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Mirafiori, in vantaggio il no. Segui la diretta

Referendum Fiat: spoglio a rilento. Risolto il giallo al seggio 2. Affluenza oltre il 96% / SU COSA SI VOTA / STORIA DELLO STABILIMENTO

Mirafiori, in vantaggio il no. Segui la diretta
E' il momento del verdetto per Mirafiori. Le urne per il referendum sulla "nuova Fiat" sono state chiuse alle 19.30, e l'affluenza alle voto nello stabilimento piemontese è stata altissima. Gli operai decidono sul nuovo contratto di lavoro e la posta in gioco è altissima. L'ad del Lingotto, nel caso prevalgano i "no", si dice pronto a portare la fabbrica all'estero. Leggi le dichiarazioni che hanno accompagnato la giornata del voto.

LA DIRETTA DEL VOTO

01:47 - Giallo risolto per le 58 schede che mancavano all'appello durante lo scrutinio del secondo seggio (il numero 8 al montaggio): erano state vidimate più schede rispetto al numero dei votanti del seggio, 836 contro i 775 votanti reali. E' ufficiale, quindi, la vittoria del no nel seggio: 407 contro i 361 sì. Le 7 schede mancanti sarebbero finite nel seggio numero 6, allestito a pochi passi dal seggio 2. "Il voto è valido", assicurano i sindacati.

01:30 - Scrutinio a rilento. Fino ad ora si hanno i risultati di soli tre seggi, pari a 2.180 schede (meno della metà). Il no all'accordo è in vantaggio con il 52,43% e 1.143 voti, contro il 47,57% dei sì (1.011 voti). Le schede bianche o nulle sono 26 (1,19%).

01:14 - Anche nel terzo seggio vincono i no. Sono stati 374, contro i 349 sì. I voti erano in totale 732.

01:02 - Nel terzo seggio (montaggio) i no sono in vantaggio: questi sono per il momento 237, contro 221 sì. I votanti sono stati 732. Anche in questo seggio sembra ci sia una prevalenza della Fiom rispetto agli altri sindacati. Intanto fonti sindacali forniscono una possibile spiegazione del giallo delle 58 schede "scomparse" nel seggio 8: dato che quattro grandi seggi (il numero 8 'congelato', il 7, il 6 e il 5) sono allestiti in un'unica grande sala, i votanti potrebbero aver inserito la propria scheda non nel seggio di appartenenza, ma in un altro.

00:35 - La Commissione elettorale si è divisa, lo spoglio procede a rilento: una parte cura il riesame delle schede del seggio numero 8 (nel montaggio) e l'esame degli elenchi elettorali per risolvere il giallo delle 58 schede mancanti; il resto va avanti con lo scrutinio del seggio 7 (sempre nel reparto montaggio). A questo punto, col giallo delle 58 schede, tutto il voto di Mirafiori rischia di essere annullato.

00:20 - Caos nello spoglio del secondo seggio: secondo la Uilm, i no sarebbero 406, i sì 361, 11 le schede bianche o nulle, ma mancherebbero all'appello ben 58 schede. Lo scrutinio del secondo seggio è stato dunque temporaneamente "congelato" dalla commissione che sta seguendo lo scrutinio. Inizia lo scrutinio del seggio numero 8.

23.41 - Anche al secondo seggio (a maggioranza Fiom e Cobas) vincono i no: 447 a 362.

23.25 - A metà dello scrutinio delle schede al secondo seggio è testa a testa: secondo fonti sindacali, su circa 400 schede scrutinate, sì e no si equivalgono.

23.12 - Si profila una prevalenza di no all’accordo di Mirafiori anche al secondo seggio, che si trova sempre al reparto montaggio. Tra le prime 265 schede scrutinate su 836, i no sono 135 e i sì 130. Secondo fonti sindacali anche in questo settore la maggioranza degli operai è iscritta a Fiom e Cobas.

23.04 -  La folla in attesa a Mirafiori attende gli esiti della consultazione tra bicchieri di vin brulè distribuiti dai camper dei Cobas e cantando Bella Ciao e le canzoni di Guccini. La maggior parte dei lavoratori, però, esce dalla fabbrica e scappa verso casa senza rilasciare commenti. Non si azzardano previsioni.

22.24 - Sono 362 i "no" e 300 i "sì" i risultati del primo seggio scrutinato a Mirafiori. I voti in totale erano 669.  Il "no" ha ottenuto dunque il 54,4% delle preferenze e il "sì" il 45,5 per cento. Il risultato, riferiscono fonti sindacali, proviene dal reparto montaggio, un settore dove le rappresentanze di Fiom e Cobas (contrarie all'accordo) sono molto forti.

22.09 - E’ in corso lo scrutinio del seggio numero 9. Al momento si contano 107 no e 102 sì. Il numero totale delle schede è 669. Lo rendono noto fonti sindacali.

22.00 - E' stato aperto lo scatolone del nono seggio che contiene 669 schede per il referendum di Mirafiori. Per ora i 'no' sono 107 e i 'si' 102.

21.44 - E’ di 56 "sì" e 44 "no" il risultato dello spoglio delle prime 100 schede. I votanti suddivisi per seggi sono: 1) Lastratura: 442 votanti. 2) Lastratura: 424. 3) Verniciatura e magazzinaggio: 240. 4) Verniciatura e magazzinaggio: 218. 5)Impiegati: 449. 6) Montaggio: 819. 7) Montaggio: 732. 8) Montaggio 836. 9) Montaggio: 669. Nel turno di notte i votanti sono stati 484. o riferiscono al Velino fonti sindacali.

20.34 - 
"E' una affluenza altissima. Abbiamo battuto il record di Pomigliano e credo che sia un record nelle votazioni organizzate dai sindacati". Così Roberto Di Maulo, segretario generale della Fismic, commenta i dati sull'affluenza al referendum di Mirafiori.

19.30 -  Sono state chiuse le urne per il referendum allo stabilimento Fiat di Mirafiori. Altissima l’affluenza, che ha superato il 96% dei lavoratori. Hanno votato per il referendum sull'accordo di Mirafiori 5218 su 5431 aventi diritto. Inizia lo spoglio.

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SU COSA SI VOTA
I punti principali dell'accordo tra Fiat e sindacati (esclusi Fiom e Cobas)


- TURNI SETTIMANALI DI LAVORO - Saranno 18, 3 al giorno per 6 giorni. Il 18° turno sarà retribuito con una maggiorazione. Sono previste 120 ore di straordinario obbligatorio ogni anno (15 sabati lavorativi). Attualmente le ore di straordinario sono 40, più altre 64 previste dall'accordo rsu.

- PAUSE - Previste tre pause da 10 minuti invece delle attuali due da 15 minuti e una da 10 minuti. I 10 minuti in compenso sarebbero compensati in busta paga con un aumento di 32,47 euro al mese.

- ASSENTEISMO - Dal luglio 2011, se il tasso di assenteismo non scende sotto il 6%, ai dipendenti che si assenteranno per malattie brevi (non oltre i 5 giorni) a ridosso delle feste, delle ferie o del riposo settimanale per più di due volte in un anno, non verrà pagato in busta il primo giorno di malattia.

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LA STORIA DELLO STABILIMENTO

Dalla Topolino al primo suv dell’Alfa Romeo. Lo stabilimento Mirafiori di Torino, inaugurato da Mussolini nel '39, dopo la firma dell’accordo tra sindacati e Fiat e il sì all’intesa dei lavoratori si prepara ora a una nuova sfida: rilanciare nel mondo i prodotti del Lingotto, e del marchio Alfa Romeo in particolare.

GLI INVESTIMENTI FIAT - Per farlo la Fiat metterà sul tavolo investimenti per un miliardo di euro, stando alle parole dell’ad del Lingotto Sergio Marchionne.   Più della metà delle 280mila vetture che lì saranno prodotte ogni anno dalla seconda metà del 2012, sarà destinato ai mercati extra europei, agli Stati Uniti in particolare. In settant'anni, sulle sue linee di montaggio sono stati assemblati modelli che hanno fatto la storia della Fiat come la 600 e la 500 (negli Anni '50), e la Panda (1980), senza dimenticare la 1100, la 850, la 'piccolà 126, la Ritmo, la Uno (prodotta in 8 milioni di esemplari nel mondo) e la Thesis, berlina della Lancia.  

LE CIFRE DELL'IMPIANTO - Mirafiori è il più grande insediamento industriale del Paese con i suoi due milioni di metri quadri di superficie. Nel dopoguerra impiegava 100.000 persone, oggi circa 5.500 solo nel reparto carrozzeria. Un numero che potrebbe crescere, come disse lo stesso Marchionne nel novembre scorso nel presentare il piano di sviluppo ai sindacati. A partire dal terzo-quarto trimestre del 2012 le linee di montaggio saranno dedicate alla costruzione di auto e Suv di classe superiore, sia per il marchio Jeep sia per l’Alfa Romeo. Secondo il programma dell’azienda la produzione per il 2010 sarà di 120mila vetture e per gli anni successivi salirà fino a 250-280mila.

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Commenti all'articolo

  • simo70

    15 Gennaio 2011 - 00:12

    La fiom ha sempre difeso tutti a priori. Chi merita e chi no. E questi operai adesso vogliono difendere i loro privilegi, non pensando che certuni andrebbero licenziati. Lo farebbero anche loro se si mettessero per un attimo dalla parte dell'imprenditore.

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  • italianwherewolf

    14 Gennaio 2011 - 23:11

    GUARDANDO IPRIMI RISULTATI SEMBRA CHE LA RAGIONE NON CE LA FACCIA ,CEDE IL POSTO ALLA FOLLIA DEMAGOGICA DEL PARTITO COMUNISTA, INCREDIBILE NONOSTANTE TUTTO ANCORA ESISTE QUESTA IDEOLOGIA CRIMINALE. BENE E ORA ???? MARCHIONNE PROBABILMENTE FARA´ QUELLO CHE DEVE FARE E I CONTRIBUENTI ITALIANI SI ACOLLERANNO ALTRI DISOCCUPATI , CERTO I SOLDI PER LA CASSA INTEGRAZIONE LA PAGANO TUTTI GLI ITALIANI NON LA FIOM O LA CGL , LORO SCIOPERANO. MEGLIO COSI´ IN FONDO LA FIAT ANCHE SE FOSSE PASSATO IL SI, SI SAREBBE DOVUTA RITIRARE DALL'ITALIA IMMAGINATEVI I BOICOTTAGGI ALLE LINEE DI PRODUZIONE ,ASSENTEISMO OPERAI COLTI IN FLAGRANTE LICENZIATI E REINTEGRATI POR UN PRETORE DEL LAVORO ,ECT. ECT. ECT.QUANTO SAREBBE DURATO MARCHIONNE IN ITALIA , MOLTO POCO CREDO.

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