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La Ue soccorre l'Irlanda. Arriva il via libera al piano di aiuti

Dublino chiede il suppordo di Bruxelles. Contributo anche di Svezia e Regno Unito. Inziezione da 90 miliardi.

La Ue soccorre l'Irlanda. Arriva il via libera al piano di aiuti
Alla fine l'Irlanda (nella foto il primo ministro Brian Cowen) , dopo le barricate degli ultimi giorni, alza bandiera bianca e in una riunione d'emergenza del suo Governo ha chiesto soccorso economico all'Unione Europea.

La Ue, come già trapelato la scorsa settimana, ha subito assicurato il salvataggio, "giustificato dalla necessità di salvaguardare la stabilità finanziaria nell'Unione e nella zona Euro".

GLI AIUTI - Il piano di aiuti, che prevede anche il contributo di Svezia e Gran Bretagna, Paesi fuori dall'unione monetaria, si svilupperà nell'arco di tre anni. L'entità esatta dell'iniezione monetaria sarà stabilita nei prossimi giorni, ma la cifra dovrebbe oscillare tra gli 80 e i 90 miliardi, somma di poco inferiore a quella che lo scorso maggio fu concessa alla grecia (110 miliardi).

I fondi da destinare a Dublino verranno presi dal "Meccanismo per la stabilità finanziaria", che dipsone di 60 miliardi di prestiti garantiti presso le casse della Commissione Europea, mentre la parte più sostanziosa verrà attinta dal "Fondo europeo di stabilità finanziaria", che gode di una disponibilità sui mercati finanziari di 440 miliardi.

Da par suo, quella che ormai a pieno titolo è stata declassata ad "ex tigre celtica", ha messo sul piatto un piano di austerity che prevede tagli pari a 15 miliardi di euro spalmati in quattro anni.

Secondo le prime indiscrezioni che sono trapelate sui dettagli dell'accordo, l'Irlanda avrebbe ottenuto di non aumentare la super competitiva imposta sulle imprese (al 12,5%), ritenuta da molteplici paesi di Eurolandia una misura di concorrenza sleale. 

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Commenti all'articolo

  • gasparotto

    22 Novembre 2010 - 18:06

    Ricordo quando anni fa per evidenziare le nazioni evolute, si prendevano ad esempio le nazioni del nord Europa. Lì sì che c'è l'evoluzione e la giustizia sociale,si diceva.Certo, a suon di interventi statali sotto forma di aiuti a fondo perso. E così sulla scia della Svezia,dell'Iralanda,della Danimarca etc. anche le altre nazioni come l'Italia, la Spagna,la Grecia, il Portogallo etc. cominciarono ad elargire con prodigalità indennità sotto dazione di danaro a perdere e derivato dalle tasse ,danaro sottratto dalle tasche dei veri lavoratori e dati a todos el mundo,oves et boves.Cosa buona e giusta direte voi, se non fosse che il danaro è alla fine merce di scambio. Tu mi dai una cosa io ti do dei soldi:merce,lavoro,progetti. Invece dato a perdere. E così ora i prodighi caracollano. Prima la Grecia,ora l'Irlanda le cui banche hanno il 50% di deficit del PIL. La Germania spinge per gli aiuti,le cui banche possiedono titoli iralandesi spazzatura. Danaro dei vivi che va ai morti.

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