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Fiat, salta l'accordo su Mirafiori

Lingotto: "No condizioni per intesa". Joint-venture Chrysler complica tavolo. Sacconi: "Riprendere dialogo"

Fiat, salta l'accordo su Mirafiori
Al termine di una riunione ristretta con i sindacati la Fiat "ha preso atto che non esistono le condizioni per raggiungere una intesa sul piano di rilancio dello stabilimento di Mirafiori". E’ quanto si afferma in una dichiarazione del Lingotto.

JOINT-VENTURE CHRYSLER - Quello che ha reso complessa la trattativa è stato il contratto ad hoc presentato dal gruppo torinese per la joint-venture con Chrylser. Già ieri sera, infatti, il Lingotto aveva fatto sapere che il contratto specifico per Mirafiori avrebbe fatto riferimento al contratto nazionale di categoria per ciò che concerne il fondo pensione Cometa, le ferie, i permessi retributivi e le festività. Oggi, alla ripresa del negoziato, Fiat avrebbe evitato ogni collegamento con il contratto collettivo.

FRONTE SINDACALE
- "Abbiamo provato a sbloccare la situazione, ma Fiom, Fim e Uilm si sono riservate di decidere assumendosi una responsabilità gravissima. L'azienda ha detto che non accetta riserve e riferirà a Marchionne che non ci sono le condizioni per concludere il negoziato. La trattativa è chiusa". Questo il pesante commento a caldo di Roberto Di Maulo, segretario generale di Fismic. Il responsabile nazionale della Fim, Bruno Vitali, ha invece spiegato che "Ci siamo riservati per il contratto nazionale, che noi crediamo vada applicato anche nella joint venture per Mirafiori. Su questo le posizioni si sono irrigidite e la trattativa si è interrotta. Ora siamo sul filo del rasoio ma anche Fiat lo è perchè la partita è troppo importante per farla sfuggire in questo modo. Noi faremo le valutazioni al nostro interno ma anche la Fiat deve pensarci bene".
La prima cosa da fare, ha commentato Federico Bellono, il segretario generale della Fiom, "è parlare lunedì con i lavoratori, per questo chiederemo alle altre organizzazioni di convocare subito le assemblee. Già alla luce di quanto emerso ieri sera era chiaro che non c'erano le condizioni, tutte le nostre richieste sono state rigettate e l'unica novità vera di oggi è stato un ulteriore peggioramento sul contratto nazionale. Il nostro giudizio, già critico, non può quindi che essere confermato e rafforzato".

L'APPELLO DI SACCONI - Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ha invocato la responsabilità delle parti: "L'investimento ipotizzato da Fiat per lo stabilimento di Mirafiori è talmente importante per il futuro dei lavoratori, del territorio, dell'intero gruppo e dell'economia italiana da meritare la ripresa del dialogo tra le parti.

FIOM, "FIAT SBAGLIA"
- Prima del termine dell'incontro, il responsabile auto nazionale della Fiom, Giorgio Airaudo, aveva dichiarato che  "Marchionne ci propone di essere zona grigia in Europa, perché‚ ci propone di andare fuori dai contratti e dalle regole sociali. Pomigliano è stato usato come cavallo di Troia, per essere espliciti", ha aggiunto Airaudo, "qualcuno ha inseguito la Fiat da Pomigliano a oggi, secondo me sbagliando, sulla strada di andare oltre il contratto nazionale".

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Commenti all'articolo

  • peroperi

    11 Dicembre 2010 - 01:01

    perche' non mette gli operai a provvigione assicurando loro un minimo garantito in acconto? Decine di migliaia di rappresentanti e piccole partite iva lavorano cosi' senza nessuno che pensi a loro o che gli dia la cassa integrazione!

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  • peroperi

    05 Dicembre 2010 - 16:04

    Non è obbligatorio fare l'operaio. Si puo' sempre unirsi, magari grazie ai sindacati (che di certo non Vi aiuteranno) e formare piccole imprese, societa', ditte individuali, artigianali ed affrancarvi dalla grande industria, magari rifornendola con i vostri prodotti, senza subirne i contratti e principalmente senza dover sperare nei sindacati che ottengono per voi dieci euro al mese in piu' mentre aumenta vertiginosamente il prezzo della benzina che vi costera' 20 euro al mese in piu' per andare a lavorare. E poi, perche' i sindacati con i loro fatturati miliardari all'anno, in euro, non investono in fabbriche modello in italia? E magari perche' non provanio a pagare le tasse invece di esserne esenti come la Chiesa?

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  • giuseppe57

    04 Dicembre 2010 - 15:03

    ma voi che siete tutti d'accordo con la FIAT, ma pensate che quelli che ci lavorano siano tutti comunisti del sud ?? Che scempiaggine. I governi di tutto il mondo si sono occupati delle proprie fabbriche di automobili, dettando condizioni alle aziende per difendere l'occupazione. L'ha fatto la Merkel, Obama, Sarkozy. Anche in questo l'Italia brilla per assenza, e c'è pure chi ne è contento. Sprovveduti accecati dalla propaganda leghista. La FIAT è un asset importante di questo paese, dov'è l'annunciato piano "fabbrica italia". Dovrebbe occuparsene il ministro competente e il capo del governo, purtroppo indaffarato a tirar fuori dalla galera a mezzanotte una minorenne marocchina ballerina di lap-dance. Che pena.

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  • marcolelli3000

    04 Dicembre 2010 - 11:11

    i sindacati dovranno spiegare agli operai che il lavoro non c'e' per colpa loro. Vediamo se gli operai ne saranno contenti di perdere il lavoro. io non vedo alternative all'applicazione delle pratiche comuniste cinesi anche da noi, cosi' la globalizzazione la facciamo anche noi. i cinesi sono comunisti, no? i sindacati non possono certo non esserne felici: stessi diritti dei lavoratori come in Cina, e stesse paghe. e vediamo ora come ne uscite, sindacalisti comunisti all'italiana

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