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Occupati nelle grandi imprese in calo dell'1,8%

Dati Istat. Decresce rispetto al 2009 il ricorso alla cig guadagni. Salgono le retribuzioni lorde

Occupati nelle grandi imprese in calo dell'1,8%
Cala l'occupazione nelle grandi imprese: secondo i dati dell'Istat, a ottobre e rispetto al mese precedente, si è registrato un calo dello 0,1% al lordo della cassa integrazione e una variazione nulla al netto dei dipendenti in cig. In termini tendenziali sono state registrate variazioni negative dell'1,6% al lordo della cig e dell'1% al netto della cassa integrazione.

MEDIA OCCUPAZIONE - Complessivamente, nei primi dieci mesi del 2010 la variazione media dell'occupazione, rispetto allo stesso periodo del 2009, ha subito una contrazione dell'1,8% al lordo della cig e dell'1% al netto della cig. Nel confronto tra la media degli ultimi tre mesi (agosto-ottobre) e quella dei tre mesi precedenti (maggio-luglio) si è registrato un calo dello 0,4% al lordo della cig e dello 0,3% al netto della cig.

CIG GUADAGNI -
Quanto al ricorso alla cassa integrazione guadagni, nel mese di ottobre, certifica ancora l'Istat, nelle grandi imprese è stato pari a 31,4 ore per mille ore lavorate. Il ricorso alla cig è diminuito rispetto allo stesso mese del 2009 di 6,7 ore per mille ore lavorate. Nel confronto tra i primi dieci mesi del 2010 e il corrispondente periodo del 2009 il ricorso alla cig ha registrato un calo di 8,7 ore per mille ore lavorate.

RETRIBUZIONI LORDE - L'Istituto statistico esamina anche l'andamento delle retribuzioni lorde per ora lavorata, e nota come ad ottobre nel totale delle grandi imprese sono cresciute del 3% rispetto allo stesso mese del 2009, mentre sono scese dello 0,3% (dato destagionalizzato) rispetto a settembre.


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Commenti all'articolo

  • ricver

    30 Dicembre 2010 - 21:09

    Sono un piccolo imprenditore edile che opera maggiormente nel settore delle ristrutturazioni. Ieri mattina recandomi in banca ho avuto un amara sorpresa perchè ho scoperto che grazie all'articolo 25 del decreto legge del 31 maggio 2010 n.78 dallo scorso 1 luglio i bonifici effettuati in favore dei costruttori edili da parte dei committenti che beneficiano delle agevolazioni del 36% o del 55% hanno visto applicata una trattenuta del 10% a titolo di ritenuta d’acconto. Tale trattenuta viene fatta sul totale della fattura emessa , quindi è errato dire che si tratta di una ritenuta d'acconto, perchè in questo modo viene trattenuto il 10% anche sulle spese che un impresa ha sostenuto per eseguire un lavoro. Se poi consideriamo che a volte le imprese edili si trovano ad operare: in momenti di crisi o di elevata concorrenza per cui sono costrette a effettuare eccessivi sconti, oppure in momenti cattive condizioni metereologiche o di errata valutazione dei lavori, che fanno prolungare i tempi dell'esecuzione dei lavori aumentando cosi le spese e quindi hanno un ridotto margine di utile che si aggira appunto intorno al10%, ne viene fuori che effettuando la trattenuta dl 10% sull'importo dei lavori il costruttore ha lavorato senza utile quindi può solo fallire. Inoltre capita spesso che il committente alla fine dei lavori o non è in grado più di far fronte ai pagamenti causa eventuali verianti che fanno aumentare l'importo dei lavori previsto, o non vuole pagare i lavori per intero per una sua insoddisfazione, costringendo così il costrurttore a iniziare azioni legali nei confronti del committente che fanno slittare se tutto va bene ( anche grazie alla lentezza della giustizia) la riscossione dell'intero importo dei lavori. Così analizzando quest'ultima ipotesi il costuttore paga il 10% di trattenute sugli acconti che ha ricevuto dal committente. Denaro che ha dovuto usare per pagare tutte le spese sostenute per eseguire i lavori e visto che non riceve il saldo dei lavori dove si dovrebbe ricavare un eventuale utile, il costruttore ha pagato una ritenuta di acconto del 10% sulle spese (che a volte sono debiti) e non sui guadagni e ancora una volta può solo fallire. Aziende come la mia che già faticano ad andare avanti ora si vedono tassare preventivamente anche il rimborso delle spese che sostengono per effettuare i lavori. Denaro che se resterebbe in nostro possesso ci permetterebbe di investire e lavorare. Poi versato al fisco al momento stabilito e in misura stabilita. Inoltre io mi chiedo ma se sono un azienda che lavora esclusivamente in questo settore alla quale viene sempre applicata questa ritenuta d' acconto non è che ho versato al fisco più di quanto mi era dovuto? Forse avrei un credito con il fisco e potrei chiedere un rimborso che non si sa quando arriverebbe. Ma in questo modo non si è creato ancora debito pubblico? Si può concludere quindi che questa trattenuta del 10% non è una ritenuta d'acconto, ma solo un appropriazione indebita di capitali che fa il fisco italiano nei confronti delle imprese edili, camuffata da sistema per combattere l'evasione fiscale, visto che in questi casi non era possibile evadere, perchè il committente era già tenuto per legge a pagare tramite bonifico accompagnato da fattura . Ora io mi chiedo ma è mai possibile che i nostri governanti (che io stesso ho votato) con tutti i loro consulenti non abbiano capito mentre studiavano e approvavano questa legge cosa stavano facendo? Quale grave danno stavano arrecando alle aziende che operano esclusivamente nel settore interessato dalla questa legge? Non voglio credere che queste persone non capiscono nulla e mi é più semplice credere che per loro è più facile colpire settori come il nostro poco organizzati e poco tutelati, indifferenti alla pubblica opinione e ai media. che non scendono in piazza a lamentarsi e che nonostante tutto continuano a lavorare con fiducia. O forse la spiegazione è ancora più semplice ed è che ormai siamo giunti alla frutta e non si sa più dove prendere il denaro che serve allo stato per far fronte all'enorme spesa pubblica che si ritrova.

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  • giuseppe57

    30 Dicembre 2010 - 14:02

    nel 2011 andranno a regime i tagli operati dal governo sui bilanci degli enti locali: comuni, province e regioni. Miliardi di spesa in meno significano migliaia di posti di lavoro in meno. Nel 2011 scadranno anche per migliaia di lavoratori i provvedimenti di cassa integrazione e saranno senza alcun sostegno e senza lavoro. Intanto nulla è stato fatto per creare nuovi posti di lavoro o come incentivi alle aziende a favore dell'occupazione. Continuiamo a far finta di niente, ad ostentare ottimismo e accusare chi dice queste cose di disfattismo. Parleranno i fatti, purtroppo. Sarebbe bene tenerne conto invece, ed agire di conseguenza iniziando, ad esempio, a far qualcosa per far pagare le tasse a tutti e ridurle per chi le paga, in modo che ci sia qualche soldo in più da spendere e quindi qualcuno in più a lavorare per produrre.

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