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Il Regno Unito pronto ad aiutare banche irlandesi

La riunione Ecofin termina nel cuore della notte. Oggi si attendono le decisioni

Il Regno Unito pronto ad aiutare banche irlandesi

La situazione è critica, e anche la Gran Bretagna è pronta a dare il suo contributo per aiutare le banche iralndesi partecipando al fondo della zona euro e del Fmi. La notizia è arrivata dal ministro delle finanze del Regno Unito, George Osborne, che al suo arrivo all'Ecofin ha spiegato che "faremo quello che è nell'interesse nazionale". L'Irlanda, ha continuato, "è il nostro vicino più prossimo ed è nostro interesse che la sua economia sia in buona salute".

Nella riunione dei ministri delle Finanze di Eurolandia - l'Ecofin - terminata a Bruxelles nel cuore della notte tra martedì e mercoledì, non è arrivata la decisione di attivare per l'Irlanda il meccanismo di assistenza e stabilità finanziaria da 750 miliardi di euro, predisposto nel maggio scorso per i Paesi membri in difficoltà. La decisione, però, appare più vicina ed è attesa per mercoledì.

Il governo di Dublino, da par suo, continua a ritenere non necessario il piano di aiuti, smentendo le voci secondo le quali starebbe facendo crescere la pressione per ottenere iniezioni di capitale. Nel frattempo, ha già bruciato oltre 45 miliardi di euro per salvare le banche sull'orlo del crac.

La fine della moneta unica - La crisi di Irlanda e Portogallo potrebbe mettere in ginocchio l'Unione europea e far sparire la moneta unica. Un monito senza precedenti, espresso senza nemmeno troppa diplomazia, è arrivato dal presidente dell'Unione Europea.

Hermann Van Rompuy
- proprio lui, tanto criticato agli esordi perché "signor nessuno" ma sempre più influente e decisivo nella vecchia Europa - ha dichiarato: "La zona euro e l'Unione Europea nel suo insieme non sopravviveranno se i problemi di budget di alcuni Paesi non saranno risolti".

Una vera e propria bomba. Il monito del presidente arriva proprio nel mezzo di giorni tesissimi, in cui le voci sulle richieste di aiuto da parte di Portogallo e soprattutto Irlanda continuano a rincorrersi senza sosta. Van Rompuy spinge insomma spinge perché le casse del Fondo anti-crisi siano aperte in fretta. Oggi il tema sarà al centro della discussione nel vertice mensile dell'Ecofin, la riunione dei ministri finanziari di Eurolandia.


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Commenti all'articolo

  • wall

    22 Novembre 2010 - 13:01

    l'euro è solo un pezzo di carta e il valore intrinseco è dato dai debiti di chi fa parte della UE. Le BAnche sono proprietarie di questa e queste banconote. Infatti sopra alle banconote non c'è scritto pagabile al portatore e tantomeno la dicitura la legge punisce i fabricatori di banconote. A questo punto traete le conclusioni è solo un pezzo di carta che è coperto dai debiti che la BCE ci fà fare e che con questo pilota il PIL delle nazioni della UE. Fuori dalla moneta e fuori dalla UE. La carta moneta deve essere nazionale per la nostra economia interna. Mentre per l'economia eurolandia usare invece questo euro di carta....................

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  • bisnonna!

    17 Novembre 2010 - 17:05

    Ho notato che siete interessati all'argomento, per cui mi permetto di segnalarvi: Rothschid, Soros e " come é stata svenduta l'Italia. Verso la fine della moneta unica. Creare una crisi per fare crollare l'euro. Per la vostra ricerca digitate semplicemente il titolo. Buona lettura e...poi dite la vostra.

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  • ercole.bravi

    17 Novembre 2010 - 11:11

    ormai le banche decidono di tanto in tanto di affossare qualche ex paradisio economico (la spagna ieri, l'irlanda oggi) per spillare ulteriormente quattrini da una comunità economica mondiale, ed europea nello specifico, che bada solo a farsi i cavoli suoi ( e per suoi intendo personali!). L'irlanda sino ad ieri era il sogno di molti imprenditori.....ed ora rischia di colare a picco con le conseguenze legate ad un sogno infranto, mentre i testoni della UE, han pensato di costruire una nuova sede lontana dalle altre, cosi da recuperare le 250 euro giornaliere di diaria che gli eurodeputati si vedranno piovere nella loro tasche per il disturbo! (oltre che foraggiare l'ennesimo palazzinaro e banca che avvallano questa ennesima mega "c" dispendiosa europea. Se l'europa alla fine è questa, meglio scioglierla. I mutui praticamente molti sono in sofferenza, l'economia sotterrata da vincoli che ci uccidono e per assurdo un'euro forte ci blocca nelle esportazioni...che ci stiamo a fare?

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  • Paolo M

    17 Novembre 2010 - 10:10

    Tengo a precisare che non sono Economista, ma un po' d'Economia Politica, Finana l'ho studiata e quindi una qualche piccola infarinatura credo di averla. Il problema di Eurolandia, in maggior parte, deriva dal fatto che in Economia la moneta è l'espressione economica/finanziaria di un Paese. Notate bene, ho detto di un Paese. Ora, l'Europa, s'è data una Moneta Unica come espessione di più economie/finanziarie di più Paesi. Cioè, l'€ è partito zoppo già all'inizio e fino ad ora, la politica economica/finanziaria dei vari Paesi non è consone all'integrazione dei popoli, quindi è normale che ogni Paese faccia quello che vuole ed a risentirne è propria la Moneta Unica. Quindi, o tutti i Paesi fanno una sola politica economico/finanziaria/fiscale oppure il progetto EURO, prima o poi, è destinato a fallire. Inoltre, chi maledice Prodi, faccio notare, che a quest'ora senza l'€, saremmo già da un pezzo in DEFAULT, in quanto non si può più fare LA SVALUTAZIONE DELLA MONETA. Meditate gente

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