent sceso sotto i 40 dollari al barile. E’ la prima volta dal 6 gennaio del 2005 che il greggio scende sotto questa soglia.
A Wall Street, intorno alle 17 di venerdì, il Dow Jones perdeva il 2,14%, mentre il Nasdaq mostrava una flessione di 25,76 punti (-1,78%) e lo S&P 500 arretrava di 17,83 punti (-2,11%), a quota 827,39 punti. Pesanti le ripercussioni sulle Piazze del Vecchio Continente. A Piazza Affari, che ha vissuto un venerdì nerissimo, il Mibtel ha perso il 4,74% toccando i minimi dal 1997 mentre l’S&P Mib ha lasciato sul terreno il 4,99 per cento.

Camilla Conti su Libero Mercato di sabato

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