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Borsa, doppia Fiat promossa. Vola il titolo auto (+4,9%)

Debutto positivo a Piazza Affari. Industrial sale del 3,05%. Marchionne: "Se vince il 'no' salta Mirafiori". Crollo immatricolazioni, dicembre: -21,7%

Borsa, doppia Fiat promossa. Vola il titolo auto (+4,9%)
E' un giorno storico per l'economia italiana. A Piazza Affari hanno debuttato i due titoli "fratelli" della Fiat, quello della parte auto e quello della parte industrial. In apertura Fiat Auto era scambiato a 7.04 per azione, mentre Industrial a 8.76. Pochi minuti dopo i primissimi scambi, il primo viene trattato a 7.1 mentre il secondo a 9.05.
I due dati erano molto attesi tanto che, secondo Raffaele Jerusalmi, amministratore delegato di Borsa Italiana, quella di oggi è "una giornata storica per il gruppo e per Borsa Italiana: ci aspettiamo un grande interesse per questa scissione e siamo molto ottimisti". ù

A FINE GIORNATA
- Al termine della prima storica giornata di contrattazioni, Fiat Industrial ha chiuso a 9 euro, in sensibile rialzo (pari al 3,05%) rispetto al prezzo di riferimento (8,73 euro) fissato da Borsa Italiana e da Ftse, la società che calcola gli indici. Consistenti i volumi degli scambi, con 34 milioni di pezzi trattati. Ancor più significativo il rialzo per Fiat spa, scambiato inizialmente a 6,90 euro e quotato 7,025 euro in chiusura: il balzo è stato pari al 4,91% sul prezzo di riferimento (6,69 euro). Vorticosa la mole di scambi per Fiat auto, con 48 milioni di pezzi passati di mano, quasi il doppio della media giornaliera registrata nel mese di dicembre dal vecchio titolo del Lingotto. Sommati, i valori di chiusura dei due titoli ammontano a 16,02 euro, cifra che va ben oltre i 15, 43 euro con cui giovedì Fiat si era congedata dal listino, per un premio pari a circa il 3,8 per cento.

LA PICCHIATA DELLE IMMATRICOLAZIONI
- La buona risposta della Borsa milanese è arrivata in contemporanea ai nuovi dati sulle immatricolazioni delle auto, che continuano la loro picchiata. Nel solo mese di dicembre il calo delle vendite delle vetture, in Italia, è stato del 21,7%, con 130.319 immatricolazioni contro le 166.461 del dicembre del 2009. Il trend - preannunciato - preoccupa perché pare infinito: a novembre le immatricolazioni avevano fatto segnare un calo del 21,13% a 145.198 unità. Negativi anche i dati di Fiat Group Automobiles, che detiene un terzo del mercato italiano: in tutto
il 2010 FGA ha immatricolato oltre 589 mila vetture rispetto alle 707 mila dell'anno precedente, con un calo dei volumi pari al 16,7 per cento. La quota del 2010 è stata del 30,1 per cento, 2,7 punti percentuali meno del 2009. Per quanto invece riguarda i dati di dicembre, FGA ha immatricolato quasi 39 mila vetture - il 26,4 per cento in meno in confronto al 2009 - ottenendo una quota del 29,7 per cento, 1,9 punti percentuali in meno rispetto a dicembre 2009.

MARCHIONNE: "AL PASSO COI TEMPI" - Sergio Marchionne, ad del Lingotto, ha affermato che "abbiamo il dovere di stare al passo coi tempi e di valorizzare tutte le nostre attività. Di fronte alle grandi trasformazioni in atto nel mercato - ha proseguito - non potevamo più continuare a tenere insieme settori che non hanno nessuna caratteristica economica e industriale in comune". L'appuntamento di oggi, ha proseguito, è "un momento molto importante per la Fiat perchè rappresenta allo stesso tempo un punto di arrivo e un punto di partenza. E' l’atto finale nel processo di perfezionamento del demerger ed è insieme l’inizio di un nuovo capitolo nella storia di due società indipendenti".
Marchionne ha inoltre definito "possibile ma non probabile" l'ipotesi di una partecipazione al 51% di Chrysler già nel 2011. Non c'è, però, alcun piano di fusione tra Fiat e il gruppo di Detroit. Stesse parole circa un'uscita da Confindustria: "Possibile ma non probabile, Fiat non può continuare a essere condizionata", ha detto l'ad dell'azienda torinese.




"SE VINCE IL NO, ADDIO MIRAFIORI" - "Se vince il no con il 51% la Fiat non farà l’investimento a Mirafiori - ha proseguito Marchionne - La gente si deve impegnare a fare le cose. La Fiat non ha lasciato fuori nessuno - ha aggiunto - se qualcuno ha deciso di non firmare, non significa che io abbia lasciato fuori qualcuno. La Fiat ha bisogno di libertà gestionale e non può essere condizionata da accordi che non hanno più senso". Marchionne, quindi, dice: "La Fiat è capace di produrre vetture con o senza la Fiom. Siccome la condizione dell’accordo è garantire la governabilità dello stabilimento, se andiamo a impedirla avremo dei problemi. L’accordo - ha concluso - verrà preso con la maggioranza dei sindacati".

LE BORSE - Il dato dei due titoli Fiat non riesce, però, a sollevare l'apertura delle contrattazioni milanesi. L'indice Ftse Mib inaugura la settimana con un -0.94% a 19.983 punti, mentre lo Star segna un +0.23% a 11.603 punti. Positive le Borse europee, con Parigi e Francoforte che guadagnano rispettivamente un punto e nove decimi. Dopo pochi minuti si è appreso che il segno meno, in controtendenza con l'andamento di tutti gli altri listini, era dovuto a un problema tecnico sull'indice principale: risolto il "giallo", il Ftse Mib è stato riaggiornato in terreno positivo, a
+1,77%, toccando i 20.512 punti.

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Commenti all'articolo

  • claudio66

    05 Gennaio 2011 - 11:11

    Marchionne ha varato le due nuove Fiat in Borsa. La good company, senza l’a u t o, ribattezzata Fiat Industrial e la bad company, Fiat spa, con dentro l’auto. Sull’onda dell’entusiasmo della riduzione in schiavitù dei lavoratori della Fiat Auto, la Borsa ha reagito positivamente. Fiat Industrial ha guadagnato lo 3,05 e Fiat Spa il 4,91 per cento. Numeri catastrofici per un parto finanziario e organizzativo durato anni e che saranno presto cancellati. Non è necessario essere indovini per capirlo. In Italia il calo delle vendite delle auto in dicembre è stato del 21,7 per cento, un crollo che continua da mesi e che potrebbe aumentare di un terzo nel 2011. I salari degli operai diminuiscono, le macchine non si vendono più, ma le azioni salgono. Mistero di Marchionne, che sul futuro “Piano Fabbrica Italia” ha dichiarato “Offensivo chiedere i dettagli del Piano” e ancora: “La Fiat ha bisogno di libertà gestionale”. In altre parole

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  • Joe1957

    04 Gennaio 2011 - 11:11

    Grazie per gli appunti. Come avrà capito la mia era una provocazione, dettata dall'enorme spreco di risorse che sono state fatte negli ultimi 30 anni in nome di una (ipotetica) salvaguardia dei lavoratori dipendenti FIAT (bottom line ? erano 250'000 ed oggi sono 30'000). Certo la Fiat si sta riprendendo ma in altri mercati ed in altre aree produttive. Da noi, chi ci ha guadagnato sono stati solo i politici ed i sindacati. Noi ci abbiamo perso 110MD EU, e sono una cifra pazzesca. Indebitare il Paese (3zo al mondo) per sostenere per decine di anni un carrozzone sprecadenaro è sbagliato. Le risorse potevano/dovevano essere (ne bastava una parte) dirottate verso la ricerca e verso i giovani imprenditori. E`mia convinzione che seminare per il futuro è da saggi, mungere la mucca fino a farla morire è da sindacalista moderno. Saluti.

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  • idleproc

    04 Gennaio 2011 - 11:11

    Sarebbe convenuto nazionalizzare tutta la baracca, visto che era un settore strategico. NON darla in gestione ad un management stile catto-stalinisti (es Prodi) e salvaguardavamo lavoratori, indotto e portafogli.

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  • imahfu

    04 Gennaio 2011 - 08:08

    Egregio Joe1957. Se la prende con i ''sinistri' perché, secondo Lei, era meglio distribuire ai lavoratori quello che é stato dato alla FIAT. E ci casca: 1) perché non parla di indotto, cioé di chi produce pezzi per l'auto; l'indotto indiretto cioé il lavoro che scaturisce da chi é attorno all'auto (carrozzieri, meccanici, ecc..); 2) perché non conta le imposte e i contributi della Fiat e dei suoi lavoratori (IRPEF INPS ecc..); 3) perché meraviglia che non si consideri che avremmo comperato dall'estero ; 4) perché da un destrorso parlare di annullare attività produttive é una bestemmia. Rifletta.

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