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Fisco, buone notizie: crescono entrate tributarie

Balzo dello 0,7% nel mese di novembre. Stabili sugli undici mesi. Male il debito pubblico

Fisco, buone notizie: crescono entrate tributarie
In Italia crescono le entrate tributarie, che nel mese di novembre hanno fatto registrare un balzo dello 0,7% rispetto a ottobre, in cui la flessione sul mese precedente era stata pari allo 0,3 per cento. La stima è stata fornita dal Dipartimento delle Finanze del ministero dell'Economia. Per la prima volta nel 2010 l'andamento delle entrate evidenzia una variazione positiva rispetto al corrispondente periodo del 2009.

SUGLI UNDICI MESI - Nei primi undici mesi del 2010 la raccolta è stata pari a 326,761 miliardi di euro, in calo dell'1,07% rispetto ai 330, 315 miliardi del periodo gennaio-novembre 2009. E' quanto risulta dal Bollettino della Banca d'Italia sulla finanza pubblica, in cui si commenta: "Complessivamente l'andamento delle entrate nel periodo gennaio-novembre 2010, la lordo delle una tantum, è perfettamente in linea con le previsioni ed evidenzia un significativo miglioramento rispetto a quello registrato nei primi mesi dell'anno".

BENE IL GETTITO IVA
- Come è scritto nella nota del Dipartimento delle Finanze del ministero dell'Economia, nei primi 11 mesi del 2010 si è registrato un positivo andamento del gettito Iva, l'imposta sui consumi che per prima reagisce al ciclo economico. Le entrate Iva nel periodo gennaio-novembre sono state pari a 98,791 miliardi di euro (+3,681 miliardi, pari a +3,9% rispetto al corrispondente periodo del 2009); mentre il gettito Ire mostra un incremento del 4,4% (+6.322 milioni di euro), imputabile al buon andamento del gettito delle ritenute nel loro complesso (+3,1%) rispetto al quale si conferma in specie l`andamento positivo delle ritenute versate dai lavoratori autonomi.

DEBITO PUBBLICO -
Notizie meno positive, invece, arrivano dal fronte del debito pubblico, che a novembre ha toccato un nuovo record a quota 1.869,924 miliardi di euro, in crescita rispetto a 1.867,384 miliardi di ottobre. La comunicazione è arrivata da Bankitalia.

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Commenti all'articolo

  • Cattif.49

    15 Gennaio 2011 - 05:05

    Non ho mai capito perchè prima di asfissiare i contribuenti con continui controlli e pratiche vessatorie non venga mai rivolta attenzione agli inattivi:moltissimi risultano sprovvisti di mezzi di sussistenza da anni e anni ,una altissima parte dei giovani non studia e non lavora;dovremmo avere emigrazioni di massa e migliaia di morti per inedia ...Siamo tra i paesi più longevi anche se aumentano abusi di alcool ,droghe,medicinali.Ho il dubbio che ci siano sempre più furboni che ci marciano seguendo l'esempio dei nostri politici in modo particolare di quelli che non hanno mai svolto un lavoro vero.Per aggredire il debito pubblico ci vuole coraggio da parte di tutti:la spesa va dimezzata senza se e senza ma.

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  • Quartogiuseppe

    14 Gennaio 2011 - 15:03

    Le entrate triburarie che aumentano purtoppo non influenzano il debito pubblico. i polotici non vogliono capire che devono spendere meno, molto meno, ma tutti parlano di recupero di evasione e aumento delle entrate. laggete cosa diceva in una intervista al corriere della sera circa 15 anni fa Milton Friedman intervista a Milton Friedman Ancora una stagione di gloria per il prof. Milton Friedman, Brooklyn, classe 1912. Prima gli anni dell'università di Chicago, dove è profeta del laissez-faire, poi gli ammiratori Ronald Reagan e Margaret Thatcher (...). Nel 1976 il Nobel. Attivissimo, il nemico storico di Lord Keynes, del welfare state e dell' intervento pubblico nell' economia e soddisfatto dell' attenzione italiana. E ha naturalmente un piano per la nostra economia. "Per prima cosa voglio dire che. arrivate tardi ma arrivate. SVEGLIA ITALIANI: il comunismo è finito, il socialismo pure, lo stato semina disastri. Ci sono due modi soli per governare l' economia. Uno: lo scambio volontario, il mercato. Due: il comando dall'alto, militare o statale. Convivono sempre. Anche in URSS ai tempi brezneviani, c'era un po' di piccolo mercato. L'opposto era Hong kong, dove lo stato contava meno del dieci per cento in economia, non cerano regole imposte, l'esempio storico di libero mercato. "Le riassumo il nostro credo: l'amministrazione statale deve provvedere solo servizi essenziali alla società. Nel XIX secolo gli Stati Uniti - in quanto Stato - spendevano una cifra irrisoria per l'economia, e all' apice dell'impero britannico, gli inglesi non superavano il dieci. Lo stato deve assicurare solo la difesa, la proprietà privata, l'ordine e la legge, le elezioni, il sistema giudiziario. Punto. Purtroppo deve esserci una legge e un sistema fiscale, ma la proprietà privata deve essere liberà. E come può pensare lei di possedere una casa se lo stato le impone l' equo canone? E come può pensare di possedere un vestito se lo stato le impone di comprarne uno fatto nel paese?" Breve pausa. Il professore riprende: "Ah, lo stato deve pure regolare la politica monetaria". Se Hong Kong era il paradiso del libero mercato e l' URSS il suo Inferno, cos'è l'Italia, un Purgatorio. E gli Stati Uniti il Limbo? "Guardi che l' Italia è molto più libera di quello che voi credete, grazie al mercato nero e all'evasione fiscale. Il mercato nero, Napoli, e l'evasione fiscale, hanno salvato il vostro paese, sottraendo ingenti capitali al controllo delle burocrazie statali. E per questo che io ho più fiducia nel' Italia di quel che si possa avere dalle statistiche, che sono pessime. Il vostro mercato nero è un modello di efficienza. Il governo un modello di inefficienza. In certe occasioni un evasore è un patriota. Ci sono tasse immorali. Non facciamo moralismi: un conto è rubare o uccidere, un conto evadere le tasse. Lei ha mai trovato qualcuno che obietta al contrabbando, se non semplicemente per il pericolo di venir catturato? (...) Siete un grande paese. Grande tradizione di mercato, voi inventate banche e contabilità. Allora dovete passare dal 50 per cento dell' economia controllata dallo stato al 10 per cento. Ecco come: 1) Privatizzare. 2) Privatizzare. 3) Privatizzare. Dovete privatizzare l'Eni? Ecco la ricetta. Niente polemiche tra nocciolo duro di azionisti scelti e azionariato popolare diffuso. Seguite il metodo della repubblica Ceca: ogni cittadino avrà dei buoni, perché sono i cittadini con le tasse che hanno pagato questi giganti. Questi buoni saranno redimibili con azioni. Ogni cittadino un capitalista. Altrimenti si centralizza la proprietà, e noi vogliamo disperdere! Hanno fatto così anche in British Columbia e ha funzionato. 4) Dopo la privatizzazione tagliate la spesa pubblica e tagliate le tasse. Infischiatevene del deficit, il deficit sono tasse. Conta ridurre la spesa. Se spendete 100 e ricavate 50 in tasse, da dove vengono le altre 50 lire? Da tasse nascoste, comunque mica crederà in Babbo Natale? 5) Abrogate ogni tariffa e controllo, le quote sulle automobili, i computer, i prodotti giapponesi. State alla larga dalle burocrazie europee e dai serpenti monetari. Lasciate fluttuare la lira in libertà. Se il governo fa bene sarà forte, altrimenti, se va male, capirete che l'estero vi critica. Ritorno alle gabbie salariali, subito

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  • GMTubini

    13 Gennaio 2011 - 20:08

    Lei ha ragione da vendere e mi pare sia stato molto chiaro, ma La prego di lasciarmi fare una precisazione: J.M. Keynes con la politica assistenzialista dei nostri governi c'entra ben poco. Un conto è l'intervento anticongiunturale dello Stato per alimentare la domanda, un altro sono le assunzioni clientelari nel settore pubblico, le pensioni baby e tutto il resto. Cordiali saluti.

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  • gasparotto

    13 Gennaio 2011 - 16:04

    I passati governi della prima repubblica hanno applicato a piene mani i suggerimenti di un economista progressista,Keynes il quale ha sostenuto la necessità dell'intervento pubblico nell'economia. E' stato così che si è creato lo stato assistenziale,il quale ha rincorso la spesa pubblica a suon di tasse e di debiti,con l'emissione di titoli di stato(cambiali) per mantenere tutto l'ambaradan,fanca**isti inclusi,che succhiava e si alimentava alla sua mammella. Chiamasi stato sociale,dove non c'è settore in cui lo stato non intervenga dando soldi a piene mani e ad ufo. Citatemi un settore dove lo stato non intervenga elargendo dei soldi a perdere. Ed allora come si fa a ridurre il debito pubblico? Se un rubinetto perde acqua e la stanza si riempie,voi cosa fate medicate il rubinetto o usate il secchio? Chi avrebbe la soluzione per chiudere il rubinetto,che si chiama stato sociale,ovvero la tenie delle società?

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