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Vola la benzina, sfondata quota 1,5 euro per litro

Cavalcata inesorabile dei prezzi dei carburanti. Su base annua l'aumento è pari al 9,9 per cento

Vola la benzina, sfondata quota 1,5 euro per litro
Anche se non ci sono feste né ponti all'orizzonte, proseguono gli aumenti sulla rete dei carburanti, con la benzina che sfonda la quota psicologica di 1,50 euro al litro. Nel dettaglio, venerdì sono cresciuti i prezzi delle pompe Ip e Q8. Il quadro emerge dal monitoraggio di Quotidiano energia, in cui si precisa che oggi la media nazionale dei prezzi va da 1,488 euro per litro (impianti Eni) a 1,5 euro negli impianti Tamoil.

I RINCARI NEL DETTAGLIO - Ip, ferma negli ultimi due giri di rialzi, ha recuperato il ritardo facendo salire i prezzi raccomandati della benzina di 3 centesimi, del diesel di 2 centesimi e del Gpl di 1 centesimo. Q8 invece è salita di 1 centesimo soltanto sul gasolio. Gli aumenti non sono ancora completamente recepiti sul territorio, dove comnuque si registra lo sfondamento a livello medio nazionale della soglia di 1,5 euro/litro sulla benzina per Tamoil (soglia già ampiamente superata nelle punte massime in alcune aree del Paese) e di 1,4 euro per litro per il diesel per Q8 e Tamoil ma solo in alcuni impianti del Su, Per il diesel si passa dall'1,373 euro per litro di Eni all'1,382 di Q8 (no-logo a 1,301). Il Gpl, infine, si posiziona tra lo 0,778 euro/litro di Shell e TotalErg allo 0,785 degli impianti IP (0,755 euro/l le no-logo).

CARBURANTE, +9,9% SU BASE ANNUA -
In termini percentuali, a dicembre i prezzi del carburante sono schizzati del 9,9% (rispetto all'incremento del 6,1% registrato a novembre) su base annua. Su base mensile, invece, la crescita è pari al 2,5 per cento. I dati sono stati diffusi dall'Istat, che ha reso noti anche i dati sull'inflazione e rivisto leggermente al rialzo il dato tendenziale per la verde (al 9,9% rispetto al precedente 9,8%). I prezzi del gasolio per auto sono lievitati del 14,5% in termini tendenziali e del 3% in termini congiunturali. Per quanto riguarda il gpl, l'indice ha segnato una crescita del 21,3% su base annua e del 6,5% su base mensile. Infine il gasolio da riscaldamento, che a dicembre ha segnato un aumento del 14,3 per cento.

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Commenti all'articolo

  • osicran2

    23 Gennaio 2011 - 13:01

    Il prezzo del petrolio, un grande imbroglio che impedisce alla gente comune di valutare la legittimità degli aumenti e dei ribassi del prezzo di benzina e gasolio. Invitiamo tutti i giornali a pubblicare accanto al prezzo del barile di petrolio in $ Usa, anche il prezzo espresso in euro, calcolato al valore di cambio del giorno euro-$ Usa. La stessa cosa dovrebbero fare tutti i TG . Sapremo da questo se siete veramente amanti dell'informazione libera, senza condizionamenti delle Lobbies economiche e finanziarie.

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  • franziscus

    18 Gennaio 2011 - 19:07

    aumenta anche all' estero perchè tutto è in mano alle multinazionali. Cosa può fare il governo ?

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  • Bobirons

    16 Gennaio 2011 - 13:01

    Ma l'Autorità garante della concorrenza e del mercato (già Antitrust) che ci sta a fare ? Del resto, che ci stanno a fare le altre 11, per non parlare di quelle prospettate in arrivo. Sembra sia più un altro mezzo per dare una poltrona a qualcuno e creare un po' di posti (ma saranno di lavoro?) a produzione zero e costo altissimo per i contribuenti. Sarebbe sufficiente una semplicissima operazione aritmetica. Fatto riferimento ad un prezzo valutato equo, rapportandosi con il costo del dollaro verso l'euro per quanto vale il barile di greggio sulle piazze mondiali, ai produttori non sarebbero concessi aumenti extra e dovrebbero parimenti diminuire in conseguenza delle diminuzioni dei valori succitati. Senza se e senzxa ma

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  • Bobirons

    16 Gennaio 2011 - 10:10

    Ma l'Autorità garante della concorrenza e del mercato (già Antitrust) che ci sta a fare ? Del resto, che ci stanno a fare le altre 11, per non parlare di quelle prospettate in arrivo. Sembra sia più un altro mezzo per dare una poltrona a qualcuno e creare un po' di posti (ma saranno di lavoro?) a produzione zero e costo altissimo per i contribuenti. Sarebbe sufficiente una semplicissima operazione aritmetica. Fatto riferimento ad un prezzo valutato equo, rapportandosi con il costo del dollaro verso l'euro per quanto vale il barile di greggio sulle piazze mondiali, ai produttori non sarebbero concessi aumenti extra e dovrebbero parimenti diminuire in conseguenza delle diminuzioni dei valori succitati. Senza se e senza ma.

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