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Il lavoro familiare è a carico delle donne

Dati ufficiali dell'Istat. A settembre crolla la produzione di automobili, ripresa nell'industria

Il lavoro familiare è a carico delle donne
Le donne devono "sobbarcarsi" la maggior parte del lavoro familiare. Lo ha comunicato ufficialmente l'Istat, che ha anche fornito delle cifre riferite al biennio 2008-2009: il 76,2% dei compiti familiari è a carico del "gentil sesso". Secondo l'Istituto di statistica "persiste dunque una forte disuguaglianza di genere nella divisione del carico di lavoro familiare tra i partner". I livelli sono più bassi al Nord, mentre crescono nel Meridione. L'indice scende sotto il 70% solo nelle coppie settentrionali in cui lei lavora e non ci sono figli, e nelle coppie in cui la donna è una lavoratrice laureata.
In un giorno medio settimanale, quasi il 99% delle donne che vivono in coppia si occupa del lavoro familiare, mentre il 24,1% degli uomini non vi dedica nemmeno 10 minuti (e la percentuale sale ulteriormente al 31% se la donna non è occupata). Le attività di pulizia della casa impegnano l'82,7% delle occupate, mentre tra le non occupate la quota sale al 94,8%. Il cucinare è compito delle occupate nel 90,5% dei casi, e delle non occupate nel 97,8%. Curiosamente il dato "crolla" quando si parla di lavare e stirare: lo fa il 35,7% delle occupate e il 49,2% delle non occupate. Il 41,7% degli uomini cucina, il 31,4% pulisce la propria casa, il 29,9% fa la spesa, il 26,6% apparecchia e riordina la cucina. Quasi nessun uomo, invece, lava e stira i panni.

Produzione di automobili - Forte calo della produzione di automobili nel mese di settembre. Secondo l'Istat, che ha fornito i dati, la produzione di autoveicoli è diminuita dell'8,3% rispetto ad un anno prima (secondo i dati corretti per gli effetti di calendario). Nei primi nove mesi dell'anno, invece, c'è stata una crescita del 3,9% nel confronto con lo stesso periodo tra gennaio e settembre del 2009.
I dati grezzi, conclude l'Istat, indicano un andamento analogo, con un -8,2% su base a settembre e un +4% nei primi nove mesi dell'anno in confronto allo stesso periodo del 2009.

Produzione industriale - La produzione industriale, nel terzo trimestre, ha segnato un aumento dell'1,3% rispetto al trimestre precedente (dato destagionalizzato). Nei primi nove mesi dell'anno la produzione, su dati corretti per gli effetti di calendario, è cresciuta del 5,7% rispetto allo stesso periodo del 2009.

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Commenti all'articolo

  • vartox

    17 Aprile 2011 - 17:05

    Una domanda: ma di quali donne stiamo parlando? Di quale epoca? Di quale generazione? No, perché a me non risulta che le ragazze e le donne più giovani si ammazzino di lavoro in casa... Detto questo, vorrei chiedervi: e il lavoro maschile? Niente? Perché non se ne parla mai come si deve? Sempre e solo denigrazione a go go? Faccio notare a tutti/e voi, che le case nelle quali anche le donne vivono, le scuole dove studiano, gli uffici dove lavorano, le strade, i ponti, le gallerie, etc, dove le suddette viaggiano in automobile e quant'altro (invenzioni maschili), gliele costruiscono gli uomini, i quali, non a caso, sono circa il 98% dei morti sul posto di lavoro. Infatti, chi è che nella quasi totalità dei casi svolge i mestieri più pesanti, nocivi e pericolosi? Ovviamente gli uomini. Ma questo non viene mai sottolineato, in nome del politicamente corretto femminil/femminista.

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  • tizziocaio

    10 Novembre 2010 - 16:04

    Le povere illuse delle donne italiane pensavano di "realizzarsi". E non si sono ancora accorte che si sono schiavizzate da sole per il troppo pretendere. Cosa pensano....di trovare il trullo che stia a casa a fare il servo alle stronzette che senza cervello pensano che la vita sia solo quella di divertimento, serate, vestiti, macchia apparente che non sanno guidare, ecc.ecc. Povere illuse!!!!!! e non sapete quanto cara pagherete questo vostro egoismo. Le donne di una volta avevano forse poca istruzione, ma avevano grande intelligenza senso di responsabilita' e avevano la grande responsabilita' di formare il futuro (figli) adesso anno pure l'istruzione ma in un cervello nullo, non sanno formare i figli che mettono nei nidi, non sanno mantenersi un marito , solo capaci a stronzeggiar quotidianamente, e adesso LAVORATE STR****!!!!!!!!!

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  • ghorio

    10 Novembre 2010 - 16:04

    Gli studiosi dell'Istat questa volta hanno " scoperto" l'acqua calda, ovvero una cosa già nota da secoli. Quello che fa specie è che lo Stato italiano questa realtà della società italiana e non per il vero se la dimentica spesso. L'ultima volta in occasione della decisione dell'età pensionavile delle donne del pubblico impiego. Una decisione assurda adottata con la benedizione delle opposizioni e del sindacato, ormai preso solo dalla compilazione delle denunce dei redditi, tramite Caaf. Tutto questo vale anche per i quotidiani, con posizione controcorrente e non, che si sono guardati bene dal dedicare commenti critici a quella decisione. Adesso l'Istat scopre il ruolo della donna nella famiglia. Poi naturalmente tutti si riempiono la bocca degli aiuti alla famiglia, del quoziente familiare e così via senza adottare alcun provvedimento. Giovanni Attinà'

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  • emilioq

    10 Novembre 2010 - 13:01

    Chissà quanto avranno studiato e speso all'Istat per arrivare alla conclusione che qualsiasi cretino conosce e, se è onesto, conferma. E' da sempre che la donna si sobbarca la maggior parte del lavoro, onere che è aumentato dal momento che lavorano anche fuori casa!!!!!!!!!!

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